Biodiversità e conservazione

Foreste: ripristino è la strada da percorrere per un futuro sostenibile

Il Rapporto di punta biennale della FAO “Stato delle foreste mondiali” si concentra quest’anno sul ripristino delle foreste e dei paesaggi, quale soluzione primaria per la regolazione del clima, la conservazione della biodiversità, la neutralità del degrado del suolo e per sistemi agroalimentari produttivi.

Il ripristino delle foreste e del paesaggio è una risposta economicamente vantaggiosa alle sfide legate alla sicurezza alimentare, alla biodiversità, al clima e ad altri aspetti dello sviluppo.

È il messaggio che lancia l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) che ha pubblicato il Rapporto biennale sullo Stato delle Foreste Mondiali (SOFO 2026), nella giornata inauguraledel in occasione della giornata inauguraledella 28ª sessione del Comitato per le Foreste (COFO), il massimo organo intergovernativo globale in materia di foreste, che guida il lavoro della FAO e promuove la collaborazione internazionale, il dialogo politico e la consulenza tecnica sulle questioni forestali, che si tiene a Roma dal 28 settembre al 2 ottobre 2026 e che ha per tema “Stato delle Foreste Mondiali. Ripristino delle foreste e dei paesaggi: la via da seguire per un futuro sostenibile”.

“Il rapporto sullo stato delle foreste mondiali al 2026 chiarisce che il ripristino delle foreste e del paesaggio è più di una priorità ambientale: è un investimento strategico in sistemi agroalimentari resilienti e nello sviluppo rurale– ha scritto nella Prefazione al rapporto il Direttore generale della FAO,QU Dongyu–La finestra di opportunità per intervenire si sta restringendo, e un ripristino ritardato o mal progettato aumenterà i costi a lungo termine, aggraverà le disuguaglianze e rischierà di vincolare i paesaggi a traiettorie insostenibili“.

Leforeste coprono 4,14 miliardi di ettari (circa il 32% della superficie terrestre),immagazzinano 714Gton. di carbonio e ospitano fino all’80% della biodiversità terrestre mondiale. Sono inoltre alla base di sistemiagroalimentari resilienti, dato chequasi un terzo della popolazione mondiale dipende da foreste e alberi per la sicurezza alimentare e il sostentamento.

Tuttavia, si stima che tra il 1990 e il 2025 siano andatipersi a causa della deforestazione 489 milioni di ettari di foresta, mentreoltre 460 milioni di ettari sono degradati in tutto il mondo. Complessivamente, 1,56 miliardi di ettari di terreno sono degradati, a causa della crescita demografica, del cambiamento di uso del suolo e della crescente domanda di risorse naturali.

Allo stesso tempo, le minacce si stanno intensificando.Ogni anno, circa 127 milioni di ettari di foresta vengono colpiti dagli incendi, con ulteriori danni causati da insetti, malattie ed eventi meteorologici estremi.

Con l’aumento della domanda di prodotti forestali e la crescente pressione sulle risorse naturali dovuta alla competizione per i terreni, il SOFO sostiene la necessità diripristinare su larga scala le foreste e i paesaggi degradati, sottolineando che l’inazione comporta un onere economico di gran lunga maggiore rispetto al ripristino.

A livello globale, l’impatto annuale delmancato ripristino degli ecosistemi degradati è stimato tra 878 miliardi e 6,3 trilioni di dollari, pari al 2-8,3% del PIL annuo, a seconda dell’ambito di valutazione.

Il ripristino di oltre un miliardo di ettari di terreni degradati, d’altro canto, potrebbe generare benefici per 1.800 miliardi di dollari all’anno, tra cui unamaggiore biodiversità, unamigliore regolazione delle risorse idrichee suoli più sani. Il Rapporto rileva cheinvestire 2.600 miliardi di dollari in 15 anninella lotta al degrado del suolo e nella mitigazione della siccità potrebbe produrre unritorno sociale di 8 a 1. In condizioni favorevoli, il ripristino può generare un ritorno sull’investimento fino a 30 dollari per ogni dollaro investito, creando, al contempo, posti di lavoro, rivitalizzando i sistemi produttivi e sostenendo una crescita resiliente. I benefici si estendono oltre il reddito, includendo unmiglioramento del benessere, unamaggiore coesione socialee lapreservazione dell’identità culturale e dei sistemi di conoscenza.

Benefici generati dagli interventi di ripristino delle foreste e dei paesaggi in diversi contesti paesaggistici.Questa immagine illustra i risultati di un’indagine in cui è stato chiesto a esperti di ripristino di individuare i benefici associati a diversi interventi in vari paesaggi. I benefici descritti presuppongono che la progettazione e gli esiti del ripristino siano ottimali; si ritiene che essi si manifestino qualora gli interventi vengano eseguiti correttamente e nelle condizioni appropriate. Poiché gli interventi nei diversi paesaggi offrono benefici specifici alle popolazioni che vi risiedono, tali benefici possono essere percepiti in modo diverso dai beneficiari a seconda della loro vicinanza agli interventi stessi (Fonte: The State of the World’s Forests, 2026).

Ampliamento delle soluzioni
Sono in corso progressi, e ilripristino su larga scala è sempre più riconosciuto come cruciale per raggiungere gli obiettivi globali in materia di neutralità del degrado del suolo, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità e fine della fame.

Tra i 18 casi studio analizzati nel rapporto, alcuni esempi di progetti di ripristino ambientale di rilievo includono laGrande Muraglia Verde per il Saharae il Sahel, ilProgramma dei Tre Nord della Cinae ilPatto trinazionale per la Foresta Atlantica, tra Argentina, Brasile e Paraguay. Tuttavia, i progressi rimangono insufficienti, con solo 206,5 milioni di ettari di foreste attualmente in fase di ripristino.

Il Rapporto individua4 percorsi che si rafforzano a vicenda per ampliare la realizzazione di restauri di alta qualità:
– le persone devono essere al centro, garantendo che i loro diritti, le loro conoscenze e le loro priorità influenzino i risultati del restauro;
–il ripristino deve essere pianificato e attuato su scala paesaggistica, bilanciando conservazione, produzione e mezzi di sussistenza attraverso approcci specifici al contesto;
–il finanziamento deve essere commisurato alla realtà del restauro; è necessario mobilitare risorse pubbliche e private per sostenere risultati di alta qualità a lungo termine;
–politiche, leggi e quadri istituzionali coerenti sono fondamentaliper consentire il restauro su larga scala e garantirne la sostenibilità nel tempo.

“Gli anni che ci separano dal 2030 devono essere caratterizzati da un’attuazione di alta qualità: un’espansione del ripristino delle foreste e del paesaggio che sia incentrato sulle persone, basato su dati scientifici e supportato da politiche coerenti– ha concluso il Direttore generale della FAO –Sono fiducioso che, attraverso un’azione collettiva e un impegno condiviso, potremo ripristinare su larga scala i terreni degradati e costruire un futuro migliore per tutti”.

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