28 Luglio 2021
Cambiamenti climatici Clima

Green Deal europeo: Coalizione chiede taglio emissioni del 55% al 2030

Alla vigilia della presentazione del Green Deal europeo da parte della Commissione UE, la Coalizione per una maggiore ambizione chiede che il Piano di revisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni non slitti ad ottobre, come trapelato da un documento trapelato nei giorni scorsi.

La Coalizione per una maggiore ambizione (The Coalition for Higher Ambition) che riunisce organizzazioni europee di imprenditori, sindacali, compagnie di investimento, autorità regionali, associazioni della società civile (tra cui Legambiente Greenpeace e WWF), ha inviato una lettera al Presidente e ai 3 Vicepresidenti della nuova Commissione UE per sollecitarli a presentare una proposta per aumentare l’obiettivo climatico dell’UE per ridurre di almeno il 55% le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, entro i primi 100 giorni del loro mandato.

È la prima volta che i componenti di questa ampia ed eterogenea Coalizione prendono una posizione comune sull’obiettivo dell’UE per il 2030 e sul calendario di revisione.

La lettera è stata inviata alla vigilia del programma del Green Deal europeo, annunciato all’Assemblea plenaria inaugurale della COP25 (Madrid, 2-13 dicembre 2019) per il 11 dicembre dalla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.

Una bozza del Piano, di cui alcuni media sono entrati in possesso e che indicherebbe ad ottobre 2020 l’adozione del pacchetto legislativo con l’indicazione di un obiettivo più ambizioso, stante le perplessità espresso da alcuni Governi dei Paesi membri, ha spinto la Coalizione ad intraprendere questa azione.

I negoziatori alla COP25 di Madrid attendono le azioni del Green Deal europeo annunciate dall’UE come sollecitazioni per gli altri Paesi ad intraprendere impegni simili e sbloccare alcune “impasse” negoziali che hanno continuato a sviluppare soluzioni concordate durante le sessioni svolte la scorsa settimana.

Vi esortiamo a presentare una proposta per aumentare il NDC [ndr: sono gli impegni nazionali previsti dall’Accordo di Parigi e presentati alla segreteria dell’UNFCCC] dell’UE ad almeno il 55% di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 entro i primi 100 giorni del mandato – si legge nella lettera – La finestra per concordare un obiettivo più elevato si sta rapidamente chiudendo. L’Accordo di Parigi prevede che tutti i Paesi comunicheranno l’aggiornamento dei propri NDC aggiornati entro il 2020 e al più tardi alla COP26 di Glasgow. Rinviare l’obiettivo di un aumento al 55% nel 2021 significherebbe perdere la scadenza stabilita dall’UNFCCC e minerebbe la leadership dell’UE nella diplomazia climatica internazionale“.

Aumentare le ambizioni climatiche dell’UE è fondamentale se vogliamo affrontare i cambiamenti climatici – ha commentato Ludovic Voet, Segretario della Confederazione europea dei sindacati (ETUC) – Per raggiungere i suoi obiettivi, l’UE avrà bisogno di un forte sostegno pubblico e il modo migliore per raggiungerlo è garantire una giusta transizione [ndr: tema previsto nella premessa dell’Accordo di Parigi e che costituirà l’aspetto dirimente per il passaggio ad un’economia decarbonizzata, come Regioni&Ambiente ha in più occasioni sottolineato] che dovrebbe coinvolgere i lavoratori e le comunità locali nello sviluppo di misure politiche concrete a sostegno delle regioni più colpite, che assicurino programmi di protezione sociale e formazione e che stabiliscano piani industriali a lungo termine per creare posti di lavoro di qualità“.

Le aziende hanno la responsabilità di agire per aiutare a contrastare i cambiamenti climatici, e molte lo stanno già facendo – ha sottolineato Alan Jope, Amministratore delegato di Unilever, una delle imprese globali che in questi anni si è distinta per aver intrapreso con decisione un percorso di economia circolare e decarbonizzata in tutta la catena di valore – Ma dobbiamo accelerare i progressi. Una strategia europea per fornire emissioni nette zero entro il 2050 è essenziale per segnalare la direzione e la velocità di viaggio necessarie per raggiungere l’ambizione 1, 5 °C indicata nell’Accordo di Parigi“.

Ci aspettiamo che la Commissione europea comprenda l’importanza della scadenza della COP 26 per aumentare sostanzialmente l’impegno dell’UE in materia di clima – ha affermato a sua volta Wendel Trio, Direttore di Climate Action Network (CAN) Europe, la grande rete di organizzazioni europee impegnata a promuovere l’azione di Governi e cittadini finalizzata a limitare i cambiamenti climatici, con oltre 160 organizzazioni di 35 Paesi Andare oltre il termine previsto dall’Accordo di Parigi minerebbe quel che l’UE ha fatto finora e costituirebbe il fallimento di affrontare adeguatamente l’emergenza climatica come richiesto da imprese, investitori e città“.

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