22 Ottobre 2021
Economia e finanza Società

Decennio digitale: percorso per la trasformazione digitale dell’UE al 2030

Contestualmente al discorso sullo Stato dell’Unione della Presidente, in cui si indica la volontà di guidare la trasformazione digitale, la Commissione UE ha adottato il Piano per il Decennio digitale per realizzare la trasformazione digitale della società e dell’economia dell’UE entro il 2030.

Nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione tenuto al Parlamento UE il 15 settembre 2021, la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, illustrando le principali iniziative che la Commissione intende intraprendere nel prossimo anno, ha indicato, tra le altre, la volontà di guidare la trasformazione digitale che creerà posti di lavoro e stimolerà la competitività, garantendo nel contempo l’eccellenza tecnica e la sicurezza dell’approvvigionamento.  

“ [Per il mercato unico europeo] Il digitale è, senza alcun dubbio, decisivo. Gli Stati membri condividono questa valutazione: la spesa per il digitale nel NextGenerationEU sforerà addirittura l’obiettivo del 20 %, a riprova dell’importanza di investire nella nostra sovranità tecnologica europea – ha affermato von der Leyen –  Dobbiamo intensificare gli sforzi per definire la nostra trasformazione digitale secondo le nostre norme e i nostri valori”.

Contemporaneamente, la Commissione UE ha presentato il 15 settembre 2021 un piano per realizzare la trasformazione digitale della società e dell’economia dell’UE entro il 2030 (“Path to the Digital Decade”) con l’obiettivo di istituire un quadro di governance basato su un meccanismo di cooperazione annuale con gli Stati membri e volto a conseguire gli obiettivi a livello dell’Unione nei settori delle competenze digitali, delle infrastrutture digitali e della digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.

Per la Commissione UE la proposta di un percorso per il decennio digitale è sostenuta dai risultati di diverse consultazioni in cui i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni, gli Stati membri, l’industria e varie organizzazioni hanno condiviso le loro opinioni sugli elementi necessari per conseguire la trasformazione digitale europea,  nell’ambito delle discussioni seguite alla Comunicazione dello scorso marzo sulla Bussola per il digitale 2030, in cui ha presentato la sua vision per la piena digitalizzazione dell’UE da conseguire entro la fine dell’attuale decennio, proponendo una serie di obiettivi digitali concreti nei settori delle competenze, delle infrastrutture, delle imprese e dei servizi pubblici.

La visione europea per un futuro digitale è una visione in cui la tecnologia conferisce maggiore potere alle persone -ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per “Un’Europa pronta per l’era digitale” – Proponiamo pertanto un piano concreto per realizzare la trasformazione digitale, per un futuro in cui l’innovazione opera a vantaggio delle imprese e delle nostre società. Puntiamo a istituire un quadro di governance basato su un meccanismo di cooperazione annuale e volto a conseguire gli obiettivi nei settori delle competenze digitali, delle infrastrutture digitali e della digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici“.

La pandemia ha posto in evidenza il ruolo centrale della tecnologia digitale per la costruzione di un futuro sostenibile e prospero. In particolare la crisi ha messo in luce un divario tra le imprese digitalmente mature e quelle che devono ancora adottare soluzioni digitali, evidenziando, peraltro, le differenze tra le zone urbane ben collegate e le zone rurali e remote. La digitalizzazione offre svariate nuove opportunità anche sul mercato europeo, dove nel 2020 sono rimasti vacanti oltre 500 000 posti di esperti di cibersicurezza e di dati. Secondo la Commissione UE, In linea con i valori europei, il percorso per il decennio digitale dovrebbe rafforzare la nostra leadership digitale e promuovere politiche digitali antropocentriche e sostenibili che consentano ai cittadini e alle imprese di svolgere un ruolo più incisivo.

Negli ultimi anni il progresso digitale negli Stati membri è stato molto disomogeneo. È emersa la tendenza per cui i Paesi che progredivano a un ritmo lento cinque anni fa hanno continuato a progredire lentamente fino a oggi. Il nuovo percorso per il decennio digitale prevede una cooperazione strutturata per collaborare al conseguimento degli obiettivi concordati, pur prendendo atto dei diversi punti di partenza tra gli Stati membri.

Nello specifico, la Commissione UE propone di avviare un meccanismo di cooperazione annuale con gli Stati membri che consiste in:
– Un sistema di monitoraggio strutturato, trasparente e condiviso basato sull’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) per misurare i progressi compiuti da ciascun Paese membro verso ciascuno degli obiettivi per il 2030.

– Una relazione annuale sullo “Stato del decennio digitale”, in cui la Commissione valuterà i progressi compiuti e raccomanderà eventuali azioni.
Tabelle di marcia strategiche pluriennali per il decennio digitale per ciascuno Stato membro, in cui gli Stati membri delineeranno le politiche e le misure adottate o previste a sostegno degli obiettivi per il 2030.
– Un quadro strutturato annuale per discutere e affrontare l’aspetto dei settori in cui i progressi sono insufficienti, con raccomandazioni e impegni congiunti tra la Commissione e gli Stati membri.
– Un meccanismo per sostenere l’attuazione dei progetti multinazionali, progetti su vasta scala che dovrebbero contribuire al raggiungimento degli obiettivi della trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030, che nessuno Stato membro potrebbe sviluppare da solo. Tali progetti consentiranno agli Stati membri di collaborare e mettere in comune le risorse per sviluppare capacità digitali in settori fondamentali per rafforzare la sovranità digitale dell’Europa per alimentare la ripresa del continente. La Commissione ha individuato un primo elenco di progetti multinazionali, articolato in diversi settori di investimento: infrastrutture di dati, processori a basso consumo, comunicazione 5G, calcolo ad alte prestazioni, comunicazione quantistica sicura, pubblica amministrazione, blockchain, poli di innovazione digitale e investimenti nelle competenze digitali delle persone.

L’Europa è intenzionata ad assumere un ruolo guida nella corsa tecnologica mondiale – ha sottolineato a sua volta Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno – Fissare gli obiettivi per il 2030 è stato un passo importante, ma ora dobbiamo ottenere risultati concreti. Dobbiamo fare in modo che l’Europa non si trovi in una posizione di grande dipendenza negli anni a venire, altrimenti resteremo troppo esposti alle fluttuazioni a livello mondiale e perderemo opportunità di crescita economica e creazione di posti di lavoro. Credo in un’Europa con un ruolo di leader sui mercati del futuro e non di semplice subappaltatrice“.

È prevista una nuova struttura giuridica – il Consorzio per l’infrastruttura digitale europea (EDIC) – che consentirà di avviare e attuare i progetti multinazionali rapida

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