L’Italia dimostra che riesce ad autogestirsi facendo leva solo ed esclusivamente sulle fonti rinnovabili. Dal dossier Comuni Rinnovabili 2018 emerge la fotografia di uno stivale che di questo passo potrà fare a meno delle fonti fossili, come denunciano tutti i 7.978 municipi italiani in cui sono installati uno o più impianti da fonti rinnovabili, e tra questi sono addirittura 3.060 quelli autosufficienti per i propri fabbisogni elettrici.
di Nicoletta Canapa
Fino a dieci anni fa erano soltanto 356 i comuni italiani che potevano vantare un impianto di energia rinnovabile sul proprio territorio., nel 2018 la loro produzione di energia pulita è cresciuta di oltre 50 TWh, l come emerge dal recenteDossier specialepubblicato daLegambientein occasione delForum Qualenergia(Roma, 26-27 novembre 2018), il tradizionale appuntamento annuale di confronto tra imprese e istituzioni sulle sfide che il nostro Paese ha di fronte nella lotta ai cambiamenti climatici.
Nel Paese del Sole sono ben 7.862 i Comuni in cui sono presentiimpianti fotovoltaici,6.822 quelli del solare termico,1.489 quelli del mini idroelettrico, sviluppatosi soprattutto nelle aree del centro nord e1.025 quelli dell’eolicoal centro sud,4.130 quelli delle bioenergiee595 quelli della geotermia.
Ilcontributo apportato da fonti rinnovabili è quindi passato dal 15 al 34,4% rispetto ai consumi elettrici e dal 7 al 17,7% in quelli complessivi: questi risultati, nell’ottica del progressivo abbandono delle fonti non rinnovabili, è da considerarsi quindi un segnale più che positivo, e deve essere uno stimolo per continuare sul percorso intrapreso. Lo scopo finale è duplice: da una parte si potrebbe arrestare l’innalzamento globale della temperatura terrestre, mentre dall’altra si tratterebbe di una vantaggiosa prospettiva per l’ambiente e l’economia.
Uno degli obiettivi emersi durante la prima giornata del Forum QualEnergia organizzato insieme aLa Nuova EcologiaeKyoto Club, con il contributo diCobat, è di arrivare in Italia nel 2030 almeno a triplicare i 20 GW installati di impianti solari e realizzare investimenti capaci di ridurre drasticamente consumi energetici e emissioni di CO2.
“Si tratta di obiettivi raggiungibili, come dimostrano le storie che oggi premiamo. Sono storie di pionieri che hanno scelto di puntare a un modello 100% rinnovabile costruito con risorse locali– ha affermato la Responsabile Energia di LegambienteKatiuscia Eroe–Un modello che si può allargare a tutta l’Italia, dai condomini ai distretti produttivi, grazie alla nuova direttiva sulle fonti rinnovabili che finalmente consentirà anche in Italia di premiare chi si autoproduce l’energia e di aprire alle comunità energetiche”.
Nel dossier Comuni Rinnovabili vengono narrate100 Storiedal territorio che raccontano il futuro dell’energia per l’Italia: esperienze virtuose e all’avanguardia per la capacità di soddisfare i fabbisogni energetici attraverso risorse energetiche locali, gestite attraverso reti e sistemi di accumulo nei piccoli comuni come nei grandi centri urbani, tra aziende agricole e università, condomini, ospedali o consorzi, tutti accomunati dalla necessità di progressiva decarbonizzazione. Tradotto in denaro, stando all’indagine di Legambiente, questo fenomeno comporteràuna riduzione del 55% delle emissioni nel 2030, portando vantaggi paria 5,5 miliardi di euro all’annoe2,7 milioni di nuovi posti di lavoro.
Il miglior traguardo, in termini di impianti da fonti rinnovabili, ad oggi se lo aggiudica laLombardia, regione con 7.989 MW installati.
Bisogna tuttavia sottolineare che nell’ultimo anno la crescita verso le fonti rinnovabili ha registrato un lieve rallentamento, a causa in primo luogo di una politica nazionale meno rivolta all’energia sostenibile.
“Il nuovo Piano energia e clima, che l’Italia dovrà presentare in una prima versione entro dicembre, dovrà fissare la traiettoria degli obiettivi e delle politiche al 2030, inquadrate dentro una Strategia di lungo termine al 2050 di decarbonizzazione dell’economia.[adottata conComunicazionedel 28 novembre 2018 dalla Commissione UE (link al relativo articolo nterno da inserire] – ha concluso il Vice Presidente di Legambiente,Edoardo Zanchini–Ci aspettiamo che il nostro Governo si batta per mettere in campo un’azione climatica ambiziosa, coerente con l’obiettivo di fermare l’aumento delle emissioni entro +1.5°C, in modo da ridurre in maniera significativa i danni climatici non solo per i Paesi più poveri e vulnerabili, ma anche per l’Europa”.
