8 Agosto 2022
Circular economy Edilizia e urbanistica Territorio e paesaggio

Calcecanapulo: il biomattone che elimina il climatizzatore

Biomattone

Il calcecanapulo di ENEA-PoLiMi, ricavato da una miscela di calce e scarto legnoso della canapa, a basso impatto ambientale e dalle alte prestazioni energetiche è in grado di mantenere la temperatura interna degli edifici a 26 °C nelle giornate più calde.

Ricavato da una miscela di calce e canapulo, lo scarto legnoso della canapa, il biomattone “calcecanapulo” è uno dei risultati dello Studio condotto dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (ENEA) e dal Politecnico di Milano (PoLiMi), nell’ambito del Progetto “Riqualificazione energetica degli edifici pubblici esistenti: direzione nZEB. Studio dell’edificio di riferimento uso uffici della PA nella zona climatica Centro Italia”, finanziato dalla Ricerca del Sistema Elettrico (RSE) del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE).

Al Convegno internazionale “Resilient Built Environment for Sustainable Mediterranean Countries” (SBE 2019), svoltosi lo scorso settembre e organizzato dal PoLiMi in collaborazione con le organizzazioni International Council for Research and Innovation in Building and Construction (CIB), International Initiative for a Sustainable Built Environment (IISBE), United Nations Environment Programme (UNEP) e International Federation  of Consulting Engineers (FIDIC), che aveva per focus l’Ambiente Costruito Resiliente per i Paesi Mediterranei Sostenibili (Resilient Built Environment for Sustainable Mediterranean Countries), i risultati della ricerca hanno destato grande interesse.

Per il mercato italiano dell’edilizia, l’introduzione delle normative in ambito energetico [DM 26 giugno 2015 recante “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”] ha rappresentato un forte stimolo a innovare materiali e componenti per garantire prestazioni più elevate in linea con i nuovi standard – ha spiegato Vincenza Luprano, del Centro Ricerche ENEA di Brindisi – Laboratorio Materiali funzionali e Tecnologie per Applicazioni Sostenibilili – La canapa, come materiale naturale, e i suoi sottoprodotti agricoli, hanno un ruolo importante per la nascita di nuove filiere, incentivate anche da leggi nazionali, per l’ampia disponibilità sul territorio e per il basso impatto del ciclo produttivo sull’ambiente, in un’ottica di economia circolare”.

Costruire e riqualificare il patrimonio edilizio nazionale in un’ottica green potrebbe migliorare l’efficienza energetica nell’edilizia dei Paesi a clima caldo-temperato, caratterizzati dall’elevato fabbisogno energetico nei periodi estivi, e far risparmiare il 50% di energia. In questo contesto gli edifici svolgono un ruolo chiave in quanto l’edilizia è infatti una delle industrie più energivore in assoluto. I consumi energetici delle abitazioni in Italia, secondo studi condotti dall’ENEA, sono responsabili del 45% delle emissioni di CO2, al 1° posto in Europa.

Peraltro, come evidenziato in un recente Studio, le emissioni “operative” (di gestione dell’edificio: energia utilizzata per riscaldare, raffreddare e illuminare gli edifici) sono oltre il 70%, mentre quelle correlate ai materiali e ai processi di costruzione durante l’intero ciclo di vita dell’edificio sono quasi il 30%.

Il “calcecanapulo” abbina basso impatto ambientale, alte prestazioni energetiche, traspirabilità, ottime capacità isolanti, protezione dall’umidità e comfort. Oltre alla valutazione delle prestazioni ambientali mediante l’analisi del ciclo di vita (LCA), i ricercatori hanno effettuato dapprima prove in laboratorio in camera climatica a 23 °C e a 35 °C e successivamente anche una campagna di misure “in situ”, in Sicilia e in Veneto, su edifici realizzati con le stesse tecnologie.

Lo studio ha evidenziato nel complesso un bilancio ambientale molto positivo per quanto riguarda l’impronta di carbonio – ha sottolineato Giovanni Dotelli del PoLiMi – Dipartimento Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica – In pratica la parete in blocchi in calcecanapulo funziona come un sistema in grado di sottrarre CO2 dall’atmosfera e tenerla bloccata per un tempo sufficientemente lungo”.

Il biomattone “calcecanapulo” è ideale per un clima come il nostro, in grado di mantenere in casa nei periodi di grande caldo una temperatura media di 26 °C ed evitare così il ricorso alla climatizzazione.

Il risparmio energetico è il modo più efficace per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma è anche lo strumento per aiutare i consumatori a risparmiare sulle loro bollette energetiche, come ha ribadito recentemente la Commissione UE nelle Raccomandazioni ai Paesi membri per il recepimento della nuova Direttiva sull’efficienza energetica.

Per definire e calibrare modelli matematici in grado di prevedere il comportamento termoigrometrico degli edifici in calcecanapulo in condizioni climatiche reali, i risultati della sperimentazione sono stati poi confrontati con quelli ottenuti attraverso le simulazioni numeriche.

Dai primi dati sperimentali emerge la buona performance termoigrometrica della parete – ha affermato Patrizia Aversa, del Centro Ricerche ENEA di Brindisi – Dipartimento Sostenibilità Dei Sistemi Produttivi e Territoriali –Indipendentemente dalle oscillazioni di umidità e temperatura esterne, si assesta su valori interni costanti, senza l’utilizzo di condizionatori e per l’intero periodo di misura effettuato nei mesi più caldi”.

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