Sostenibilità

Bioplastiche: illegalità, concorrenza sleale e dumping bloccano il settore

Sono stati presentati, in occasione del Forum italiano bioplastiche compostabili(Roma, 19 giugno 2025)organizzato da Assobioplastiche e Biorepack, i risultati del Rapporto di Mercato sulla filiera dei biopolimeri compostabili, elaborato da Plastic Consult, da cui emerge che il settore è in frenata per effetto della competizione sleale da parte di sacchetti illegali e stoviglie “pseudo-riutilizzabili”, dell’importazione di shopper e manufatti a basso costo e di dubbia qualità dall’Estremo Oriente.

In un difficile scenario macroeconomico per l’industria italiana ed europea, la filiera delle bioplastiche compostabili non ha fatto la differenza, come conferma l’XI Rapporto di Mercato sulla filiera dei biopolimericompostabili, presentato il 19 giugno 2025 dalPaolo Arcelli, Direttore diPlastic Consult, società indipendente che svolge studi e analisi di mercato nel settore delle materie plastiche.in occasione del2° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, organizzato daAssobioplastiche, l’Associazione Italiana delle Bioplastiche e dei Materiali Biodegradabili e Compostabili che rappresenta le imprese operanti in Italia ed all’estero nella produzione di polimeri biodegradabili e di prodotti finiti e nella gestione del fine vita dei manufatti realizzati con bioplastiche, eBiorepack, il Consorzio nazionale per il riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile, settore che rappresenta all’interno del sistema CONAI. 

In base ai risultati del Rapporto, nel 2024 in Italia l’industria delle plastiche biodegradabili e compostabili è rappresentata da 278 aziende – suddivise in produttori di chimica di base e intermedi (7), produttori e distributori di granuli (22), operatori di prima trasformazione (189), operatori di seconda trasformazione (60) con2.913 addetti dedicati(- 2,2% sul 2023), 121.500 tonnellate di manufatti compostabili prodotti  +,5% sul 2023) e un fatturato complessivo di704 milioni di euro,contro gli 832 milioni di euro del 2023 (-15%), ben sotto il picco di 1,16 miliardi raggiunto nel 2022, A limitare la ripresa dei volumi hanno contribuito in misura decisiva i cali del monouso e dei sacchetti per l’umido.

Fonte: Plastic Consult per Assobioplastiche

Un risultato che Assobioplastiche, imputa agli aspetti distorsivi legati al dumping economico dei prodotti provenienti dall’Estremo Oriente, alla diffusione di manufatti illegali, in particolare shopper per la spesa, e al fenomeno delle stoviglie “pseudo-riutilizzabili’ che eludono le regole anti-monouso previste dallaDirettiva SUP.

“È un quadro in chiaroscuro quello dipinto dall’ultimo rapporto sull’industria delle bioplastiche in Italia– ha dichiarato il Presidente di Assobioplastiche, Luca Bianconi– Dopo un decennio di crescita costante, un 2023 negativo, il 2024 è stato caratterizzato da un timido rimbalzo. A frenare questa ripartenza sono stati fattori distorsivi che denunciamo da tempo: in primis, la competizione sleale da parte dei sacchetti illegali così come da parte delle stoviglie “pseudo-riutilizzabili” che hanno evidenti ricadute negative sull’attività produttiva nazionale. In parallelo, l’importazione di shopper e manufatti a basso costo e di dubbia qualità dall’Estremo Oriente rappresenta un dumping insostenibile per le nostre imprese”.

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