L’OCSE nell’ultimo Rapporto intermedio sulle Prospettive Economiche che taglia le stime di crescita globale per il 2026, in modo netto quelle per l’Eurozona e in maniera più marcata per l’Italia, a causa della guerra in Medio Oriente, segnala la necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e accelerare le misure di efficienza energetica, come l’aumento della capacità di produzione di energia pulita, l’ammodernamento delle reti elettriche e l’introduzione di procedure di autorizzazione accelerate, in grado di ridurre l’esposizione agli shock geopolitici, alleviare la pressione sui costi per famiglie e imprese e favorire la resilienza a lungo termine.
Il conflitto in Medio Oriente sta mettendo alla prova la resilienza dell’economia globale. Le prospettive sono caratterizzate da una forte incertezza e riflettono l’interazione di 2 forze opposte:
–quelle positive sono che la crescita è sostenuta dal forte slancio degli investimenti e della produzione nel settore tecnologico, da tariffe inferiori a quelle previste in precedenza e dagli effetti positivi derivanti dai risultati positivi del 2025;
–quelle negative che l’interruzione dei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz e la chiusura e il danneggiamento di alcune infrastrutture energetiche hanno generato un’impennata dei prezzi dell’energia e l’interruzione dell’approvvigionamento globale di energia e di altre materie prime importanti, come i fertilizzanti, facendo aumentare i costi, pesando sulla domanda e alimentando le pressioni inflazionistiche.
Sono le considerazioni introduttive delRapporto intermediosulleProspettive Economicheche l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato il 26 marzo 2026, tagliando le stime dicrescita globale per il 2026 (+2,9%),in maniera netta quelle per l’Eurozona (+0,8%) e in maniera più marcata per l’Italia (+0,4%)a causa della guerra in Medio Oriente, per l’aumento del costo dell’energia che determinerà una maggiore inflazione e probabili strette monetarie.

“Lo shock di approvvigionamento energetico causato dal conflitto in corso in Medio Oriente mette alla prova la resilienza dell’economia mondiale– ha dichiarato il Segretario generale dell’OCSEMathis Cormann, nel corso dellaConferenza stampadi presentazione a Parigi delleProspettive Economiche –Prevediamo che la crescita mondiale resterà robusta, ma rallenterà rispetto alla sua traiettoria di prima del confitto, mentre l’inflazione crescerà in modo sensibile. Ogni misura pubblica mirata ad ammortizzare l’impatto dello shock legato ai prezzi dell’energia dovrebbe essere temporanea, mirata verso i più bisognosi e tutelare gli incentivi al risparmio energetico. L’aumento della produzione di energie rinnovabili e dell’efficacia energetica può rafforzare la sicurezza economica migliorando nel contempo la resilienza dinanzi ai futuri shock sui prezzi“.
Un capitolo importante del Rapporto viene dedicato a comeridurre la dipendenza dai combustibili fossili importatieaccelerare le misure di efficienza energetica, comel’aumento della capacità di produzione di energia pulita,l’ammodernamento delle reti elettricheel’introduzione di procedure di autorizzazione accelerate,che possonoridurre l’esposizione agli shock geopolitici, alleviare la pressione sui costi per famiglie e imprese e favorire la resilienza a lungo termine.

In particolare, secondo l’OCSE,i governi possono fare di più per contribuire a ridurre la vulnerabilità delle economie agli shock geopolitici. I recenti eventi sottolineano lacontinua esposizione delle economie alle interruzioni energetiche globali, anche se l’intensità dell’uso di combustibili fossili è diminuita costantemente dalla metà degli anni ’70. Nel breve termine, il passaggio temporaneo a fonti energetiche alternative, laddove possibile, come ilcarbone o l’elettricità, contribuirebbe adattutire lo shock immediato, ma potrebbenon rappresentare una soluzione permanente se compromettesse gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine. Occorre inoltre valutare la possibilità di incentivare altri cambiamenti comportamentali, tra cui unmaggiore utilizzo del car sharinge deitrasporti pubblici. Nel medio termine,un’ulteriore riduzione della dipendenza da fonti estere di combustibili fossili, soprattutto provenienti da regioni soggette a conflitti, rappresenta unapriorità di riforma strutturale.
Dallato della domandala priorità principale èla riduzione della dipendenza da fonti energetiche estere e la promozione di uso più efficiente dell’energia. Oltre a ridurre la sensibilità dell’economia nazionale alle fluttuazioni dei mercati energetici globali, tali misure possono migliorare la competitività delle imprese e ridurre i costi per le famiglie in un momento di accresciuta preoccupazione per l’accessibilità economica in molte economie. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA)ha stimatoche gli interventi politici dei governi dal 2000 abbianoridotto le bollette energetichedelle famiglie nelle economie avanzatedel 20%, per effetto delcostante miglioramento dell’efficienza energetica a livello globale. Tuttavia, i miglioramenti globali dell’efficienza energetica hanno subìto un rallentamento dalla pandemia, attestandosi ameno della metà dell’obiettivo della COP28 di un miglioramento annuo del 4% entro il 2030. Un fattore chiave di questo rallentamento è stato il blocco dei progressi nel settore industriale.

