Sostenibilità

Prezzo carbonio: da riduzione emissioni a perno della transizione

L’ultimo Rapporto annuale della Banca Mondiale (WB Group) fornisce una panoramica aggiornata degli strumenti di tariffazione del carbonio, sia esistenti che emergenti, a livello globale, comprese le iniziative internazionali, nazionali e subnazionali. Analizza, inoltre, le tendenze relative allo sviluppo e all’implementazione di tali strumenti, in particolare all’utilizzo di tasse sul carbonio, sistemi di scambio di quote di emissioni e meccanismi di accreditamento.

La fissazione di un prezzo per il carbonio si sta evolvendo da singolo strumento di riduzione delle emissioni a strumento politico completo, dotato di caratteristiche quali vincoli industriali, mobilitazione delle entrate fiscali e regolamentazione del commercio internazionale. Oggi, quasi il 30% delle emissioni globali di gas serra è coperto da un prezzo diretto del carbonio, attraverso 87 politiche già attuate, passando da circa l’8% nel 2016 a oltre il 24%, diventando la principale forza trainante; la percentuale di copertura delle tasse sul carbonio è rimasta stabile tra il 4% e il 5%. Tra il 2016 e il 2026, il prezzo medio globale del carbonio è aumentato da 10 dollari a circa 21 dollari a tonnellata, con le relative entrate fiscali che hanno superato i 107 miliardi di dollari nel 2025.

L’edizione 2026 delRapporto“State and Trends of Carbon Pricing” delWorld Bank Group, basandosi su strumenti di conformità (ETSetasse sul carbonio) e dati relativi aicrediti di carbonio, offre spunti di riflessione fondati su dati concreti in merito alle diverse tendenze che si sono susseguite nei ultimi 10 anni:
–la fissazione del prezzo del carbonio si è ampliata significativamente, con approcci più diversificati alla sua definizione e prezzi in costante aumento;
–i mercati del carbonio si sono espansi sia in termini di dimensioni che di potenziali utilizzi e ora esistono all’interno di un ecosistema più complesso per la generazione, lo scambio e la valutazione dei crediti.

Nei mercati dei crediti di carbonio,le emissioni complessive di crediti di carbonio sono aumentate dell’8% tra il 2024 e il 2025. Iprezzi dei crediti di carbonio sono diminuiti leggermente nel corso del 2025, maalcune tipologie di progetti hanno continuato a beneficiare di un premio di prezzo, tra cui quelli ammissibili all’utilizzo da parte delle compagnie aeree internazionali o i progetti di conservazione e riforestazione forestale con rating elevato.

“Mentre i Paesi affrontano un periodo di forte incertezza – caratterizzato da pressioni fiscali, volatilità dei mercati energetici e crescenti esigenze di sviluppo – i decisori politici si concentrano sempre più su come generare una crescita che sia al contempo sostenibile e resiliente– affermaPaschal DonohoeManaging Director and Chief Knowledge Officer di World Bank Group, nella Prefazione –In questo contesto, la tariffazione del carbonio e i mercati del carbonio possono svolgere un ruolo di supporto. Se ben progettati, i meccanismi di tariffazione del carbonio possono incentivare l’efficienza, l’innovazione e gli investimenti, aiutando al contempo i governi a mobilitare risorse per priorità di sviluppo più ampie. I mercati del carbonio possono contribuire a convogliare investimenti verso soluzioni tecnologiche e naturali che promuovono obiettivi di sviluppo intelligente, dal miglioramento dell’efficienza industriale alla tutela della natura”.

Il Rapporto evidenzia differenze significative nei prezzi medi del carbonio a seconda dell’area geografica e del livello di reddito, sottolineando il ritmo disomogeneo dello sviluppo del mercato globale del carbonio.
– Europa e Asia centrale: 68 dollari USA/tCO2e;
– Nord America: 43 dollari USA/tCO2e;
– Africa subsahariana: 19 dollari USA/tCO2e;
– Asia orientale e Pacifico: 11 dollari USA/tCO2e;
– America Latina e Caraibi: 4 dollari USA/tCO2e;
– Medio Oriente e Nord Africa (MENA): circa 2 dollari USA/tCO2e attraverso la tassa sul carbonio di Israele

Mentre l’Europa continua a essere all’avanguardia nell’ambizione di fissare un prezzo per il carbonio,le economie emergenti stannogradualmente ampliando la loro partecipazione ai sistemi di scambio di quote di emissioni (ETS) e ai quadri normativi in ​​materia di tassazione del carbonio.

Nel 2025, le entrate derivanti dalla fissazione del prezzo del carbonio hanno superato i107 miliardi di dollari. Leentrate governativegenerate dai sistemi di scambio di quote di emissione (ETS) e dalle tasse sul carboniosono aumentate del 2%,superando i 107 miliardi di dollari a livello globale.
Con il continuo perfezionamento dei mercati di conformità da parte delle diverse giurisdizioni, si prevede che l’importanza economica dei sistemi regolamentati di emissioni di carbonio crescerà in modo sostanziale nei prossimi anni.

Le emissioni derivanti dai voli internazionali non sono state incluse nel regime climatico internazionale gestito dall’UNFCCC, ma la gestione emissioni derivanti dai voli internazionali è stata invece affidata all’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO), tramite CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation), una misura globale basata sul mercato per affrontare le emissioni del settore aereo, in base alla quale le compagnie aeree e gli altri operatori di aeromobili dovranno compensare le emissioni per mantenere una crescita a impatto di carbonio neutro (carbonneutral growth) rispetto ai livelli del 2020.Finorail limitato volume di crediti ritirati riflette le continue limitazioni dell’offerta, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di crediti di carbonio adeguati.
Ciononostante,i dati suggeriscono una crescente fiducia del mercato nel ruolo a lungo termine dei crediti di carbonio per l’aviazione ad alta integrità all’interno dei mercati internazionali di conformità.

Al contempo, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE sta influenzando la politica climatica globale. Sebbenecopra attualmente solo circa lo 0,5% delle emissioni globali di gas serra, il suo impatto politico si sta già estendendo ben oltre l’Europa. Secondo il rapporto, il CBAM sta incoraggiando diversi partner commerciali dell’UE ad accelerare l’attuazione di sistemi nazionali di tariffazione del carbonio.

“I mercati del carbonio si sono espansi sia in termini di dimensioni che di potenziali ambiti di applicazione, inserendosi ormai in un ecosistema più articolato per la generazione, lo scambio e la valutazione dei crediti–-concludeDonohoe–Auspico che il rapporto di quest’anno continui a favorire un dibattito informato e processi decisionali concreti in un contesto globale in rapida evoluzione”.

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