La Giornata mondiale del suolo che quest’anno ha per tema “Healthy Soils for Healthy Cities” (Suoli sani per città sane), invita tutti, dai politici ai cittadini, a ripensare gli spazi urbani dalle fondamenta, per costruire città più verdi, più resilienti e più sane. Tra gli eventi celebrativi in Italia si segnala “Dalla terra alla Terra”, evento giunto alla IX edizione e promosso dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori).
Istituita nel 2002 dall’Unione Internazionale di Scienze del Suolo (IUSS) e sollecitata dalla Conferenza dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) nel giugno 2013, la data del 5 dicembre è stata scelta per la “Giornata Mondiale del Suolo” (World Soil Day) dalla 68ma Sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi a New York il 20 dicembre 2013, e la FAO ha il mandato ufficiale di facilitare l’attuazione della Giornata.
Quest’anno il tema del World Soil Day è “Suoli sani per città sane”, per riflettere che sotto l’asfalto, gli edifici e le strade si trova un terreno che, se permeabile e vegetato, aiuta ad assorbire l’acqua piovana, regolare la temperatura, immagazzinare carbonio e migliorare la qualità dell’aria. Ma quando viene sigillato con il cemento, perde queste funzioni, rendendo le città più vulnerabili alle inondazioni, al surriscaldamento e all’inquinamento.
La sopravvivenza del nostro pianeta dipende dal prezioso legame con il suolo:
– il 95% del nostro cibo proviene dal suolo;
– dei 18 elementi chimici presenti in natura essenziali per le piante, i suoli ne forniscono 15, mentre 3 sono assorbiti dalla piante attraverso la fotosintesi;
– la produzione agricola dovrà aumentare del 60% per soddisfare la domanda alimentare globale nel 2050;
– il 33% dei suoli è degradato;
– fino al 58% in più di cibo potrebbe essere prodotto attraverso una gestione sostenibile del suolo.
Tuttavia, a causa dei cambiamenti climatici e delle attività umane, i suoli si stanno degradando. L’erosione altera l’equilibrio naturale, riducendo l’infiltrazione e la disponibilità di acqua per tutte le forme di vita e diminuendo il livello di vitamine e nutrienti negli alimenti.
Il recente Rapporto “Secure Soil, Save Life”, presentato alla COP30 di Belèm ha rivelato che tra il 20-40% delle terre emerse è eroso, con conseguenze che vanno ben oltre l’agricoltura. I suoli immagazzinano circa 2.822 gigatonnellate di carbonio nello spessare di un metro e che il 27% delle emissioni di carbonio necessarie per mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C può essere sequestrato dai suoli in buone condizioni, l’equivalente di circa 3,38 gigatonnellate di anidride carbonica (Gt CO2) all’anno. Eppure, questo pozzo di carbonio è in pericolo: se si continuasse con gli attuali ritmi il degrado del suolo potrebbe rilasciare nell’atmosfera 4,81 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno.
Ma quando pensiamo al suolo, lo associamo quasi sempre alla campagna e alla natura. Raramente ci soffermiamo a considerare che anche il suolo urbano è fondamentale. Pertanto, la Giornata mondiale dei suoli 2025 invita tutti, dai politici ai cittadini, a ripensare gli spazi urbani dalle fondamenta, per costruire città più verdi, più resilienti e più sane.

In occasione delle celebrazioni per la Giornata mondiale del suolo, tra le varie iniziative che si svolgono anche in Italia, oltre la Celebrazione ufficiale presso la sede della FAO a Roma, si segnala la IX edizione di “Dalla terra alla Terra”, l’evento in svolgimento sempre a Roma (qui il Programma), promosso dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori) che ha recentemente ripreso il concetto di Urban Carbon Farming, una proposta innovativa per integrare il riciclo organico e la gestione del verde urbano, trasformando le città in attori protagonisti della lotta ai cambiamenti climatici.
Non si tratta soltanto di aumentare il numero di alberi o la superficie verde, ma di promuovere un approccio sistemico che valorizzi il compost come strumento per rigenerare i suoli urbani, migliorare la qualità dell’aria
