Territorio e paesaggio

Suolo sicuro: è sicurezza della vita

Un rapporto pubblicato alla COP30 di Belèm ha messo in rilievo l’importanza di avere un suolo sano, non come una variabile agricola, ma come risorsa per la sicurezza planetaria, collegando l’ambiente, l’economia e il benessere umano. Anche in termini di mitigazione climatica, i suoli sono serbatoi di carbonio se sani, ma potrebbero rilasciare emissioni qualora degradati.  

Riconoscere il suolo come una risorsa strategica, la cui capacità e condizione sono alla base di ogni importante obiettivo di sostenibilità.

È, questo il messaggio del Rapporto Secure Soil, Save Life”, presentato il 19 novembre 2025 in occasione della Giornata dell’Agricoltura alla COP30 di Belèm e in vista della Giornata Mondiale del Suolo (5 dicembre 2025) che quest’anno ha per tema “Healthy Soils for Healthy Cities” (Suoli Sani per Città Sane), per sottolineare il legame imprescindibile tra la qualità del suolo e il benessere delle popolazioni urbane.

Il Rapporto si basa sulle conclusioni di una serie di riunioni di esperti internazionali del mondo della scienza, del diritto e della politica per trasmettere un messaggio unificato: le condizioni dei suoli del mondo definiranno le condizioni del nostro futuro.

Redatto congiuntamente da Aroura, think tank sulla sicurezza del suolo fondato nel 2024, in seguito al Global Soil Security Summit tenutosi a Sydney, il cui nome deriva dal greco omerico che significa “terra arabile”, IUCN – World Commission on Environmental Law (WCEL), Gruppo di Specialisti in Diritto del Suolo e dell’Agricoltura Sostenibile dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, che si propone di promuovere lo sviluppo e rafforzare l’attuazione di leggi e politiche sulla sicurezza del suolo, e Save Soil, movimento popolare globale lanciato da Conscious Planet per avviare un approccio consapevole alla salute del suolo e del Pianeta e per affrontare il rapido degrado dei suoli agricoli, supportato dall’ONU, il Rapporto costituisce un Quadro che offre una soluzione pratica.

Riconoscendo che il suolo è una risorsa strategica, la cui capacità e condizione sono alla base di ogni importante obiettivo di sostenibilità, e l’immenso valore economico delle sue funzioni del suolo, stimato in oltre 11.000 miliardi di dollari all’anno, che rischia di scomparire a causa della cattiva gestione e di una visione a breve termine, riformula il concetto di suolo non come una variabile agricola, ma come una risorsa per la sicurezza nazionale e planetaria, che collega l’ambiente, l’economia e il benessere umano.

Per la prima volta, abbiamo un modo per andare oltre il parlare di suolo in astratto Julio C. Pachón-Maldonado, Ricercatore post-dottorato in Sicurezza del Suolo all’Istituto dell’Agricoltura dell’Università si Sidney – il Quadro per la Sicurezza del Suolo è un piano. Ci fornisce 115 modi concreti per proteggere il suolo, collegando le sue 23 funzioni, i servizi (quel che fa per noi) e le minacce al suolo (le principali cause che ne riducono le funzioni e i servizi) alle dimensioni che ne determinano effettivamente il destino: quella scientifica, l’economica, la legale e il nostro legame umano con esso“.

Il suolo è l’infrastruttura silenziosa del pianeta. Nutre quasi tutti, filtra l’acqua, regola il clima e sostiene la biodiversità, eppure è rimasto pressoché invisibile nelle politiche globali. Decenni di incuria hanno degradato tra un quinto e due quinti delle terre emerse, erodendo la risorsa stessa che garantisce la sicurezza alimentare, la stabilità economica e la pace. Le conseguenze vanno ben oltre l’agricoltura; plasmano la resilienza nazionale e la stabilità globale.

Il Rapporto segnala, inoltre, che i suoli immagazzinano circa 2.822 gigatonnellate di carbonio nello spessare di un metro, in aumento rispetto alle precedenti stime di circa 1.500 gigatonnellate, e che il 27% delle emissioni di carbonio necessarie per mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C può essere sequestrato dai suoli in buone condizioni, l’equivalente di circa 3,38 gigatonnellate di anidride carbonica (Gt CO2) all’anno. 

Eppure, questo pozzo di carbonio è in pericolo: se si continuasse con gli attuali ritmi il degrado del suolo potrebbe rilasciare nell’atmosfera 4,81 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno. Le attuali emissioni di CO2 derivanti dal degrado dei suoli statunitensi equivalgono a circa 75 milioni di automobili, mentre se venisse rilasciato l’1% del carbonio presente nei suoli europei, ciò equivarrebbe alle emissioni annuali di 1 miliardo di automobili. 

Il problema del degrado del suolo oggi e le proiezioni catastrofiche per il futuro (mappe create da Save Soil, utilizzando i dati dell’UNCCD (2019) e una stima del GEF (2024). Fonte: Secure Soil, Save Life Report, 2025)

Sviluppi recenti, tra cui il mandato alla IUCN per lo sviluppo di uno strumento giuridico globale per la sicurezza del suolo in occasione delCongresso Mondiale per la Conservazione della Natura(Abu Dhabi, 9 – 15 ottobre 2025), l’approvazione definitiva della Legge sul Monitoraggio del Suolo dell’UE (23 ottobre 2025) e la recente (6 novembre 2025) approvazione di una Legge Modello sulla gestione sostenibile del suolo da parte del Parlamento Panafricano (PAP), stanno segnalando che è in atto un cambiamento profondo e che il dibattito si sta spostando dalla crisi al coordinamento, da iniziative isolate a una visione integrata del suolo come fulcro in cui convergono le soluzioni per il clima, l’alimentazione e l’acqua.

L’invito all’azione è chiaro: proteggere il suolo non è solo una questione di conservazione, ma di continuità. Considerando il suolo una risorsa strategica condivisa, le nazioni possono proteggere le proprie economie, rafforzare la resilienza e offrire alle generazioni future una base stabile su cui costruire. La sicurezza del suolo, in definitiva, è la sicurezza della vita stessa.

Il suolo non è semplicemente la terra sotto i nostri piedi, è un parente vivente, un maestro e il fondamento del nostro futuro – ha ricordato Hanieh Moghani, esperta e Vicepresidente del Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene (UNPFII) – Radicata nella conoscenza e nella scienza indigena, la lotta per la sovranità del suolo nei territori in cui viviamo è la lotta per la vita stessa: per proteggere il grembo del pane, il custode dell’acqua e la memoria dei nostri antenati“.

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