Economia e finanzaEnergia

Elettricità: in Italia il costo per le famiglie è il doppio delle industrie

Secondo un’analisi della Banca Centrale Europea (BCE), in Italia le famiglie pagano l’elettricità il doppio rispetto alle imprese industriali, con costi maggiori su tutte le componenti della bolletta, oltre che da una persistente instabilità legata alla dipendenza dai combustibili fossili, aggravando la pressione sui bilanci domestici e contribuendo all’infrazione.

In Italia, Germania e Spagna le bollette elettriche delle famiglie costano circa il 100% in più rispetto a quelle delle imprese energivore.

Lo segnala l’analisiDrivers of electricity prices across households and energy-intensive industries and their importance for the EU’s decarbonisation objectives”, pubblicata sul Bollettino economico n. 1 /2026 della Banca Centrale Europea (BCE) e condotta dalla Ricercatrice partecipante al Programma di Laurea presso la BCE,Daniela Arlia, e dall’Economista presso ilClimate Change Centredella BCE,John Hutchinson.

Gli autori sottolineano, come,nonostante l’elettrificazione sia fondamentale per la strategia di decarbonizzazione dell’UE,la domanda di energia elettrica è rimasta sostanzialmente stagnante nell’ultimo decennio, con prezzi rimasti elevati dopo la crisi energetica del 2021-22

Con ilClean Industrial Dealla Commissione UE mira ad aumentare laquota di elettricità nel consumo finale lordo di energia dell’UE dal 23% nel 2024 al 32% entro il 2030. Poiché l’elettricità può essere generata più facilmente da fonti rinnovabili rispetto ad altre forme di energia, aumentarne la quota nel consumo finale di energia è fondamentale per raggiungere gli obiettivi stabiliti dallaDirettiva UE sulle energie rinnovabili(RED III, recepita nell’ordinamento italiano con ilD.lgs. del 9 gennaio 2026).

Secondo i ricercatori della BCE, raggiungere questo obiettivo di consumo potrebbe essere difficile, poiché ilconsumo di elettricità nell’area dell’euro è diminuito del 6,3% tra il 2015 e il 2023(Eurostat, 2026) e nel contempo,i prezzi dell’elettricità rimangono elevati rispetto ai livelli precedenti la crisi energetica del 2021-22, sebbene vi siano notevoli variazioni tra gli Stati membri dell’UE e tra famiglie e imprese.

Gli elevatiprezzi dell’elettricità incidono direttamente sulle famiglie riducendo il potere d’acquisto, ma hanno ancheun impatto sulla competitività delle imprese ad alta intensità energetica.

L’analisi in oggetto esamina lacomposizione dei prezzi dell’energia, ifattori che determinano le differenze di prezzoei recenti modelli di consumo nei cinque maggiori paesi dell’area dell’euro, concentrandosi sulle famiglie e sulle industrie ad alta intensità energetica.

Ne emerge unquadro critico per le bollette energetiche in Italia, caratterizzato da un forte divario tra i costi sostenuti dalle famiglie e quelli delle imprese, oltre a una persistente instabilità legata alla dipendenza dai combustibili fossili

– Famiglie italiane le più penalizzate. L’analisi evidenzia chele famiglie italiane e quelle tedesche pagano l’elettricità a prezzi quasi doppi (fino al 100% in più) rispetto alle industrie energivore.

Prezzi annuali dell’elettricità per le famiglie e le industrie ad alta intensità energetica.
Note: I prezzi dell’elettricità per le famiglie sono calcolati su tutte le fasce di consumo di elettricità. Le industrie ad alta intensità energetica sono classificate secondo la definizione fornita da Dechezleprêtre et al. (2025) e poi abbinate alle relative fasce di consumo secondo la Commissione Europea (Direzione Generale dell’Energia, Commissione Europea et al., 2025). Queste includono (i) la fabbricazione del legno, (ii) la fabbricazione di carta e cellulosa, (iii) la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, (iv) la fabbricazione di prodotti chimici, (v) la fabbricazione di prodotti in gomma e plastica, (vi) la fabbricazione di altri prodotti minerali non metallici, (vii) la fabbricazione di metalli preziosi di base e altri metalli non ferrosi, (viii) l’estrazione di petrolio greggio e gas naturale e (ix) l’estrazione di minerali metalliferi (Fonte, BCE, 2026)

– Contesto italiano critico.Nel 2025, i prezzi al consumo di energia elettrica e gas in Italia sono rimasti nettamente superiori (circa il 46% in più) rispetto alla media del 2021, il periodo precedente alla crisi energetica.

Perdita di potere d’acquisto.I prezzi elevati dell’energia pesano fortemente sul potere d’acquisto delle famiglie italiane.

Instabilità dei prezzi (2026): Nonostante un calo nel 2025, ad inizio 2026 si è registrata una risalita del prezzo dell’elettricità (PUN) su base mensile, indicando una persistente “viscosità” dei prezzi retail rispetto alla discesa delle quotazioni all’ingrosso.

Prospettive inflazione ed energia.Le proiezioni della BCE per il 2026-2027 prevedono un rallentamento dell’inflazione energetica, ma con rischi al rialzo nel lungo periodo (2028) a causa dell’implementazione dell’ETS2 (sistema di scambio di emissioni UE). 

Note: I costi ETS nei diversi Paesi sono stati calcolati utilizzando i prezzi ETS del 2024 (65 € per tonnellata di CO2) moltiplicati per la quantità di emissioni di gas serra per kW di elettricità nello stesso anno in ciascun Paese. Questi valori sono stati utilizzati per calcolare la quota relativa dei costi ETS sul prezzo complessivo dell’elettricità per le famiglie e le industrie ad alta intensità energetica in ciascun Paese (Fonte, BCE, 2026).

L’impatto dei costi del sistema ETS sui prezzi dell’elettricità è meno significativo nei paesi con una produzione di elettricità a minore intensità di carbonio– sottolineano gli autori dell’analisi –L’intensità di carbonio è diminuita notevolmente con il passaggio dei paesi dal carbone a combustibili più puliti e, dal 2010, alle energie rinnovabili. La Francia ha la più bassa intensità di emissioni di gas serra nella produzione di energia elettrica, grazie alla sua consolidata dipendenza dall’energia nucleare. Al contrario, i paesi con un’intensità di carbonio relativamente elevata subiscono maggiori pressioni sui costi derivanti dal sistema ETS, il cui contributo al prezzo dell’elettricità può raggiungere il 9%. Questa quota tende a essere più elevata per le aziende ad alto consumo energetico, poiché i costi dell’energia e delle forniture rappresentano una quota maggiore della loro bolletta elettrica”.

In conclusione, la BCE avverte che, sebbene l’inflazione complessiva sia in calo,i costi energetici per i consumatori finali in Italia restano elevati e strutturalmente superiori a quelli delle industrie, aggravando il divario tra i due settori.

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