Cibo e alimentazioneClima

El Niño: altri 49 milioni di persone in grave insicurezza alimentare

Dopo l’allarme lanciato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale sulle forti probabilità che nei prossimi mesi avremmo un intenso El Niño, il Programma alimentare mondiale (WFP) ha condotto un’analisi preliminare sugli impatti negativi sulla sicurezza alimentare conseguenti al potente fenomeno climatico in grado di sconvolgere il clima in diversi continenti, causando siccità in alcune regioni, piogge intense in altre e inondazioni in altre ancora, secondo cui altri 49 milioni di persone si aggiungerebbero ai 274 milioni che dovranno affrontare una grave insicurezza alimentare, mentre i tagli ai finanziamenti da parte dei donatori statunitensi ed europei nel 2025 stanno ostacolando gli sforzi per monitorare l’evolversi della crisi.

Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite, la più grande organizzazione umanitaria al mondo, impegnata a salvare vite umane nelle emergenze e a utilizzare l’assistenza alimentare per costruire un percorso verso la pace, la stabilità e la prosperità per le popolazioni che si stanno riprendendo da conflitti, disastri e dagli impatti dei cambiamenti climatici, ha condotto un’analisi preliminaresugli impatti negativi di El Niñosulla sicurezza alimentarein 45 Paesi considerati tra i più vulnerabili e per i quali sono disponibili dati affidabili.

L’analisi fa seguito all’ultimoaggiornamentodell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) cheindica una probabilità dell’80% di un evento El Niño, potente fenomeno climatico che influenza il clima globale, a partire dal mese di Agosto con una probabilità del 90% che continui fino a novembre, sebbene permanga una certa incertezza sull’intensità e sulla tempistica del picco di El Niño, in grado di sconvolgere il clima in diversi continenti, causandosiccità in alcune regioni,ritardi nelle pioggein altreeinondazioni in altre ancora.

“Dobbiamo prepararci a un evento El Niño potenzialmente intenso, che aggraverà la siccità e le forti piogge e aumenterà il rischio di ondate di calore sia sulla terraferma che negli oceani– ha dichiarato la Segretaria generale della WMO,Celeste Saulo–L’ultimo El Niño, quello del 2023-2024, è stato uno dei cinque più forti mai registrati e ha contribuito alle temperature globali record che abbiamo visto nel 2024. La WMO monitorerà attentamente la situazione nei prossimi mesi per fornire informazioni utili ai processi decisionali di governi, agenzie umanitarie e settori sensibili al clima. Le previsioni stagionali anticipate e gli allarmi tempestivi sono fondamentali per salvare vite umane e mitigare l’impatto sulle nostre economie e sulle nostre comunità”.

L’analisi del WFP che si basa su dati storici relativi a precedenti eventi di El Niño, parametri di riferimento per la sicurezza alimentare, fattori di rischio e valutazioni di esperti, stima cheil numero di persone che affrontano una grave insicurezza alimentare potrebbe aumentare di quasi 49 milioni, raggiungendo un totale di 274 milioni di persone, con un incremento del 22% rispetto alla popolazione di riferimento che già si trova in una situazione di insicurezza alimentare a livelli critici o peggiori.

Secondo il WFP,l’America Centrale e l’Africa Meridionale saranno tra le regioni più colpite, con un aumento previsto dell’83% del numero di persone che soffrono di insicurezza alimentare in America Centrale e di quasi il 75% in Africa Meridionale. Nell’Africa meridionale, così come in Sud America e nei Caraibi, oltre 12 milioni di persone potrebbero cadere in una situazione di grave insicurezza alimentare.

Sebbene i precedenti eventi El Niño non abbiano in genere innescato importanti impennate dei prezzi alimentari globali, le carenze regionali e l’aumento dei prezzi potrebbero peggiorare l’accesso al cibo per le famiglie vulnerabili.

“Si tratta di eventi che in passato hanno scatenato carestie su larga scala– ha affermatoMartin Bauer, Direttore del Servizio di analisi della sicurezza alimentare e della nutrizione del WFP –In un momento in cui si presenta un rischio come quello di El Niño, è importante disporre di una raccolta dati ad alta frequenza”.

L’Agenzia sottolineache I tagli ai finanziamenti da parte dei donatori statunitensi ed europei nel 2025 stanno ostacolando gli sforzi per monitorare l’evolversi della crisi.

Le attuali previsioni indicano undeficit di precipitazioniin alcune zone dell’Africa orientale, del Sahel, dell’America centrale e dei Caraibi, mentre ilrischio di inondazionipotrebbe aumentare in Somalia e nelle aree limitrofe. Impatti significativi sono previsti nell’Asia meridionale e sudorientale, dove irischi di siccità, i monsoni irregolari e le inondazioni localizzate potrebbero interrompere la produzione agricola.

Richard Choularton, Direttore del Servizio Clima e Resilienza del WFP, ha sottolineato che l’Agenzia ha intensificato i programmi di azione preventiva in 18 Paesi, raggiungendo finora oltre 1,3 milioni di persone con aiuti in denaro e altre forme di assistenza per far fronte a eventi meteorologici estremi.

In copertina: Alveo asciutto del fiume Mandrare presso la città di Amboasary, nella regione di Anosy, nel sud del Madagascar, lungo 270 km. Foto scattata il 27 luglio 2026 29 da Marco Frattini/WFP

 

 

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