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Diete basate sul Pianeta: per riparare ai danni su clima e biodiversità

Il WWF ha pubblicato un Rapporto per aiutare le persone e i responsabili politici ad adottare diete basate sul Pianeta, in grado di innescare una vasta gamma di benefici ambientali sia nei confronti del clima sia della biodiversità, nonché sulla salute umana.

Nell’aprile 2016, nel quadro dell’Agenda al 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel settembre 2015, è stata proclamata la Decade di azione sulla Nutrizione delle Nazioni Unite (UN Decade of Action on Nutrition), con l’obiettivo di eliminare la fame e la malnutrizione in tutte le sue forme (malnutrizione per difetto, carenza di micronutrienti, sovrappeso e obesità) e ridurre il peso delle malattie non trasmissibili (NCD) legate alla dieta in tutte le fasce d’età.

Purtroppo, non siamo sulla buona strada per raggiungere questi obiettivi, come sottolinea il WWF che ha pubblicato il RapportoBending the Curve: The Restorative Power of Planet-Based Diets” (Invertire la rotta: il potere riparatore delle diete basate sul Pianeta) con l’obiettivo di aiuterà le persone e i responsabili politici a comprendere l’impatto sulla salute e sull’ambiente delle loro diete.

Come riconosciuto al recente Vertice delle Nazioni Unite sulla Biodiversità, la crisi climatica e la distruzione della natura, entrambe determinate in modo significativo dal nostro sistema alimentare, lasciano l’umanità in uno stato di emergenza planetaria. Sullo sfondo della pandemia in corso, è diventato più importante che mai adottare diete più sane e più ponderate. I principali motori delle malattie infettive emergenti, come il Covid-19, hanno dimostrato di essere la conversione insostenibile della terra per l’agricoltura, l’allevamento intensivo e il commercio illegale di fauna selvatica, spesso per il consumo umano. È necessario cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo per fornire a tutti un futuro sano e sostenibile

Il Rapporto ha scoperto che il passaggio a diete basate sul Pianeta offre elevati benefici per la salute umana e bassi impatti ambientali, in grado di ridurre di almeno il 30% le emissioni globali di gas serra correlate alla produzione di cibo, fino al 46% la perdita di fauna selvatica, del 40% il consumo di suolo, del 20% le morti premature.

Seguire un modello alimentare amico del Pianeta può innescare una vasta gamma di benefici ambientali sia nei confronti del clima sia della biodiversità, che possono tuttavia manifestarsi in maniera differente nei vari Paesi del mondo e devono essere esaminati in maniera specifica per ciascun Paese.

Come richiesto dalla piattaforma Planet-Based Diets (Diete basate sul Pianeta) il WWF ribadisce la necessità di inserire i sistemi alimentari nella revisione dei contributi nazionali (NDCs) per la mitigazione dei cambiamenti climatici, prevista dall’Accordo di Parigi.

Anche le Linee guida nazionali per l’alimentazione (NDG), strumenti importanti per modificare le abitudini alimentari e ponte tra le linee guida globali per l’alimentazione e il contesto locale, dovrebbero essere riviste ed aggiornate.

Il WWF raccomanda 5 azioni strategiche per passare da un mondo che sfrutta il Pianeta a uno che ripristina invece natura e persone:
1.invertire la perdita di biodiversità;
2. rispettare il budget di carbonio del settore alimentare;
3. nutrire l’umanità senza ulteriore espansione dei terreni agricoli;
4. raggiungere emissioni negative;
5. ottimizzare le rese delle colture.
L’applicazione a livello nazionale di queste azioni strategiche attraverso un cambio di dieta è fondamentale per costruire un sistema alimentare che abbia un impatto positivo sulla natura che aiuti a fermare la perdita di biodiversità per il bene delle persone e del Pianeta.

“I cambiamenti dietetici avvengono a livello locale, quindi per noi era importante tradurre l’agenda globale in analisi attuabili a livello nazionale – ha affermato Brent Loken, Global Food Lead Scientist del WWF e autore principale del rapportoNon esiste una soluzione unica per tutti. Ad esempio, in alcuni Paesi è necessaria una significativa riduzione del consumo di alimenti di origine animale, mentre in altri potrebbe essere necessario un aumento per affrontare il problema della denutrizione. La salute e l’ambiente devono essere considerati insieme. Il nostro calcolatore di impatto e azione aiuterà i Paesi a comprendere meglio gli impatti dei cambiamenti dietetici, in modo che possano fornire a tutti i loro cittadini diete che sono buone sia per le persone che per il Pianeta”.

Affinché tutti si sentano coinvolti, il WWF ha anche messo a disposizione un calcolatore online (Planet-Based Diets Impact & Action Calculator) per identificare i comportamenti corretti che ognuno di noi può applicare a tavola per osservare diete basate sul pianeta (qui la dieta per l’Italia). Mangiare, e scegliere responsabilmente come farlo, quindi, non è solo un atto politico, ma anche un gesto ecologico.


“Non riuscire a cambiare la nostra dieta sta avendo un impatto drammatico sulla nostra salute, natura, clima e altri aspetti dello sviluppo socio-economico – ha dichiarato il Global Leader of WWF’s Food Practice João Campari – I sistemi alimentari sono il motore principale della perdita di biodiversità. Negli ultimi 50 anni, le popolazioni di specie sono diminuite in media del 68% e la produzione alimentare ha causato il 70% della perdita di biodiversità sulla terra e il 50% nell’acqua dolce. Se vogliamo realizzare sistemi alimentari che proteggano la natura, fornendo a tutti abbastanza cibo nutriente e sano, abbiamo bisogno di un livello di collaborazione senza precedenti per fornire urgentemente transizioni alle diete basate sul Pianeta”.


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