Per l’OCSE, è opportuno considerare una serie di misure politiche perpromuovere una maggiore efficienza energetica nei settori domestico e industriale, comprese quellerecentemente illustratedall’IEA. Sebbene ci vorrà del tempo prima che tali misure producano il loro pieno impatto, esse rappresentano elementi importanti per salvaguardare le economie da future crisi energetiche. Per l’industria, i continui investimenti pubblici in ricerca e sviluppo pertinenti e il regolare aggiornamento degli standard minimi di prestazione energetica per le apparecchiature industriali possono aiutare il settore privato a migliorare l’efficienza energetica. Lemisure normative hanno storicamente portato ai maggiori miglioramenti in termini di efficienza e potrebbero risultare più attraenti degli incentivi finanziari, dati i vincoli di bilancio in alcune economie.L’efficienza energetica nelle abitazioni può essere ulteriormente incrementata da regolari aggiornamenti normativi, come gli standard per edifici, veicoli o elettrodomestici, unitamente a campagne informative e incentivi finanziari per le famiglie a basso reddito, al fine di compensare gli elevati costi iniziali delle azioni necessarie. Qualora vengano introdotte politiche per proteggere famiglie e imprese dall’attuale shock dei prezzi dell’energia, queste dovrebbero essere attentamente progettate permantenere gli incentivi al miglioramento dell’efficienza energetica, ad esempio attraverso trasferimenti monetari mirati anziché sussidi sulle bollette energetiche.
Sullato dell’offertadei mercati energetici,la riduzione delle importazioni di combustibili fossili nel mix energetico nazionale, secondo l’OCSE, può contribuire a diminuire l’esposizione ai rischi geopolitici. Questa è una priorità particolareper i grandi importatori netti di energia. Ulteriori sforzi perpromuovere fonti energetiche pulite nazionali a basso costo, come le tecnologie per le energie rinnovabili, potrebbero sia ridurre le importazioni di combustibili fossili sia aiutare i governi a raggiungere i loro obiettivi di mitigazione delle emissioni di carbonio. A seconda delle circostanze e delle preferenze nazionali, dovrebbero essere presi in considerazioneapprocci politici sia basati sui prezzi che non basati sui prezzi per incoraggiare questa transizione. Le modifiche normative possono essere un elemento importante, come ad esempioprocedure di autorizzazione accelerate per la capacità di energia rinnovabile. Inoltre, la transizione aumenterà l’importanza dell’elettricità nei sistemi energetici e spesso richiederà ulterioriinvestimenti per espandere la scala e la durabilità delle reti elettriche. Il rafforzamento dell’integrazione dei mercati energetici, all’interno dei paesi e delle regioni, potrebbe contribuire a ottimizzare il funzionamento delle reti elettriche nazionali. In tutte le regioni, le ripercussioni di futuri conflitti potrebbero anche essere attenuate da unasolida gestione delle scorte e dalla preparazione alle emergenze. Ad esempio, la resilienza globale agli shock dell’offerta potrebbe beneficiare di unaccumulo coordinato di scorte a lungo termine, al di fuori dei periodi di stress del mercato. Il lavoro dell’Agenzia Internazionale dell’Energia nel contribuire a coordinare le riserve petrolifere e le risposte collettive alle gravi perturbazioni dei mercati energetici rimarrà di vitale importanza.

