1 Dicembre 2022
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

RAEE professionali: solo il 5-10% entra nel canale formale

Uno Studio del POLIMI realizzato per Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato ai Produttori che immettono sul mercato esclusivamente Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) professionali, ha rivelato che su 500mila stampanti immesse sul mercato ogni anno complessivamente il 90%  rientra nel mercato dell’usato, mentre il 10% viene stoccato, ma non più del 44% viene gestito come RAEE in Italia e di questo solo il 5-10% viene raccolto e gestito dai sistemi ufficiali dei produttori.

Lo straordinario incremento del valore delle materie prime ha suscitato un crescente interesse per i RAEE da parte del “mercato parallelo”, cioè di quei soggetti che cercano di massimizzare i propri profitti estraendo dai RAEE le materie più facili senza curarsi dell’impatto ambientale del trattamento. Nel settore dei RAEE professionali, addirittura, solo il 5-10% dell’immesso sul mercato viene raccolto e riciclato dai sistemi ufficiali dei produttori. La naturale conseguenza è l’insorgere di un’organizzazione frammentata con entità di piccole e medie dimensioni dove si nascondono pratiche ai limiti della normativa ed export non controllato.

Per questo motivo, nel 2020 Erion Professional, il Consorzio che fa parte di Erion, il Sistema multi-consortile no profit per la gestione di tutti i rifiuti associati ai prodotti elettronici, con un solido patrimonio in termini di autorevolezza, efficienza, esperienza e dai successi dei due Consorzi RAEE più rappresentativi, Ecodom e Remedia, punto di riferimento in tema di sistemi di Responsabilità Estesa dei Produttori (EPR), ha implementato Exceed, il primo programma di raccolta e riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali che promuove un approccio differente ai vecchi modelli di gestione della compliance B2B. 

Al fine di creare valore per l’ambiente e partecipare attivamente al conseguimento dei target europei, Exceed mette a disposizione dei Produttori e del loro network diversi servizi personalizzati: dalla formazione ambientale a un’APP per gestire il ritiro gratuito dei RAEE; dalla semplificazione della gestione documentale a un call center dedicato per supporto e consulenza. 

L’UE ci chiede un obiettivo di raccolta del 65% tra RAEE domestici e RAEE Professionali, rispetto all’immesso sul mercato nei tre anni precedenti – dichiara Daniela Valterio, Presidente di Erion Professional – Registriamo a oggi un gap superiore al 50%. Un divario sul quale il settore dei RAEE professionali deve intervenire, soprattutto perché il tasso di raccolta è tutt’oggi irrilevante rispetto a quello dei rifiuti domestici”.

Un impegno che Erion Professional prende molto sul serio tanto da estendere l’iniziativa, fino ad adesso attiva per le industrie specifiche della climatizzazione (Exceed Clima) e delle apparecchiature Ho.RE.CA (Exceed Food), anche al settore delle stampanti destinate al mondo del business. Una necessità nata anche a seguito dei risultati dello studio “Quantificazione dei flussi di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel settore delle stampanti professionali”, realizzato per Erion Professional da Margherita Pero, Antonio Masi e Margherita Fabbri del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, con la collaborazione di Isabella Capurso dell’area Consulting di Interzero Italy.

Lo spin-off Exceed Printing, fortemente voluto dai Produttori del “compartimento stampanti” del Consorzio mira quindi a intervenire in maniera proattiva nella gestione di questi rifiuti innalzando la quota di raccolta dei sistemi collettivi organizzati dai Produttori, gli unici in grado di garantirne gli elevati obiettivi di recupero.

Lo studio ha evidenziato, infatti, che il fenomeno dei flussi paralleli colpisce particolarmente il settore delle stampanti professionali che, a differenza di altre tipologie di apparecchiature, hanno un “primo” ciclo di vita relativamente breve (circa 3-4 anni), divenendo poi merce appetibile per mercati terzi.

Su 500mila pezzi immessi sul mercato ogni anno (25mila tonnellate), complessivamente ne vengono gestiti in Italia solo il 44% (circa 220mila pezzi), pari a 11mila tonnellate.
Di queste però, solo il 5-10% entra nel canale formale, l’unico in grado di operare secondo i principi dell’economia circolare garantendo gli obiettivi di recupero e riciclo e favorendo il re-inserimento delle materie prime seconde in nuovi cicli produttivi.
Un altro 44% viene esportato o come RAEE (circa il 7%) o come bene ancora funzionante da destinare al mercato dell’usato (37%), tipicamente in aree del Secondo e Terzo Mondo, sfuggendo così completamente alla tracciatura dei flussi.
Un altro 10% (50mila) viene lasciato in magazzino, comportamento riscontrato soprattutto dalle Pubbliche Amministrazioni.
Infine, il restante 2% viene donato a ONLUS. 

Dall’analisi emerge inoltre che, tra i principali aspetti critici legati al trattamento a fine vita, ci sono:
difficoltà di gestione degli aspetti burocratici (molti step di processo spesso considerati difficoltosi e complessi);
elevati costi legati alla gestione dello smaltimento e la complessità di recupero dei componenti dovuto al design del prodotto.

Per la loro progettazione, infatti, le stampanti richiedono particolari procedure di trattamento. Tali processi hanno implicazioni sia sui costi di stoccaggio, sia di logistica. L’estrazione dei toner, ad esempio, è considerata spesso una pratica onerosa (a causa dei processi di macinazione del rifiuto e della successiva selezione delle materie) e questo potrebbe spingere alcuni a smaltire le macchine in maniera più sommaria ed economica.

È evidente la necessità di un maggiore controllo sui movimenti transfrontalieri di (R)AEE – afferma Luciano Teli, Direttore Generale di Erion Professional – sia affinché tali flussi possano concorrere alla contabilità inerente ai target di raccolta imposti dal legislatore, sia allo scopo di intercettare quei movimenti oltre frontiera che sono irregolari e che, di fatto, concorrono al dumping internazionale”.

In copertina: Fonte NamiGreen.

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