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Guerra in Ucraina: i più colpiti dalle conseguenze saranno i Paesi poveri

Una valutazione rapida dell’UNCTAD sull’impatto della guerra in Ucraina sul commercio e lo sviluppo conferma un rapido peggioramento delle prospettive per l’economia mondiale, sostenuto dall’aumento dei prezzi di prodotti alimentari, carburante e fertilizzanti, dall’aumento della volatilità finanziaria, dal disinvestimento per lo sviluppo sostenibile, dalle complesse riconfigurazioni della catena di fornitura globale e dai costi commerciali crescenti, con impatti devastanti sui Paesi in via di sviluppo.

La crescita economica globale per il 2022 si ridurrà al 2,6% dal 3,6%.
– I Paesi in via di sviluppo avranno bisogno di 310 miliardi di dollari per soddisfare il debito pubblico esterno nel 2022.
Le pressioni inflazionistiche non giustificano un ritiro prematuro delle politiche di sostegno alla pandemia.

Sono alcuni degli aspetti rilevanti che l’UNCTAD, l’Organismo delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, ha messo in evidenza nel suo Rapporto Tapering in a Time of Conflict” di valutazione rapida “rilasciato il 24 marzo 2022, con cui   abbassato la sua proiezione della crescita economica globale per il 2022 dal 3,6% al 2,6% a causa della guerra in Ucraina e dei cambiamenti nelle politiche macroeconomiche fatti dai paesi negli ultimi mesi.

Richard Kozul-Wright, Direttore, UNCTAD Division on Globalization and Development Strategies: “Tutte le regioni dell’economia globale saranno colpite negativamente da questa crisi, alcune più di altre – ha dichiarato Richard Kozul-Wright, Direttore UNCTAD Division on Globalization and Development Strategies – E naturalmente ci saranno vincitori, in particolare gli esportatori di materie prime di alto livello. Tuttavia quest’anno l’Unione Europea vedrà un declassamento abbastanza significativo della sua performance di crescita, come pure altre aree dell’Asia centrale e Meridionale”.

Secondo l’UNCTAD, la guerra in corso in Ucraina probabilmente rafforzerà la tendenza alla stretta monetaria nei paesi avanzati, sulla scia di mosse simili iniziate alla fine del 2021 in diversi paesi in via di sviluppo motivate delle pressioni inflazionistiche, con ulteriori tagli alla spesa previsti nei prossimi bilanci. L’UNCTAD è preoccupata che una combinazione di indebolimento della domanda globale, insufficiente coordinamento politico a livello internazionale ed elevati livelli di debito legati alla pandemia, genererà onde d’urto finanziarie che possono spingere alcuni paesi in via di sviluppo in una spirale negativa di insolvenza, recessione e sviluppo interrotto.

Anche senza perturbazioni durature sui mercati finanziari, le economie in via di sviluppo dovranno affrontare gravi vincoli alla crescita. Durante la pandemia, il loro debito pubblico e privato è aumentato. E i rischi rimasti nascosti durante la pandemia, tra cui l’elevata leva finanziaria delle imprese e l’aumento del debito delle famiglie nei paesi in via di sviluppo a medio reddito, riemergeranno con l’inasprimento delle politiche economiche.

Gli effetti economici della guerra in Ucraina aggraveranno il rallentamento economico in corso a livello globale e indeboliranno la ripresa dalla pandemia COVID-19 – ha affermato la Segretaria generale dell’UNCTAD, Rebeca GrynspanMolti paesi in via di sviluppo hanno lottato per guadagnare trazione economica uscendo dalla recessione del Covid-19 e ora stanno affrontando forti venti contrari a causa della guerra. Che questo porti a disordini o meno, una profonda ansia sociale si sta già diffondendo“.

La guerra ha esercitato un’ulteriore pressione al rialzo sui prezzi internazionali dell’energia e delle materie prime, facendo lievitare i bilanci familiari e aumentando i costi di produzione, mentre le interruzioni del commercio e gli effetti delle sanzioni avranno probabilmente un effetto frenante sugli investimenti a lungo termine. Arrivando proprio quando le interruzioni indotte dalla pandemia sembravano placarsi, la crisi geopolitica ha inferto un duro colpo alla fiducia a livello globale.

L’ulteriore pressione sui prezzi – afferma il Rapporto – sta intensificando le richieste di una risposta politica restrittiva nelle economie avanzate, anche sul fronte fiscale, minacciando un rallentamento della crescita più netto del previsto“.

