Una nuova revisione scientifica condotta da IARC e OMS-Europe fornisce la prova più solida ad oggi del fatto che politiche efficaci sull’alcol possono ridurne il consumo che è una delle principali cause di almeno sette tipi di cancro, tra cui il cancro del colon-retto, della mammella e del cavo orale, responsabili di oltre 93.000 decessi nella regione europea dell’OMS nel 2020.
L’alcol è uno dei pochi fattori di rischio per il cancro completamente prevenibile, eppure le politiche che potrebbero salvare vite, far risparmiare denaro e avere un rapido effetto rimangono sottoutilizzate.
Con la pubblicazione del Manuale sulle politiche in materia di alcol e prevenzione del cancro (Alcohol Policies. IARC Handbooks of Cancer Prevention), l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e OM-Europe, trasmettono un messaggio semplice ai governi: “Le politiche efficaci sull’alcol sono tra gli investimenti più intelligenti che si possano fare“, perché salvano vite, fanno risparmiare denaro, hanno effetto rapidamente e sono supportate da una delle revisioni scientifiche più rigorose al mondo.
Il Manuale, uno degli IARC Handbooks of Cancer Prevention, costituisce la prima valutazione da parte dell’Agenzia sull’impatto della riduzione o dell’interruzione del consumo di alcol sul rischio di cancro, evidenziando che la tassazione degli alcolici, la disponibilità limitata e i severi divieti di commercializzazione ridurrebbero il consumo di alcol a livello di popolazione e, di conseguenza, l’incidenza del cancro.
Le bevande alcoliche sono state classificate come cancerogene per l’uomo (Gruppo 1) diversi decenni fa. Con quest’ultimo volume degli Handbooks, esperti internazionali hanno dimostrato che le politiche sull’alcol ne riducono il consumo e che ridurre o smettere di bere riduce il rischio di cancro.
“L’alcol causa almeno 7 tipi di cancro – ha affermato la Dott.ssa Elisabete Weiderpass, Direttrice dell’IARC – Il manuale rappresenta una pietra miliare storica: sviluppato in due parti, stabilisce senza ombra di dubbio che le politiche sull’alcol a livello di popolazione riducono il consumo di alcol e che ridurre il consumo di alcol riduce il rischio di cancro“.
L’Unione europea è la subregione con il più alto consumo di alcol al mondo e dove il cancro è ora anche la principale causa di morte. Nel 2020 l’alcol ha causato 111.300 nuovi casi di cancro nell’UE, tra cui tumori del colon-retto (36.900), del seno (24.200) e del cavo orale (12.400). Quasi il 70% dei casi ha riguardato gli uomini.

Nel 2018, il costo delle morti premature dovute ai soli tumori correlati all’alcol ha raggiunto i 4,58 miliardi di euro in tutta l’UE. Questa cifra rappresenta solo una frazione del costo più ampio dell’alcol: ricoveri ospedalieri, infortuni, violenze e perdita di produttività costano alle società decine di miliardi in più.
“La regione europea dell’OMS, e in particolare i paesi dell’UE, stanno pagando un prezzo troppo alto per l’alcol, che causa tumori prevenibili e famiglie distrutte, oltre a costare miliardi ai contribuenti – ha dichiarato il Dott. Gundo Weiler, Direttore per la prevenzione e la promozione della salute presso l’OMS-Europe – Nel 2020, l’alcol ha contribuito a oltre 93.000 decessi per cancro nella sola nostra Regione. Alcuni definiscono l’alcol un “patrimonio culturale”, ma malattie, decessi e disabilità non dovrebbero essere normalizzati come parte della cultura europea. Con questo volume di Manuali, abbiamo la prova più chiara possibile su come invertire la tendenza“.
Un gruppo di lavoro internazionale di esperti indipendenti ha valutato studi che analizzano l’effetto sul consumo di alcol di tasse più elevate, aumenti dei prezzi, restrizioni sulla disponibilità e divieti di commercializzazione, nonché interventi coordinati su più politiche, indicando gli interventi politici che comportano riduzioni del consumo di alcol a livello di popolazione:
– interventi che aumentano le tasse o i prezzi bassi;
– interventi che innalzano l’età minima per l’acquisto di alcolici o l’età per bere;
– interventi che riducono la densità dei punti vendita di alcolici, ovvero i giorni o gli orari di vendita;
– forti divieti sulla commercializzazione di alcolici;
– monopoli governativi che controllano la vendita di alcolici;
– altri interventi coordinati che coinvolgono più politiche.

Questi risultati aiuteranno i governi a implementare politiche efficaci per:
– salvare vite umane, riducendo il consumo di alcol nell’intera popolazione si previene malattie e morti premature;
– risparmiare denaro, perché è stato dimostrato che politiche come la tassazione non solo riducono il consumo di alcol e i danni correlati, ma aumentano anche le entrate governative che possono essere reinvestite nella salute e nella guarigione;
– lavorare rapidamente, dal momento che l’attuazione delle misure offrono risultati entro 5 anni, corrispondenti per lo più ad un ciclo elettorale.
È importante sottolineare che ridurre il consumo complessivo di alcol è solo una parte della soluzione. Milioni di persone nella regione europea soffrono di disturbi da consumo di alcol e solo una piccola parte di loro riceve un trattamento. È essenziale ampliare l’accesso a trattamenti e supporto efficaci e basati sull’evidenza. Questi funzionano meglio se abbinati a diagnosi e interventi precoci e a politiche efficaci che limitino la disponibilità e la promozione dell’alcol.
“La Regione Europea dell’OMS non può permettersi l’illusione che il consumo di alcol sia innocuo – ha sottolineato Weiler – Oltre a una migliore comprensione del reale impatto dell’alcol, ora disponiamo di molte più prove su come possiamo effettivamente ridurre i casi di cancro e i decessi attribuibili all’alcol nella nostra Regione. E l’entità delle potenziali vite salvate è sbalorditiva: si parla di decine di migliaia“.
