Green economy

Green Jobs: al 2029 in Italia serviranno 3,7 milioni di nuovi occupati

A KEY – The Energy Transition Expo (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), nella giornata conclusiva sono stati presentati i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, basati sul Rapporto previsionale 2025-2029, che delineano l’impatto della doppia transizione occupazionale in Italia nel settore energetico. In precedenza, nel corso di un altro evento, sempre nell’ambito del Progetto Green Jobs & Skills, le aziende hanno illustrato le figure professionali e le competenze (tecniche e trasversali) necessarie per affrontare le sfide della transizione ecologica.

La transizione energetica sta cambiando il mercato del lavoro italiano. Nei prossimi 5 anni le imprese avranno bisogno di oltre 3,7 milioni di lavoratori, e per una quota sempre più ampia saranno richieste competenze legate alla sostenibilità e alle tecnologie verdi.

È questo il messaggio centrale emerso dall’incontro “Nuove ‘energie’ per il lavoro di domani: fabbisogni, formazione e imprese”, svoltosi il 6 marzo 2026 aKEY – The Energy Transition Expo(Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026) all’Innovation Districtnell’ambito del progetto “Green Jobs & Skills” l’iniziativa diIEG(Italian Exibition Group), in collaborazione conGreen Factor, rivolta a neolaureati e maturandi di istituti tecnici, giovani professionisti e lavoratori che vogliono orientarsi verso la sostenibilità e alle imprese alla ricerca di talenti.

Siamo orgogliosi di ospitare all’interno di KEY un momento di riflessione così strategico– ha sottolineato Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director, Green & Tech Divisiondi IEG –Con l’Innovation District e il progetto Green Jobs & Skills, Italian Exhibition Group vuole essere il catalizzatore di questo cambiamento, offrendo alle aziende e ai giovani uno spazio di incontro concreto dove la domanda di innovazione incontra l’offerta di competenze specialistiche”. 

Durante l’evento sono stati presentati i dati delSistema Informativo ExcelsiordiUnioncamere, basati sulRapporto previsionale 2025-2029, che delineano l’impatto della doppia transizione occupazionale in Italia nel settore energetico.

L’analisi stima che, nello scenario positivo del quinquennio, il sistema produttivo esprimeràun fabbisogno di oltre 3,7 milioni di occupati, derivanti sia dalla creazione di nuova occupazione sia dalla necessità di sostituire i lavoratori in uscita. Per soddisfare questa domanda complessiva serviranno1,55 milioni di lavoratori per i quali sarà richiesto un livello intermedio di competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green(circa il43% del fabbisogno) e circa760 mila con un livello elevato di queste competenze.

La transizione ecologica e digitale trasformerà profondamente filiere come lecostruzioni, lameccatronica, lamobilitàe l’ICT. In particolare, per la filiera delle costruzioni e infrastrutture si prevede un fabbisogno tra 226 mila e 271 mila lavoratori, mentre la meccatronica richiederà tra 149 mila e 164 mila figure professionali. Anche la mobilità e logistica vedranno una forte domanda, stimata tra 139 mila e 151 mila unità nel periodo considerato.

Quando parliamo di nuove energie per il lavoro di domani non parliamo solo di kilowatt, ma di capitale umano” ha dichiarato Riccardo Cuomo, Responsabile Area politiche del lavoro di Unioncamere –La vera infrastruttura della transizione energetica non sono solo le tecnologie, ma le competenze. I dati ci dicono che le imprese di settori chiave come la meccatronica e le costruzioni devono assumere decine di migliaia di persone: la nostra sfida è mettere in atto strategie di upskilling e reskilling, dentro e fuori le aziende, per colmare questo fabbisogno”.

Parallelamente, la domanda di competenze digitali coinvolgerà 2,2 milioni di lavoratori, con oltre910 mila professionisti chiamati a possedere un “e-skill mix” avanzato.

All’evento hanno partecipato esperti di altissimo profilo:Marco Damiano(Unioncamere-Dintec),Giulia Monteleone(ENEA),Umberto Naviglia(GSE),Domenico Repetto(MASE) eClaudia Greco(ISPRA). Il dibattito è stato arricchito dai contributi diPatrizia Lombardi(Politecnico di Torino e RUS),Luigi Di Marco(ASviS),Stefano Armenia(Osservatorio formazione green),Giampiero Monetti(IT ACADEMY dell’energia -ITS ITALY) eClaudio Cavallotto(Rete di scuole per la mobilità sostenibile).

La transizione energetica sta creando lavoro, ma non un lavoro qualsiasi– ha concluso Marco Gisotti, Coordinatore di Green Jobs & Skills –Sta nascendo una domanda di professioni che mescolano energia, digitale e sostenibilità. Il tema dei prossimi anni non sarà ‘se’ ci sarà lavoro, ma se sapremo formare abbastanza persone con le competenze giuste. Percorsi come la Scuola di Alta Formazione per la Transizione Energetica (SAFTE) e la sinergia con le Università e gli ITS sono fondamentali per tradurre i dati in opportunità reali per i giovani”. 

In precedenza, sempre nell’ambito delProgetto Green Jobs & Skills, si è svolto “WE WANT YOU! Le imprese si presentano al mondo del lavoro”, una sessione per studenti, professionisti e giovani talenti che desiderano orientare la propria carriera verso i settori più innovativi e sostenibili del futuro. Con un format dinamico e orientato alla concretezza,ogni aziendaha avuto a disposizione un “pitch” di10 minuti per illustrare la propria missione, soprattutto, permappare con chiarezza le figure professionali e le competenze (tecniche e trasversali) necessarie per affrontare le sfide della transizione ecologica.

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