Energia

Metano: perdite pari a gas utilizzato nel settore energetico europeo

Il Global Methane Tracker 2022 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che monitora gli impegni sulle emissioni di metano assunti dai Paesi con il Global Methane Pledge, quest’anno, oltre alle emissioni da settore petrolifero e gasiero, include quelle del carbone e delle bioenergie, paese per paese, rilevando la necessità di un’azione più incisiva per limitare le fuoriuscite di questo potente gas serra.

Le emissioni globali di metano dal settore energetico sono di circa il 70% maggiori rispetto a quanto riportato ufficialmente dai governi nazionali, sottolineando l’urgente necessità di maggiori sforzi di monitoraggio e di un’azione politica più incisiva per ridurre le emissioni del potente gas serra.

È quanto riporta il “Global MethaneTracker 2022”, pubblicato il 23 febbraio dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che, oltre alla copertura dettagliata delle operazioni correlate all’estrazione, trasporto e distribuzione di petrolio e gas, include quest’anno anche le emissioni paese per paese delle miniere di carbone e della bioenergia.

Il Rapporto“Climate Change 2021: the Physical Science Basis” ovvero il primo contributo al 6° Rapporto di Valutazione (AR6) dell’IPCC (ilsecondoè stato pubblicato il 28 febbraio2022), ha messo in evidenza che il metano è stato responsabile di una percentuale significativa del +1 °C di riscaldamento che il mondo ha già sperimentato.

Il metano si dissipa più velocemente del biossido di carbonio (CO2), ma è un gas serra molto più potente durante la sua breve durata, il che significa che la riduzione delle emissioni di metano avrebbe un rapido effetto sulla limitazione del riscaldamento globale.

Alla COP26 di Glasgow nel corso del Vertice dei Capi di Stato e di Governo (1-2 novembre 2021), su iniziativa di UE e Stati Uniti è stato lanciato il Global Methane Pledge, l’iniziativa per tagliare le emissioni globali di metano di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030, con particolare attenzione alle fonti ad alte emissioni, che, se rispettato, ridurrebbe il riscaldamento globale di almeno 0,2 °C  entro il 2050, mantenendo a portata di mano l’obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 °C.  Amonitorarne la sua attuazioneè stata incaricata, appunto, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). Tuttavia, dei 5 Paesi con le maggiori emissioni di metano dai loro settori energetici (Cina,Russia,Stati Uniti,IraneIndia), solo gli USA ne fanno attualmente parte.

Le emissioni di metano del settore energetico, che rappresentano circa il 40% delle emissioni di metano correlate alle attività umane,sono cresciute di poco meno del 5% lo scorso anno, senza raggiungere comunque i livelli del 2019, per effetto della riduzione dei consumi energetici.
“Agli odierni prezzi elevati del gas naturale, quasi tutte le emissioni di metano dalle operazioni di petrolio e gas in tutto il mondo potrebbero essere evitate senza alcun costo netto– ha affermato il Direttore esecutivo dell’IEA,Fatih Birol–L’Agenzia è stata sostenitrice da lunga data di un’azione più forte per ridurre le emissioni di metano. Una parte vitale di questi sforzi è la trasparenza sulle dimensioni e sull’ubicazione delle emissioni, motivo per cui la massiccia sottostima rivelata dal nostro Global Methane Tracker è così allarmante“.

L’anno scorso sono state confermate emissioni significative in Texas e in parti dell’Asia centrale, con il Turkmenistan che da solo è stato responsabile di un terzo degli eventi di grandi emissioni visti dai satelliti nel 2021. Inoltre, sono state rilevate poche perdite importanti principali produttori di petrolio e gas onshore del Medio Oriente.

I satelliti hanno permesso una migliore conoscenza delle fonti di emissione e il Global Methane Tracker di quest’anno incorporato gli ultimi dati satellitari e di altre campagne di misurazione basate sulla scienza. Sebbene i dati misurati continuino a migliorare, la copertura fornita dai satelliti è ancora lontana dall’essere completa: i satelliti esistenti non forniscono misurazioni su regioni equatoriali, operazioni offshore o aree settentrionali come le principali aree russe produttrici di petrolio e gas.

Tuttavia, l’incertezza sui livelli di emissioni non è un motivo per ritardare l’azione sul metano. È possibile ottenere importanti riduzioni con tecnologie note e con politiche collaudate che hanno dimostrato di funzionare efficacemente, e il Global Methane Tracker include un nuovo esploratore dettagliato delle politiche che fornisce esempi di implementazione efficace e mostra dove queste politiche potrebbero avere il maggiore impatto.

Se tutte le perdite di metano dalle operazioni di combustibili fossili nel 2021 fossero state catturate e vendute, i mercati del gas naturale sarebbero stati riforniti con altri 180 miliardi di metri cubi di gas naturale., sottolinea l’Agenzia,equivalente a tutto il gas utilizzato nel settore energetico europeo e avrebbe potuto allentare l’attuale rigidità del mercato.

L’intensità delle emissioni di metano dalle operazioni di combustibili fossili varia ampiamente da paese a paese: i paesi e le aziende con le migliori prestazioni sono oltre 100 volte migliori dei peggiori. Le emissioni globali di metano dalle operazioni di petrolio e gas diminuirebbero di oltre il 90% se tutti i paesi produttori corrispondessero all’intensità delle emissioni della Norvegia, la più bassa al mondo.

Per l’Italiale perdite maggiori provengono dal settore agricolo.

“Il Global Methane Pledge deve diventare un momento fondamentale negli sforzi del mondo per ridurre le emissioni– ha aggiunto Birol –Ridurre le emissioni globali di metano dalle attività umane del 30% entro la fine di questo decennio avrebbe lo stesso effetto sul riscaldamento globale entro il 2050 dello spostamento dell’intero settore dei trasporti a zero emissioni nette di CO2“.

Nel complesso il Global Methane Tracker dell’IEA mostra che le emissioni di petrolio, gas e carbone sono di nuovo in aumento, sottolineando la necessità di una maggiore trasparenza, politiche più forti e un’azione immediata.

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