Una valutazione intermedia condotta dalla coalizione #RestoreNature sullo stato di implementazione da parte degli Stati membri della Legge sul Ripristino della Natura, entrata in vigore nell’agosto 2024 e che prevede la presentazione della bozza di Piano nazionale di ripristino (PNR) entro il 1° settembre 2026, rivela che l’Italia è in ritardo avendo istituito la governance solo nell’ottobre 2025, ritardando la partecipazione scientifica e dei portatori di interessa.
La coalizione #RestoreNature, l’Alleanza di organizzazioni ambientaliste europee (BirdLife Europe, ClientEarth, EEB, WWF Europa) che ha guidato la campagna per l’approvazione della Legge europea sul Ripristino della Natura (Nature Restoration Law), entrata in vigore nell’agosto 2024, e che si adopera ora per garantire la corretta attuazione della legge da parte degli Stati membri, ha pubblicato il 17 dicembre 202, una Valutazione intermedia dei progressi compiuti dagli Stati membri dell’UE nella preparazione dei piani nazionali di ripristino (PNR) che sonolo strumento chiave per l’attuazione della Legge: ogni Stato membro deve presentare una bozza di PNR entro il 1° settembre 2026 e una versione definitiva entro settembre 2027, definendo le priorità di ripristino, le misure, i finanziamenti e la governance fino al 2050.
L’analisi riflette la situazione a settembre-ottobre 2025 e copre 23 dei 27Stati membri dell’UE, valutando se questi contengono presupposti per PNR efficaci sul campo secondo 4 condizioni abilitanti:
– (1) base scientifica (utilizzo delle migliori conoscenze e dati disponibili);
– (2) ambizione (visione e portata);
– (3) inclusività (partecipazione e trasparenza);
– (4) responsabilizzazione (adesione politica, coordinamento e risorse).
I punteggi per paese sono presentati in mappe panoramiche dell’UE e schede informative nazionali dettagliate.


Dall’analisi emerge che pochi stati membri hanno sviluppato una solida base scientifica per la preparazione dei PNR (Repubblica Ceca, Germania, Finlandia, Francia, Portogallo e Spagna). Molti sono ancora in una fase iniziale nell’identificazione e nel superamento delle lacune conoscitive, nel coinvolgimento delle istituzioni scientifiche e nella definizione di solidi valori di riferimento per orientare i loro piani. In alcuni paesi, le aree e gli obiettivi di riferimento rischiano di essere definiti su basi politiche piuttosto che scientifiche, riducendo l’ambizione e vincolando a valori di base conservativi.
Anche l’ambizione rimane limitata. Il Portogallo è attualmente l’unico Paese a presentare il proprio PNR come un piano strategico nazionale di ripristino con un’ampia copertura degli ecosistemi e degli obiettivi di NRL, mentre Croazia e Germania mostrano un’ambizione crescente. Nella maggior parte dei Paesi, i PNR sono inquadrati come esercizi di conformità limitati, con tempistiche strette o dilazionate. Questi primi segnali mostrano che alcuni Stati membri mirano a un’attuazione minima piuttosto che utilizzare la Legge per guidare il cambiamento strutturale.
A medio termine, l’inclusività varia notevolmente. Francia e Germania dimostrano già processi inclusivi ben sviluppati, mentre molti altri mostrano progressi (Repubblica Ceca, Finlandia, Irlanda, Spagna, Svezia). Tuttavia, in molti paesi le opportunità di partecipazione pubblica sono limitate o assenti, la trasparenza sui gruppi di lavoro delle parti interessate è carente e non è chiaro come verranno utilizzati i contributi. Nessuno Stato membro aveva pubblicato una bozza completa del PNR per la consultazione pubblica al momento della valutazione.
L’empowerment, ovvero la partecipazione politica ai PNR, il coordinamento e le risorse peril processo di elaborazione, è l’area più debole in assoluto. Solo Francia, Paesi Bassi, Germania e Spagna sono classificati come “in progresso“; tutti gli altri mostrano solo segnali preliminari o incompleti di appoggio politico e risorse. Spesso mancano budget e personale dedicati alla preparazione dei PNR, il coordinamento tra ministeri e livelli di governo è disomogeneo e la comunicazione sulle misure proposte, sui benefici e sull’equa attuazione rimane molto bassa, con il rischio di scarso supporto pubblico.
La valutazione intermedia dedicata all’Italia rivela progressi molto limitati e indica che le autorità nazionali devono accelerare il processo di redazione e iniziare a condividere le informazioni sullo sviluppo del PNR con il pubblico e tutte le parti interessate. La mancanza di trasparenza riguardo allo sviluppo del PNR ostacola la fiducia nella capacità dell’Italia di rispettare la scadenza con un piano completo, inclusivo e ambizioso.

L’analisi di #RestoreNature evidenzia una serie di azioni prioritarie che devono essere intraprese per tradurre la legge sul ripristino della natura in azioni efficaci e tempestive:
– Sono essenziali un maggiore coinvolgimento politico e il sostegno delle parti interessate, da conseguire dando priorità alle azioni che generano i maggiori benefici ecologici, climatici e socioeconomici e comunicando chiaramente i risultati tangibili che queste azioni comportano, come la protezione dalle inondazioni, la prevenzione degli incendi e nuove opportunità di lavoro. Ciò rimane fondamentale per un’efficace attuazione della NRL.
– La consapevolezza pubblica e il sostegno al ripristino della natura devono essere rafforzati attraverso una comunicazione e un’istruzione mirate sul processo NRL e NRP, spiegando l’imperativo bisogno di ripristino, i suoi benefici e come può essere attuato in modo equo, utilizzando strumenti di sensibilizzazione accessibili e inclusivi (media, workshop pubblici e piattaforme online).
– Le misure di ripristino dovrebbero essere accelerate e potenziate prima dell’adozione dei PNR, in linea con l’urgenza di raggiungere gli obiettivi del 2030, concentrandosi sulle aree con i maggiori benefici ecologici, climatici e socioeconomici.
Il sostegno e il controllo della Commissione UE saranno fondamentali per il raggiungimento di questi obiettivi. Parallelamente, sarà essenziale rafforzare la capacità e i finanziamenti per gli Stati membri, anche garantendo finanziamenti aggiuntivi e mirati per il ripristino nel prossimo bilancio dell’UE. In ultima analisi, tuttavia, ogni Stato membro dovrà dimostrare leadership e responsabilità, realizzando un PNR di alta qualità nei tempi previsti.
