Cambiamenti climatici

COP30: appello del Presidente per la presentazione degli NDC

Il Presidente designato per la Conferenza delle Parti (COP) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) rivolge un accorato appello ai Governi affinché presentino i propri piani aggiornati (NDC) per la riduzione delle emissioni per contrastare i cambiamenti climatici al fine di poter predisporre il rapporto di sintesi per fornire ai negoziatori alla COP30 di Belém le informazioni aggiornate. Secondo Climate Action Tracker, che ha monitorato a giugno i Piani dei circa 40 Paesi che avevano presentato i propri NDC fino a quel momento, solo quello del Regno Unito era in linea con il target dell’Accordo di Parigi.

Mentre abbiamo superato il traguardo dei 100 giorni prima della COP30, circa quattro quinti (4/5) dei membri dell’Accordo di Parigi non hanno ancora presentato i nuovi NDC per il 2035. Le parti sanno quanto sia importante che l’UNFCCC riceva i Contribuiti Nazionali Determinati (NDC) in tempo utile affinché siano inclusi nel rapporto di sintesi. Nessuna azione è una dimostrazione più forte dell’impegno verso il multilateralismo e il regime climatico degli NDC che i nostri paesi presentano come determinazione nazionale a contribuire all’Accordo di Parigi. Innanzitutto, gli NDC sono la dimostrazione dell’impegno dei governi nei confronti dei loro cittadini. L’evento di alto livello che sarà organizzato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite il 24 settembre 2025, a margine dell’80a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA80), fornirà un’importante piattaforma per i paesi che non lo hanno ancora fatto per svelare i nuovi obiettivi per il 2035 come dimostrazione definitiva del loro sostegno alla COP30, al regime climatico multilaterale e ad un futuro più prospero. Il Brasile, paese ospitante della COP30, ha esortato i paesi a rafforzare i propri piani di riduzione delle emissioni in vista di una proroga importante della scadenza prevista il mese prossimo, dopo che solo 13 nazioni su 195 hanno rispettato la scadenza precedente”.

È l’accorato appello del Presidente designato dellaCOP30(Belém 10-21 novembre 2025), il diplomaticoAndré Aranha Correa do Lagoche ha inviato unaletteraai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) per adempiere agli impegni assunti con l’Accordo di Parigi, che prevedono la presentazione di piani ambiziosi di riduzione delle emissioni per contrastare i cambiamenti climatici, meglio noti come Contributi Determinati a Livello Nazionale (NDC), da aggiornare ogni cinque anni.

La scadenza per la presentazione di NDC aggiornati erafebbraio 2025, ma è stata prorogata al 25 settembre, in coincidenza con l’annuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite (22 – 30 settembre 2025) dopo chesolo 13 dei 195 Paesi avevano presentato i loro progetti, tra cui alcuni maggiori emettitori al mondo, come laCina, l’UE, ilSudafrica, l’Iran, mentre gliStati Uniti, il 2° più grande emettitore, usciranno formalmente dall’Accordo di Parigi nel gennaio 2026, un anno dopo la presentazione della lettera formale di ritiro presentata dall’Amministrazione Trump.

Lungi dal rappresentare semplici obiettivi climatici per il 2035, i nostri NDC rappresentano la visione del nostro futuro comune– ha sottolineato il Presidente della COP30 –Sono veicoli di cooperazione, che ci consentono di realizzare questa visione insieme. Se l’immagine mostrata dagli NDC si rivela deludente, è nostra responsabilità collettiva convertirla in un’immagine che garantisca un pianeta vivibile, protegga tutte le economie e migliori gli standard di vita e le opportunità di vita per tutti i popoli, per tutte le generazioni“,

Sulla base dei nuovi NDC presentati, il Segretariato UNFCCC compilerà un rapporto di sintesi per fornire ai negoziatori a Belém le informazioni più recenti disponibili. Ilprecedente Rapporto di Sintesi , redatto per la COP29 di Baku aveva evidenziato solo progressi marginali al 2030, conuna proiezione della temperatura globale, se pienamente attuati, compresa tra 2,1 e 2,8 °C in più al 2100.

SecondoClimate Action Tracker, progetto scientifico indipendente che monitora le azioni dei governi in materia di clima e le confronta con l’obiettivo concordato a livello globale dell’Accordo di Parigi, che ha aggiornato sui progressi in materia di clima durante iBonn Climate Talksdi metà anno (16 – 26 giugno 2025)nessuno dei nuovi Piani presentati fino a quel momento da circa 40 Governi monitorati aveva rafforzato i propri obiettivi per il 2030, con l’unica eccezione delPiano del Regno Unito, in linea con la soglia di riscaldamento globale di 1,5 °C stabilita dall’Accordo di Parigi.

Oltre 1,5 °C di riscaldamento globale, gli esperti avvertono che  verranno superati i punti critici di non ritorno (tipping points), con conseguenze devastanti e potenzialmente irreversibili per diversi sistemi vitali della Terra che sostengono un pianeta ospitale, come l’innalzamento del livello del mare, ondate di calore più intense, tempeste più forti e sconvolgimenti degli ecosistemi e della biodiversità.

Tuttavia, secondo il CAT c’è ancora tempo per colmare il divario in vista della COP30 di Belém. Pur non avendo rispettato la scadenza di febbraio, i governi possono – e devono – fare quanto segue per aumentare l’ambizione della loro azione per il clima:
– proporre obiettivi più ambiziosi per il 2030, che colmino il divario tra 19 e 23 GtCO2e e dimezzino le emissioni globali entro la fine del decennio rispetto ai livelli del 2019;
– presentare obiettivi per il 2035 che allineino le emissioni globali con una traiettoria compatibile con l’aumento di 1,5°C;
– comunicare in modo trasparente i contributi e le esigenze in materia di finanziamenti per il clima;
– separare chiaramente i pozzi di carbonio e le altre rimozioni dagli sforzi di riduzione delle emissioni in altri settori, per garantire obiettivi trasparenti ed evitare una contabilità creativa;
– utilizzare l’articolo 6solo per aumentare l’ambizione, il che significa che dovrebbe rappresentare ulteriori riduzioni delle emissioni, oltre all’azione nazionale allineata a 1,5°C.

L’opportunità di correggere la rotta è ancora a portata di mano– si legge nel Comunicato –Le energie rinnovabili stanno crescendo in modo esponenziale, così come la diffusione dei veicoli elettrici. Per la prima volta, gli investimenti in energia pulita sono ora il doppio di quelli destinati ai combustibili fossili, in particolare petrolio e gas, mentre gli investimenti nella capacità produttiva pulita stanno crescendo rapidamente.

Immagine di copertina: Gino Crescoli su Pixabay

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