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IA: gli investimenti UE non tengono il passo delle ambizioni

A pochi giorni di distanza dall’adozione definitiva (21 maggio 2024) da parte del Consiglio europeo del Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), considerato il primo quadro normativo globale sull’intelligenza artificiale, una Relazione speciale della Corte dei conti europea (ECA) evidenzia il forte divario di investimenti dell’UE rispetto a Stati Uniti e Cina, la mancanza di adeguato monitoraggio dei progetti finanziati e di scarso coordinamento con gli Stati membri.

L’UE ha avuto finora poco successo nello sviluppare un ecosistema di intelligenza artificiale (IA) europeo e non è riuscita a far accelerare gli investimenti nell’IA a un ritmo paragonabile a quello dei leader mondiali.

È quanto rilevato dalla Corte dei Conti europea (ECA) che ha pubblicato il 29 maggio 2024 la Relazione speciale “Le ambizioni dell’UE in materia di intelligenza artificiale. Per il futuro, sono necessari una governance più forte e investimenti più consistenti e mirati”.

La Corte osserva che dal 2018 la Commissione UE ha intrapreso molteplici azioni e lavorato sugli elementi costitutivi fondamentali per sviluppare l’ecosistema IA dell’UE, quali ad esempio regolamentazione, infrastrutture, ricerca e investimenti. In aggiunta, l’UE si è mossa sin da subito per esplorare i rischi dell’IA e ciò ha condotto alle prime norme generali al mondo sull’utilizzo dell’IA, fino all’ultimo recente Regolamento sull’IA, , approvato il 21 maggio 2024 dal Consiglio europeo, “il primo quadro giuridico in assoluto sull’Intelligenza Artificiale, che affronta i rischi dell’IA e pone l’Europa in una posizione di leadership a livello mondiale”, che non è rientrato nell’estensione dell’Audit.

Tuttavia nella corsa globale agli investimenti nell’IA, il cui termine è comprensivo delle tecnologie emergenti in settori a rapida evoluzione, compresi robotica, big data e cloud computing, calcolo ad alte prestazioni, fotonica e neuroscienze, quelli dell’UE in strumenti di capitale di rischio sono stati inferiori a quelli di altre regioni del mondo leader nel campo dell’IA: gli Stati Uniti e la Cina. Si stima che il divario tra gli Stati Uniti e l’UE in termini di investimenti complessivi nell’IA sia più che raddoppiato tra il 2018 e il 2020 (l’UE è rimasta indietro per più di 10 miliardi di euro).

Investimenti consistenti e mirati nell’IA costituiscono un fattore cruciale in grado di determinare la velocità della crescita economica dell’UE negli anni a venire – ha affermato Mihails Kozlovs, il Membro della Corte che ha diretto l’audit – Nella corsa all’IA, c’è il rischio che il vincitore pigli tutto. Se l’UE vuole realizzare le proprie ambizioni, la Commissione europea e gli Stati membri devono unire le forze in modo più efficace, accelerare il passo e sbloccare il potenziale dell’UE per avere successo in questa grande rivoluzione tecnologica in corso”.

I piani della Commissione sull’IA del 2018 e del 2021 erano esaustivi e ampiamente in linea con le migliori pratiche internazionali. Tuttavia, a più di 5 anni dal primo piano, il quadro di coordinamento e di regolamentazione degli investimenti dell’UE nell’IA è ancora in corso di elaborazione. Al riguardo, la Corte formula critiche in merito al coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri, che ha avuto soltanto effetti limitati, poiché l’esecutivo dell’UE non disponeva delle informazioni e degli strumenti di governance necessari.

In particolare, la Commissione non ha posto in essere un adeguato sistema di monitoraggio della performance degli investimenti nell’IA e ciò ha inciso ulteriormente in modo negativo sulla credibilità dei piani dell’UE. Non era peraltro chiaro in che modo gli Stati membri avrebbero contribuito agli obiettivi di investimento generali dell’UE; in altre parole, non vi è stata una visione d’insieme a livello dell’UE.

Gli obiettivi di investimento dell’UE sono ancora troppo vaghi e ormai obsoleti: non sono cambiati dal 2018, e la mancanza di ambizione dei valori-obiettivo di investimento contrasta con l’obiettivo di costruire un ecosistema di IA competitivo a livello mondiale. In generale, la Commissione è riuscita ad aumentare la spesa a carico del bilancio dell’UE per progetti di ricerca nel settore dell’IA, ma non ha potenziato significativamente il cofinanziamento privato.

La Commissione deve inoltre fare di più per assicurarsi che i risultati dei progetti di ricerca in tema di IA finanziati dall’UE siano pienamente commercializzati o sfruttati.

Anche le misure adottate dalla Commissione per porre in essere catalizzatori finanziari e infrastrutturali per lo sviluppo e la diffusione dell’IA, quali ad esempio strutture di prova, spazi di dati, o una piattaforma di IA on-demand, hanno tardato a decollare. In effetti, i piani sull’IA hanno finora dato luogo solo a un modesto sostegno in capitale da parte dell’UE (come il finanziamento azionario) per gli innovatori. Le recenti misure adottate dall’UE per realizzare un mercato unico dei dati sono ancora nella fase iniziale e non possono stimolare immediatamente gli investimenti nell’IA.

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