14 Agosto 2022
Circular economy Sostenibilità

Moda: i modelli di business circolari valgono il 23% del mercato globale

Secondo un nuovo Rapporto della Ellen MacArthur Foundation (EMF), con il supporto di Boston Consulting Group, i modelli di business circolari per la moda, come l’affitto, la rivendita, la riparazione e il rifacimento, possono rappresentare per le aziende un’occasione di crescita, costituendo entro il 2030 un mercato di 700 miliardi di dollari, e fornire al contempo notevoli risparmi di gas serra.

La Ellen MacArthur Foundation (EMF) ha pubblicato un nuovo Studio, “Circular Business Models: Redefining growth for a thriving fashion industry”, con il supporto analitico del Boston Consulting Group e la collaborazione di organizzazioni e aziende del settore, che esplora le opportunità di maggiori entrate per le aziende dai modelli di business circolari, riducendo al contempo il volume di nuovi capi di abbigliamento e accessori prodotti

La Fondazione aveva lanciato “The Fashion Initiative”, in occasione del Copenhagen Fashion Summit 2017 la manifestazione sulla moda sostenibile che si svolge ogni anno nella capitale danese, a seguito della quale aveva pubblicato i report A New Textiles Economy: Redesigning fashion’s future” e “Vision of a Circular Economy for fashion”, per una nuova economia tessile, basata sui principi di un’economia circolare, in cui vestiti, tessuti e fibre sono mantenuti al loro massimo valore durante l’uso e non finiscono mai come rifiuti, contribuendo a mantenere fiorente l’industria della moda e a ridurre l’inquinamento.

Alla COP26 di Glasgow il settore della moda, a 3 anni di distanza dall’adozione della Carta per l’azione climatica, adottata alla COP24 da parte di CEO e Presidenti di alcuni grandi marchi della moda, ha rivisto gli impegni per allinearsi alla traiettoria di innalzamento di 1,5 °C di riscaldamento globale, dopo che un Rapporto di McKinsey aveva rivelato come il settore fosse di oltre il 50% al di sopra del limite di emissioni necessario. Tra gli impegni aggiornati: “Sostenere la transizione verso modelli circolari di business e riconoscere l’impatto positivo che avrà sulla riduzione di gas serra del settore della moda”.

Diagramma di un sistema di economia circolare (Fonte: EMF)

Sulla scia dei precedenti rapporti, il nuovo Studio approfondisce l’analisi di alcuni settori dell’industria della moda, come affitto, rivendita, riparazione e rifacimento, che rappresentano un mercato in continua crescita.
Non solo i modelli di business circolari hanno un enorme potenziale per diventare mainstream, ma forniscono una crescita nuova e migliore per l’industria della moda – ha dichiarato Marilyn Martinez, Project manager della Fashion Initiative di EMF – La produzione dell’abbigliamento è raddoppiata tra il 2000 e il 2015, mentre il tempo in cui utilizziamo i vestiti si è ridotto di oltre un terzo. I modelli di business circolari possono aiutare a invertire la rotta e creare un’industria fiorente che assuma un ruolo guida nell’affrontare le sfide globali come i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità”.

Si prevede che tali modelli continueranno a crescere man mano che i clienti diventano sempre più motivati ​​da accessibilità, convenienza e sensibilità ambientale e, inoltre, settori come l’affitto e la rivendita, hanno il potenziale di costituire il 23% del mercato globale della moda entro il 2030 e conquistare un mercato di 700 miliardi di dollari.

Comunque, nello studio si sottolinea che questi modelli non sempre portano a benefici ambientali, soprattutto se sono visti puramente come “aggiuntivi” a un modello tradizionale dispendioso, anziché il fulcro di tutte le attività aziendali

Ad esempio, incentivare il ritiro dei prodotti per la rivendita, il rifacimento o il riciclaggio offrendo buoni per nuovi prodotti può alimentare una maggiore produzione. I modelli a noleggio che offrono abiti non progettati per resistere a molti cicli di usura e pulizia aumentano le possibilità che quel modello non sia economicamente e ambientalmente sostenibile. In definitiva, se non progettato per essere parte di un sistema, il capo di abbigliamento finirà in discarica dopo pochissimi usi.  

Per massimizzare i risultati positivi dei modelli di business circolari e realizzare il loro pieno potenziale per una migliore crescita economica e una riduzione degli impatti ambientali, la Fondazione raccomanda 4 azioni chiave:
ridefinire gli indicatori di performance, gli incentivi per i clienti e la loro esperienze;
progettare prodotti che possono essere utilizzati di più e più a lungo;
cooperare con le reti di fornitura in grado di far circolare i prodotti a livello locale e globale;
implementare la più ampia gamma di modelli di business circolari.

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