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Qualità aria in UE: migliora ma ancora rischi per la salute

Il 4° Rapporto della Commissione UE sull’aria pulita evidenzia che migliora la qualità dell’aria in tutta Europa grazie agli sviluppi normativi e alle riduzioni delle emissioni, mettendo l’UE sulla buona strada per superare il suo obiettivo di ridurre le morti premature dovute all’inquinamento atmosferico del 55% entro il 2030. Tuttavia le emissioni di ammoniaca (NH3)si mantengono stabili o addirittura in aumento in alcuni Stati, con il rischio di non raggiungere l’obiettivo di inquinamento zero relativo alla riduzione delle aree degli ecosistemi a rischio di inquinamento atmosferico.

Nonostante la diminuzione dell’inquinamento atmosferico, la qualità dell’aria resta un rischio serio per la salute dell’UE e per la qualità dell’ecosistema.

Lo sottolinea il4° Rapporto Clean Air Outlookche laCommissione UEha pubblicato il 3 marzo 2025, in occasione della 7ma riunione a Bruxelles dellaZero Pollution Stakeholder Platform, contestualmente aZero Pollution Monitoring and Outlookdell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) e del Centro Comune di Ricerca (JRC) sui progressi degli Stati membri dell’UE nel conseguimento degli obiettivi di inquinamento zero al 2030.

Il Rapporto è accompagnato dall’analisi,condotta daIIASA,EMRC,MET Norway,TNO,RIVM,e:misia, per supportare la predisposizione del 4° Clean Air Outlook della Commissione UE, e al contempo offrire elementi utili per la revisione prevista entro l’anno dellaDirettiva2016/2284/UE NEC(National Emission Ceilings) che stabilisce obiettivi di riduzione delle emissioni nazionali degli inquinanti biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (PM2,5).
In linea con la richiesta di servizio, l’analisi aiuta ad affrontare una serie di domande:
–In che misura gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni (ERC) stabiliti nella direttiva NEC saranno raggiunti per i periodi 2020-29 e 2030 in poi, con l’attuazione della legislazione UE e nazionale esistente e proposta?
–In che misura l’obiettivo del 2030 del Piano d’azione Zero Pollution di “ridurre di oltre il 55% rispetto al 2005 gli impatti sulla salute (morti premature) dell’inquinamento atmosferico” sarà raggiunto con l’attuazione della legislazione UE e nazionale esistente e proposta?
–In che misura l’obiettivo del 2030 del Piano d’azione per l’inquinamento zero di “ridurre del 25% rispetto al 2005 gli ecosistemi dell’UE in cui l’inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità” sarà raggiunto con l’attuazione della legislazione nazionale ed europea esistente e proposta?
–Quali sono le misure più efficaci ed efficienti per Stato membro per ridurre le emissioni di ammoniaca in modo da raggiungere i propri impegni di riduzione delle emissioni di ammoniaca per i periodi 2020-29 e 2030 in poi e l’obiettivo correlato all’ecosistema del Piano d’azione per l’inquinamento zero?
–In che modo l’attuazione della direttiva NEC ha influenzato le emissioni di inquinanti atmosferici negli ultimi e negli anni attuali rispetto alla legislazione sulla fonte a livello nazionale o dell’UE?

Il Rapporto della Commissione UE evidenzia che le emissioni di inquinanti atmosferici nell’UE continuano a diminuire, ma permangonopreoccupantemente stabili le emissioni di ammoniaca (NH3)che, in alcuni Stati membri negli ultimi anni sono addirittura aumentate, contribuendo almancato raggiungimento da parte dell’UE dell’obiettivo di inquinamento zero relativo alla riduzione delle aree degli ecosistemi a rischio di inquinamento atmosferico. 

Negli ultimi due decenni, la legislazione dell’UE ha ottenuto notevoli riduzioni nelle emissioni4 principali inquinanti atmosferici:
– ossidi di azoto (NOx);
– composti organici volatili non metanici (COVNM);
– anidride solforosa (SO2);
– polveri sottili (PM2.5).

Fonte: Support to the development of the fourth Clean Air Outlook, 2025

L’ammoniaca, il 5° principale inquinante, rimane un’eccezione a questa tendenza, poiché leemissioni non sono diminuite in modo significativo. Le emissioni di ammoniaca, che provengono prevalentemente dall’allevamento intensivo del bestiame, dallagestione del letame e dei liquamie dall’applicazione di fertilizzanti, sono una preoccupazione, poiché contribuiscono all’eccessiva presenza diazoto negli ecosistemi acquatici, portando al noto fenomeno dell’eutrofizzazione, tra gli altri impatti negativi sull’ambiente. L’ammoniaca è anche unprecursore del particolato fine, che è molto dannoso per la salute.

Solo4 Stati membri(Estonia, Finlandia, Grecia eItalia) sono sulla buona strada per raggiungere tutti i loro impegni di riduzione delle emissioni entro il 2030, in base alle attuali misure nazionali e alla legislazione UE. Tutti gli altri Stati membri devono adottare misure aggiuntive per adempiere ai propri obblighi. Devono adottare misure aggiuntive per ridurre le emissioni di ammoniaca alla fonte, in particolare promuovendo buone pratiche agricole,21 Stati membri. Sono necessarie misure aggiuntive anche per limitare le emissioni diPM2.5, per le quali si prevede attualmente che8 Stati membri non rispetteranno i loro impegni di riduzione per il 2030. 

Il Rapporto dimostra che sono necessari ulteriori interventi per realizzare sia l’ambizione dell’UE di raggiungere un inquinamento zero sia l’impegno della Commissione a conseguire una prosperità sostenibile. Per ridurre efficacemente le emissioni e soddisfare gli standard più ambiziosi sulla qualità dell’aria dellanuovaDirettiva sulla qualità dell’aria ambientee la legislazione vigente, compresa quella volta a ridurre le emissioni alla fonte, ad esempio nei settori dei trasporti e dell’energia, da attuarsi integralmente.

Per accelerare questo processo la Commissione sottolinea che si può ricorrere anche lo strumento di supporto tecnico(TSI) che fornisce competenze tecniche su misura agli Stati membri dell’Unione, ma anche alle amministrazioni regionali e locali per progettare e attuare le riforme in linea con le politiche europee e nazionali.

Inoltre, il nuovoDashboard dell’EEA consente di monitorare i progressi nel tempo e di confrontare le regioni tra loro e con la media UE., sulla base di diversi indicatori di inquinamento ambientale, tra cui l’inquinamento atmosferico, che riguardano la salute, la protezione degli ecosistemi e la biodiversità, nonché le emissioni industriali e le acque reflue urbane. 

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