Secondo un audit della Corte dei conti europea (ECA), i fondi dell’UE per affrontare gli incendi boschivi divenuti più frequenti e gravi negli ultimi anni, non sono spesi in maniera sistematica laddove le necessità e i rischi sono maggiori, o in una prospettiva a lungo termine, nonostante ciò sia di cruciale importanza per il conseguimento di risultati tangibili.
–Maggiori misure preventive, ma non vi è una visione d’insieme completa delle risorse UE spese.
–La selezione dei progetti non ha garantito che l’UE finanziasse le azioni più incisive.
–La sostenibilità a lungo termine delle azioni finanziate non è garantita.
–Dal monitoraggio non sono emerse molte informazioni circa i risultati conseguiti con le risorse UE.
È quanto ha rilevato la Corte dei conti europea (ECA) che ha pubblicato l’11 giugno 2025 laRelazione speciale“I finanziamenti dell’UE per affrontare gli incendi boschivi” che ha valutatoin che modo la Commissione UE e gli Stati membri hanno utilizzato i finanziamenti UE nel settore della prevenzione, preparazione e ricostituzione in relazione agli incendi boschivi.

Negli ultimi anni gliincendi boschiviin Europa si sono intensificati sia in termini di quantità che di entità, e i cambiamenti climatici sicuramente hanno una parte in questa tendenza, bruciando vaste aree di zone boschive e provocandovittime, perdita di biodiversità e perdite economiche stimate a circa 2 miliardi di euro all’anno.Nell’UE il numero degli incendi boschivi riguardanti superfici superiori a 30 ettari è triplicato tra il 2006-2010 e il 2021-2024, raggiungendo nel secondo periodo un numero medio annuo di quasi 1.900 e oltre 5.250 km2, una superficie superiore a quella del Molise.
Tuttavia, la resilienza delle foreste agli incendi boschivi può essere migliorata, ad esempio attraverso unagovernance dei rischi appropriata, un’adeguata gestione delle foresteeattività di pianificazione del paesaggio.
“Rafforzare le misure di prevenzione contro gli incendi boschivi è senza dubbio un passo nella giusta direzione– ha affermatoNikolaos Milionis, il Membro della Corte responsabile dell’audit –Ma per evitare che il sostegno dell’UE si riveli solo un fuoco di paglia, i fondi dell’Unione devono essere spesi in modo da garantire i migliori risultati e un impatto sostenibile”.

Secondo la Corte,la Commissione UE non aveva una visione d’insieme completa dell’importo del sostegno UE utilizzato per misure connesse agli incendi boschivi, né dei risultati conseguiti. Gli Stati membri, a cui compete la politica forestale, hanno sempre più fatto ricorso ai finanziamenti UE per la prevenzione degli incendi boschivi, sebbene la sostenibilità a lungo termine dei risultati non fosse sempre assicurata
L’ammontare preciso dei fondi UE utilizzati per affrontare gli incendi boschivi non è in larga misura noto, ma per l’ECA una cosa è certa:un importo sempre crescente di finanziamenti UE (in particolare mediante il dispositivo per la ripresa e la resilienza – RRF) potrebbe essere utilizzato a tale scopo. E siccome prevenire è meglio che curare, i Paesi dell’UE adesso tendono a concentrarsi più sulle misure di prevenzione, come lacreazione di fasce tagliafuocoe larimozione della vegetazione. InPortogallo, ad esempio, la Corte dei conti europea ha rilevato che la percentuale spesa in questo ambitoè salita dal 20 % al 61 % tra il 2017 e il 2022. Analogamente, nellaregione nord-occidentale spagnola dellaGalizia, è dal 2018 che la prevenzione fa la parte del leone nel bilancio relativo agli incendi boschivi. Sono questisegnali incoraggianti, in quanto gli esperti ritengono che il passaggio verso la prevenzione sia necessario per ridurre la probabilità e l’impatto degli incendi. Tuttavia i progetti selezionati per ricevere i finanziamenti UE non sempre sono indirizzati a aree in cui l’impatto sarà maggiore. In alcune regioni spagnole, ad esempio, la dotazione finanziaria era ripartita tra tutte le province, a prescindere dai rischi e dalle esigenze. Inoltre, la Corte dei conti europea ha riscontrato che alcune delle misure finanziate si basavano su informazioni non aggiornate. InGrecia, ad esempio, dove nel 2023 l’area bruciata è stata di tre volte superiore alla media annuale per il periodo 2006-2022,l’elenco delle aree soggette al rischio di incendi boschivi risale a oltre 45 anni fa. InPortogallo,la Corte ha rilevatoche un’area parzialmente inondata aveva ricevuto in priorità fondi UE per affrontare gli incendi boschivi. All’origine di ciò vi era il mancato aggiornamento della mappa della pericolosità, per cui era stato ignorato il fatto che diversi anni fa era stata costruita una diga in quel punto.
Nel complesso, la Corte dei conti europea conclude cheè difficile stabilire gli effettivi risultati conseguiti dai finanziamenti dell’UE per affrontare gli incendi boschivi. Ciò non è però solo dovuto a una mancanza di dati, indicatori incoerenti o un monitoraggio carente: dipende anche dal fatto che la sostenibilità delle azioni finanziate non è sempre assicurata, soprattutto in relazione all’RRF. Nonostante quest’ultimo abbia fornito significativi finanziamenti supplementari una tantum (470 milioni di euro in Grecia per lavori di prevenzione e 390 milioni di euro in Portogallo),nessuno di tali Paesi riserva risorse UE o nazionali per assicurare che le misure di prevenzione restino efficaci nel lungo termine, tanto che l’ECA ritiene possibileche l’impatto dell’azione dell’UE in materia di prevenzione si limiti a un massimo di tre o quattro anni.
Pertanto, l’ECA formula le seguentiraccomandazionialla Commissione UE.
– Promuovere le buone nella selezione dei progetti, in particolare:
a)utilizzare mappe dei rischi chiare e aggiornate;
b)tenere conto della sostenibilità a lungo termine;
c)bilanciare il criterio della copertura geografica, laddove applicato, con criteri basati sul rischio.
– Valutare i risultati e diffondere informazioni sulle azioni efficaci:
a)utilizzare le informazioni disponibili a livello dell’UE(ad esempio, quelle provenienti dall’EFFIS), combinandole con i dati degli Stati membriper ottenere una visione d’insieme dell’efficacia dei finanziamenti dell’UE;
b)diffondere tra le autorità competenti degli Stati membri informazioni su progetti dimostrativi e di ricerca efficaci relativi agli incendi boschivi;
c) sulla base delle informazioni di cui sopra,fornire agli Stati membri buone pratiche per la progettazione delle misure