L’impennata dei prezzi di cibo e carburante avrà un effetto immediato sulle fasce più vulnerabili di popolazione nei Paesi in via di sviluppo, causando fame e difficoltà alle famiglie che spendono la quota più alta del loro reddito in cibo, anche se la perdita di potere d’acquisto e di spesa reale sarà alla fine avvertita da tutti.

Importazioni di grano dalla Federazione Russa e dall’Ucraina verso i paesi in via di sviluppo dove questi due paesi forniscono oltre il 50% delle importazioni totali di grano, 2018-2020 (Percentuale delle importazioni totali di grano)

Il pericolo per molti dei Paesi in via di sviluppo che dipendono fortemente dalle importazioni di cibo e carburante è più profondo – sottolinea l’UNCTAD – poiché i prezzi più alti minacciano i mezzi di sussistenza, scoraggiano gli investimenti e sollevano lo spettro di un aumento dei deficit commerciali“.

Secondo il rapporto, le principali economie avanzate sono sulla via di invertire gli stimoli messi in atto durante la pandemia, alzando i saggi di interesse, annullando gli acquisti di titoli delle banche centrali e chiudendo i programmi di disoccupazione, i trasferimenti e il sostegno alle imprese e alle famiglie. Questo sta accadendo anche se l’inflazione non ha ancora portato a una crescita sostenuta dei salari, rendendo infondata la minaccia di spirali prezzi-salari.

Il rapporto avverte che questi cambiamenti indeboliranno la domanda globale e smorzeranno la crescita, con investimenti già in stallo in alcuni paesi. La minaccia di un calo più netto degli investimenti e della crescita non può essere esclusa se i saggi d’interesse aumentano troppo velocemente e se la sfida climatica viene eliminata dai titoli dei giornali. Questa è la tendenza politica sbagliata al momento sbagliato.

Il rapporto nota che i Paesi in via di sviluppo, che hanno sostenuto costi maggiori per far fronte alla pandemia, affrontano ulteriori vincoli sulla domanda e sugli obblighi della bilancia dei pagamenti come risultato del recente cambio di politica nelle economie avanzate.

Importazioni di grano dalla Federazione Russa e dall’Ucraina verso i paesi in via di sviluppo dove questi due paesi forniscono oltre il 50% delle importazioni totali di grano, 2018-2020 (Percentuale delle importazioni totali di grano)

Per proteggere l’economia globale, l’UNCTAD raccomanda le seguenti azioni di policy:
1. Un maggiore sostegno finanziario multilaterale, più agevolato e meno condizionale, per i paesi in via di sviluppo, per permettere loro di resistere agli shock finanziari ed economici e di aumentare gli investimenti per sostenere la crescita economica.
2. Alleggerimento immediato del debito per l’Ucraina insieme a rinnovate trattative su un meccanismo multilaterale che promuova la ristrutturazione equa e organizzata del debito sovrano dei paesi in via di sviluppo durante i periodi di grave stress finanziario.
3. Maggiore uso dei diritti speciali di prelievo per integrare le riserve ufficiali e fornire liquidità in modo tempestivo per evitare gravi aggiustamenti deflazionistici.
4. Accordi di swap tra le banche centrali più efficaci e meno ad hoc per sostenere le valute dei paesi in via di sviluppo e affrontare le crisi finanziarie.
 5. Politiche settoriali specifiche, compresi controlli dei prezzi e sussidi, per affrontare l’inflazione dovuta a pressioni dal lato dell’offerta e sul mark-up dei prezzi.

In un’intervista rilasciata il 22 marzo 2022 a politico.ue  David Beasley, il Direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale (WFP), l’Agenzia ONU che ha vinto il Premio Nobel per la Pace 2020, rammentando che la Russia e l’Ucraina sono tra i maggiori produttori ed esportatori mondiali di grano e che l’interruzione delle attività agricole in Ucraina per il persistere del conflitto comprometterà i raccolti, causando impatti diretti sui paesi che dipendono da queste forniture in Medio Oriente e Africa, ha affermato: “Se pensate che ora abbiamo l’inferno sulla terra, preparatevi. Se trascuriamo l’Africa settentrionale, l’Africa settentrionale verrà in Europa. Se trascuriamo il Medio Oriente, [il] Medio Oriente arriverà in Europa“.

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