2 Luglio 2022
Biodiversità e conservazione Cambiamenti climatici Clima Flora

Foreste: un approccio olistico per gli obiettivi climatici del settore

Uno studio congiunto di FAO e UNECE fornisce un’analisi trasparente e obiettiva per aiutare gli Stati membri dell’UNECE a raggiungere il necessario equilibrio e le inevitabili mediazioni affinché le foreste della Regione possano svolgere il ruolo di sequestrare il carbonio e di aumentare, al contempo, la produzione di nuovi prodotti innovativi che possano sostituire i materiali ad alta intensità di emissioni utilizzati nell’edilizia, nel tessile e nella generazione di energia.  

Gli impatti dei cambiamenti climatici sulle foreste saranno profondi, ma al contempo i modelli globali per la riduzione delle emissioni si basano sulla capacità delle foreste di sequestrare il carbonio e di aumentare la produzione di nuovi prodotti innovativi che possano sostituire i materiali ad alta intensità di emissioni utilizzati nell’edilizia, nel tessile e nella generazione di energia.

Lo evidenzia il nuovo Rapporto “Forest Sector Outlook 2020-2040” della Commissione forestale europea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e del Comitato delle foreste e dell’industria forestale (COFFI) della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa (UNECE), lanciato nel corso della VI edizione della Settimana Europea delle Foreste (22-28 novembre 2021) e Foresta2021 (Roma, 22-25 novembre 2021) che per la prima volta copre l’intera regione UNECE (Europa, Regione caucasica e Asia Centrale).

Lo Studio costituisce uno strumento politico olistico e basato su prove per supportare la sostenibilità delle catene di approvvigionamento e contribuire al contempo agli sforzi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici globali, come prevede “Il Decennio per il Ripristino dell’Ecosistema (2021-2030)“.

L’anno 2020 ha portato con sé una nuova realtà che la maggior parte del mondo non aveva mai immaginato e per la quale la maggior parte di noi non era preparata – ha affermato Vladimir Rakhmanin, Vicedirettore Generale della FAO e Rappresentante Regionale per l’Europa e l’Asia Centrale – Mentre la ripresa economica e sociale dalla pandemia di COVID-19 rimane una sfida, la ‘ripresa verde’ è un’opportunità da non perdere. Questo studio di prospettiva aiuterà a rafforzare gli sforzi per una produzione e un commercio più sostenibili dei prodotti forestali, decisivi per progredire verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dell’Accordo di Parigi”.

.Alla COP26 di Glasgow, l’impegno sottoscritto dai leader di 130 Paesi che nell’insieme rappresentano il 90% delle foreste mondiali, di fermare la deforestazione e il degrado del suolo entro il 2030 costituisce un buon segnale per una gestione sostenibile delle foreste. Raggiungere questo obiettivo è tuttavia un compito complesso. Le strategie per combinare gli sforzi di mitigazione e adattamento sostenibili in linea con il decennio delle Nazioni Unite per il ripristino dell’ecosistema e gli obiettivi di sviluppo sostenibile devono tener conto dell’aumento dei rischi di eventi correlati ai cambiamenti climatici, come epidemie di parassiti, eventi meteorologici estremi, siccità e incendi boschivi.

Le foreste nella regione dell’UNECE rappresentano il 47% dello stock globale di carbonio forestale e forniscono il 60% del legno tondo industriale mondiale. Mantenere il delicato equilibrio tra conservazione e produzione nel contesto di un clima che cambia richiede un quadro politico olistico.

Lo studio sottolinea che l’aumento di prodotti sostenibili a base di legno per sostituire i materiali ad alta intensità di emissioni nella produzione tessile e nelle costruzioni in legno dovrebbe essere ad emissioni net zero per controbilanciare le emissioni di altri settori tramite l’assorbimento dei pozzi di carbonio forestale.

Affinché le foreste della regione possano svolgere la molteplicità di funzioni per sequestrare il carbonio e offrire prodotti sostitutivi, c’è bisogno di un adeguato e complesso equilibrio.

Proprio per attuare le mediazioni necessarie, massimizzando il potenziale di innovazione e riconoscendo il ruolo centrale che le foreste svolgono nell’equazione del carbonio globale, lo studio fornisce un’analisi trasparente e obiettiva per aiutare gli Stati membri dell’UNECE a raggiungere il necessario equilibrio e le inevitabili mediazioni.

La domanda di legno e altri prodotti e servizi forestali, tra cui la conservazione della biodiversità e il sequestro del carbonio, è in continuo aumento ed evoluzione – ha osservato Olga Algayerova, Segretaria esecutiva dell’UNECE, sottolineando la tempestività dello Studio – Di conseguenza, le scelte che devono affrontare i gestori forestali e i responsabili politici stanno diventando più complesse. Lo studio sulle prospettive del settore forestale evidenzia le complesse questioni che richiedono un’attenta considerazione per garantire che le pratiche di gestione forestale sostenibili continuino nella regione dell’UNECE nei decenni a venire“.

Lo studio cerca di dare risposte a 6 principali domande che sono state identificate attraverso un processo trasparente e partecipativo:
1.  In che modo i diversi cambiamenti della domanda influenzerebbero il mercato dei prodotti forestali dell’UNECE?
2. In che modo i diversi cambiamenti dell’offerta influenzerebbero i mercati dei prodotti forestali della regione UNECE? 
3. In che modo restrizioni commerciali significative influenzerebbero i mercati dei prodotti forestali della regione UNECE?
4.In che modo le foreste dell’UNECE saranno influenzate dai cambiamenti climatici?
5. In che modo le foreste della regione UNECE e il settore forestale possono contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici? 
6. In che modo le foreste dell’UNECE potrebbero adattarsi ai cambiamenti climatici?

Lo studio non è una previsione di ciò che accadrà in futuro, bensì mette in luce le possibili conseguenze delle scelte politiche e di fattori esterni al settore forestale, in particolare i cambiamenti climatici di origine antropica, richiamando l’attenzione delle parti interessate su:
Perturbazioni e serbatoi forestali
Domanda di terreni per un maggiore sequestro del carbonio da parte delle foreste
Collocazione della sostituzione in un contesto più ampio;
Misure commerciali e; 
– Necessità di un approccio olistico alle strategie e alle politiche a livello di sistema.

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