Cambiamenti climatici

Piani climatici nazionali (NDC): lontani da obiettivo 1.5 °C

In vista della COP29 di Baku, il Segretariato UNFCCC ha pubblicato il Rapporto di sintesi dei Piani climatici nazionali (NDC) presentati o aggiornati dai Paesi al 9 settembre 2024, che evidenzia solo progressi marginali al 2030, con una proiezione della temperatura globale, se pienamente attuati, compresa tra 2,1 e 2,8 °C in più al 2100, sollecitando di fatto che i nuovi piani da presentare entro febbraio 2025 abbiano un cambio di passo e siano credibili.

Con gli attuali Piani climatici presentati dai Paesi in base all’Accordo di Parigi, la riduzione delle emissioni al 2030 sarebbe solo del 2,6% rispetto al 2019, del tutto fuori traiettoria rispetto alle indicazioni del Rapporto (AR6) dell’IPCC che indica che un taglio del 43% per limitare il riscaldamento a 1,5 °C (con una probabilità superiore al 50%).

In vista della prossima Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC-COP29) che si svolgerà in Azerbaigian (Baku, 11-24 novembre 2024), il Segretariato UNFCCC ha pubblicato il 28 ottobre 2024 ilRapporto di sintesiNationally determined contributions under the Paris Agreement” che sintetizza le informazioni desunte dai168 NDC(i piani nazionali non vincolanti che evidenziano le azioni per il cambiamento climatico, compresi gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas) più recenti disponibili, che rappresentano195 Parti dell’Accordo di Parigi, inclusi i 153 NDC nuovi o aggiornati comunicati da 180 Parti, registrati al9 settembre 2024.

Dopo l’Emissions Gap Reportdell’UNEPe ilBollettinosulloStato dei gas serradellaWMO, il resoconto sui piani dei Governi per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi costituisce l’altro rapporto essenziale per l’avvio delle discussioni alla COP29, contenendo informazioni su obiettivi, politiche e misure per ridurre le emissioni nazionali e per adattarsi agli impatti del cambiamento climatico. Gli NDC contengono, inoltre, informazioni sulle necessità o sulla fornitura di finanziamenti, tecnologie e sviluppo delle capacità per supportare queste azioni. I Paesi sono tenuti a comunicare NDC nuovi o aggiornati ogni 5 anni a partire dal 2020. Il prossimo ciclo di impegni, previsto entro la fine del 2025, è stato anticipato, come richiesto dallaTroika, al prossimo febbraio.

Il rapporto di sintesi sui contributi determinati a livello nazionale deve rappresentare una svolta, ponendo fine all’era dell’inadeguatezza e innescando una nuova era di accelerazione, con nuovi piani climatici nazionali molto più audaci da parte di ogni paese in arrivo l’anno prossimo– ha dichiarato il Segretario esecutivo dell’UNFCCC,Simon Stiell– Le conclusioni del rapporto sono nette ma non sorprendenti: gli attuali piani climatici nazionali sono lontani anni luce da quanto necessario per impedire al riscaldamento globale di paralizzare ogni economia e distruggere miliardi di vite e mezzi di sostentamento in ogni paese. Al contrario, nuovi piani climatici nazionali molto più audaci non solo possono evitare il caos climatico, ma se ben realizzati possono anche essere trasformativi per le persone e la prosperità in ogni nazione”.

Ne emerge che il livello totale di emissioni globali di gas serra previsto tenendo conto della piena attuazione di tutti gli ultimi NDC presentati continua a implicare la possibilità che le emissioni globali raggiungano il picco prima del 2030, con il limite inferiore del livello di emissione del 2030 (48,3 Gt CO 2 eq) stimato fino all’8,6% al di sotto del livello di emissione del 2019 (52,9 Gt CO2 eq) e del 6,0% al di sotto del limite inferiore del livello di emissione stimato per il 2025 (51,4 Gt CO 2 eq), ma lariduzione delle emissioni sarebbe solo del 2,6%  rispetto al 2019. IlRapporto di sintesidell’AR6dell’IPCCindica che, per limitare il riscaldamento a 1,5 °C(con una probabilità superiore al 50%)entro il 2030 le emissioni dovrebbero essere tagliate del 43% rispetto ai livelli del 2019, e del60% entro il 2035.

Tenendo conto dell’attuazione degli NDC fino al 2030, la proiezione globale delle temperature medie sono soggette a notevole incertezza a causa dell’intervallo dei livelli di emissione stimato al 2030 derivante dall’attuazione degli NDC e dalle incertezze del sistema climatico.La migliore stima della temperatura di picco al 2100 indica un intervallo compreso tra 2,1-2,8 °C a seconda delle ipotesi di base.

Ogni frazione di grado conta, poiché i disastri climatici peggiorano rapidamente– ha aggiunto Stiell –Il prossimo ciclo di piani climatici nazionali deve prevedere un drastico passo avanti nell’azione e nell’ambizione per il clima. E devono essere credibili, supportati da regolamenti, leggi e finanziamenti sostanziali per garantire che gli obiettivi siano raggiunti e i piani implementati. I nuovi NDC dovrebbero anche specificare le priorità di adattamento e gli investimenti per proteggere i settori critici, le infrastrutture e le persone dagli impatti climatici e supportare e allinearsi ai processi del National Adaptation Plan. Dovrebbero avere un orizzonte temporale fino al 2035, con obiettivi molto più forti per il 2030 per guidare i profondi tagli alle emissioni necessari a livello globale in questo decennio”.

Immagine di copertina: Sander Weeteling su Unsplash  

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