8 Agosto 2022
Agroalimentare Cibo e alimentazione

Diet Gap: l’indicatore per misurare l’inadeguatezza dei sistemi alimentari

Ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino in uno Studio pubblicato su Nature Food, tramite l’indicatore Diet Gap, hanno messo in evidenza l’insostenibilità degli attuali sistemi alimentari globali.

È possibile garantire una dieta sana per una popolazione futura di 10 miliardi di persone rispettando le soglie di sostenibilità del Pianeta?

Le abitudini alimentari sono peculiari del Paese in cui si vive e possono essere molto diverse da quelle di altri Paesi per ragioni legate al contesto storico, religioso, culturale, economico e sociale: siamo quello che mangiamo“.

La Commissione EAT-Lancet che ha riunito 37 dei principali esperti mondiali di nutrizione e sostenibilità, dopo 2 anni di studi sui fabbisogni nutrizionali umani e sui livelli di sostenibilità, ha formulato la dieta sana per la salute umana e per quella del Pianeta.

Per misurare l’inadeguatezza dei sistemi alimentari attuali dal punto di vista della salute e della sostenibilità, nello Studio Compliance with EAT–Lancet dietary guidelines would reduce global water footprint but increase it for 40% of the world population”, pubblicato il 31 gennaio 2022 sulla rivista Nature Food, Marta Tuninetti, Luca Ridolfi e Francesco Laio del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino, propongono l’indicatore Diet Gap.

Secondo le indicazioni della Commissione EAT-Lancet, dovremmo limitare il nostro consumo settimanale di carne rossa a un massimo di 200 grammi – commentano gli autori dello Studio – In media globale, tuttavia, superiamo di 2,5 volte questa soglia; in Europa tale soglia viene superata di ben 4 volte, con importanti ripercussioni sulla salute e sull’ambiente. Guardando invece al consumo di legumi il Diet Gap mette in luce un consumo ben inferiore alla quantità ideale (circa 100 grammi al giorno), soprattutto nei Paesi più sviluppati, dove il consumo di ceci, fagioli, lenticchie risulta stagnante e sotto soglia fin dagli anni Sessanta“.

Il consumo di frutta e verdura mostra invece una dinamica più virtuosa – proseguono gli autori – dal momento che in molti Paesi del mondo le soglie suggerite dalla Commissione, 300 grammi di verdura al giorno e 200 grammi di frutta, sono rispettate“.

Tuttavia, gli autori evidenziano la problematica dei cosiddetti Food Deserts, i deserti alimentari che si trovano in alcune città dei Paesi più sviluppati, dove il reperimento di frutta e verdura fresca risulta spesso molto difficile soprattutto per i più poveri.

Applicando un’analisi statistica avanzata, i ricercatori hanno mappato il divario dietetico di 15 alimenti essenziali in 172 paesi dal 1961 al 2018, scoprendo che i Paesi più sviluppati hanno un consumo superiore a quello ottimale di prodotti animali, grassi e zuccheri, ma ottimale per legumi, noci e frutta. I Paesi con un progresso socio-economico limitato, basano la dieta principalmente sui carboidrati e sulle radici amidacee. 

A livello globale, si può osservare un graduale cambiamento verso obiettivi dietetici sani e sostenibili per i frutti di mare, i prodotti lattiero-caseari, il pollame e gli oli vegetali – sottolineano i ricercatori – Mostriamo che se tutti i Paesi adottassero la dieta EAT-Lancet, l’impronta idrica diminuirebbe del 12% a livello globale, ma aumenterebbe per quasi il 40% della popolazione mondiale”.

Nello Studio, gli autori offrono un’ampia panoramica degli approcci utili a innestare la transizione verso a una dieta sana e sostenibile. Tra essi vengono menzionati la sensibilizzazione dei consumatori e una corretta educazione, gli incentivi economici per superare le barriere di accesso a un mercato sano nei deserti alimentari delle città, la tassazione delle bibite gasate

Inoltre il miglioramento della refrigerazione, della trasformazione degli alimenti e l’imballaggio sostenibile offrono un contributo fondamentale per preservare l’ambiente e migliorare la salute pubblica.

Come suggerito dalla Commissione stessa, la dieta EAT-Lancet è stata concepita per essere il più versatile possibile e per includere e promuovere le diverse esperienze culinarie così da imparare nuovi modi di preparare diete sane e piacevoli, come dimostra la raccolta di ricette r consigli alimentari disponibile online su EAT-Forum.

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