Una meta-analisi che ha analizzato i dati di oltre 73.000 adolescenti provenienti da 9 studi, collega i sintomi di ansia degli adolescenti, in aumento negli ultimi anni, con un maggiore consumo di bevande zuccherate, anche se non c’è causalità. Il modello seguito è risultato coerente in tutti i paesi, segnalando interrogativi pratici sulla possibilità che le politiche scolastiche e di salute pubblica volte a ridurre l’accesso alle bevande zuccherate possano avere benefici oltre che per quelli fisici, anche per la salute mentale.
Gli adolescenti che consumano più frequentemente bevande zuccherate potrebbero presentare fino al 34% di probabilità in più di manifestare disturbi d’ansia.
A riaccendere i riflettori sul possibile legame tra consumo di bevande zuccherate e aumento dei sintomi d’ansia negli adolescenti è unametanalisi(una tecnica statistica con cui vengono riuniti assemblati i risultati di diversi studi su uno stesso argomento) dal titolo “Sugar-Sweetened Beverage Consumption and Anxiety Disorders in Adolescents: A Systematic Review and Meta-Analysis”, pubblicata sul Journal of Human Nutrition and Dietetics, che haanalizzato le ricerche condotte negli ultimi 25 anni su circa 50mila giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni.
I ricercatori hanno raccoltoi dati di 9 sondaggi che hanno esaminato la relazione tra il consumo di bevande zuccherate e i sintomi d’ansia negli adolescenti. Dall’analisi complessiva è emerso che gliadolescenti con i più alti livelli di consumo di bevande zuccherate presentavano un rischio maggiore del 34% di sviluppare disturbi d’ansia rispetto ai coetanei che ne consumavano di meno. Questo risultato è stato confermato dalla maggior parte degli studi inclusi nell’analisi.
Sette dei 9 studi hanno riscontrato un’associazione positiva tra bevande zuccherate e sintomi d’ansia. La coerenza tra i diversi disegni di studio e le popolazioni considerate rafforza la conclusione generale. Sebbene ogni singolo studio avesse i propri metodi e limiti, il quadro emerso dall’analisi congiunta di tutti e nove gli studi delinea una situazione chiara: un maggiore consumo di bevande zuccherate è associato a un rischio maggiore di ansia in questa fascia d’età.
La salute mentale è spesso trascurata nella ricerca sull’alimentazione.
“Con la crescente preoccupazione per l’alimentazione degli adolescenti, la maggior parte delle iniziative di salute pubblica si è concentrata sulle conseguenze fisiche di cattive abitudini alimentari, come l’obesità e il diabete di tipo 2– ha affermatoChloe Casey, Docente di Nutrizione e Comportamento presso la Facoltà di Scienze della Salute, Ambientali e Mediche dell’Università di Bournemouth, co-autrice dello studio, coordinato dal DottorKarim Khaled, ex studente di dottorato presso la Bournemouth University, che ora lavora presso laLebanese American Universitydi Beirut –Tuttavia, le implicazioni dell’alimentazione sulla salute mentale sono state meno esplorate, in particolare per quanto riguarda le bevande ad alta densità energetica ma povere di nutrienti“.
I disturbi d’ansia rimangono una delle sfide più comuni in termini di salute mentale tra i giovani. Nel 2023, si stimava cheun bambino o un adolescente su 5 soffrisse di un disturbo mentale, e l’ansia era tra le condizioni più frequentemente segnalate.
Gli studi inclusi nella revisione si sono basati su dati di indagine permisurare sia il consumo di bevande zuccherate sia i sintomi di disturbi mentali. Le bevande ad alto contenuto di zucchero possono includerebibite gassate,energy drink,succhi di frutta zuccherati,sciroppi,t è e caffè zuccheratielatte aromatizzato.
Da tutte le ricerche analizzate, i risultati hanno indicato la stessa direzione:un maggiore consumo di bevande zuccherate è stato costantemente associato a una maggiore incidenza di sintomi d’ansia negli adolescenti.
I ricercatori sottolineano chele prove non dimostrano che le bevande zuccherate causino direttamente ansia. Poiché la revisione si basa su studi condotti in precedenza,non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto.
È possibile che gli adolescenti che già soffrono d’ansia consumino più bevande zuccherate. Anche altri fattori comuni, come lasituazione familiareo idisturbi del sonno, potrebberocontribuire sia all’aumento dell’assunzione di zuccheri sia ai sintomi d’ansia.
“Sebbene in questa fase non siamo in grado di confermare quale sia la causa direttaquesto studio ha individuato una correlazione negativa tra il consumo di bevande zuccherate e i disturbi d’ansia nei giovani– ha aggiunto la Dottoressa Casey –I disturbi d’ansia nell’adolescenza sono aumentati notevolmente negli ultimi anni, quindi è importante individuare le abitudini di vita che possono essere modificate per ridurre il rischio che questa tendenza continui“.
Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio, con idisturbi d’ansia tra i giovani in aumento negli ultimi anni. Tra i possibili fattori di rischio,oltre all’alimentazione, rientrano stile di vita, sonno e condizioni sociali.
Da segnalare, inoltre, cheil legame tra bevande zuccherate e ansia è emerso in paesi e popolazioni diversi studiati.. Ciò suggerisce che la connessione non è limitata a una singola cultura o a un particolare modello alimentare. Che gli adolescenti bevessero bibite gassate, tè zuccherati o energy drink, la tendenza era sempre la stessa.
I ricercatori, tra l’altro, hanno osservato che questa è la prima revisione sistematica ad esaminare specificamente questa relazione negli adolescenti. Le revisioni precedenti avevano analizzato la relazione tra dieta e salute mentale in modo più ampio, oppure si erano concentrate sugli adulti. Restringendo il campo di indagine agli adolescenti e alle bevande zuccherate, questa analisi colma una lacuna importante, sollevando interrogativi pratici sullapossibilità che le politiche scolastiche e di salute pubblica volte a ridurre l’accesso alle bevande zuccherate possano avere benefici per la salute mentale oltre a quelli fisici.
Immagine di copertina: Neuroscience News
