La Banca d’Italia ha pubblicato il “Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti” che si pone l’obiettivo di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, con una riduzione del 90% rispetto al 2019 e la rimozione delle emissioni residue, attraverso Impianti rinnovabili, efficienza energetica degli immobili, ciclo di vita delle banconote, spazi condivisi.
Raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, con una riduzione del 90% rispetto al 2019 e la rimozione delle emissioni connesse con le operazioni aziendali (sono quindi escluse quelle imputabili agli investimenti finanziari), attraverso 2 obiettivi intermedi da raggiungere entro il 2035: una riduzione di due terzi delle emissioni dirette (scope 1) e indirette da energia acquistata (scope 2); una riduzione del 40% delle altre emissioni indirette (scope 3).
Sono gli obiettivi del “Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici” che la Banca d’Italia ha pubblicato il 29 gennaio 2026 e che definisce la strategia e le azioni dell’Istituto per diminuire progressivamente l’impronta carbonica delle operazioni aziendali per rafforzare la resilienza ai rischi climatici.
“I prossimi anni assumono un’importanza cruciale per la lotta ai cambiamenti climatici – scrive nell’Introduzione il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta – Gli sviluppi recenti in ambito internazionale segnalano un affievolirsi dell’impegno dei principali paesi su questo fronte. Anche in Europa sono in corso di revisione alcune normative chiave in materia di transizione per far sì che essa sia graduale e ordinata e che tenga maggiormente conto delle possibili implicazioni sul tessuto sociale ed economico, in particolare per i soggetti più vulnerabili. Resta fermo l’indirizzo affinché nel corso del prossimo decennio le emissioni nette di gas serra diminuiscano sensibilmente, per azzerarsi entro il 2050. È un impegno che dobbiamo alle generazioni a venire e a tal fine è importante lo sforzo di tutti gli attori coinvolti – imprese, cittadini, istituzioni. Al tempo stesso, dobbiamo essere preparati al fatto che, anche se avremo successo nel ridurre le emissioni, gli effetti del cambiamento climatico continueranno per decenni. Per questo motivo le iniziative di decarbonizzazione vanno accompagnate da misure di adattamento miranti a limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici cui la Banca d’Italia, come tante altre imprese e istituzioni del Paese, è esposta in modo crescente […] Il Piano di transizione che oggi condividiamo con il pubblico rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di mitigazione e adattamento della Banca ai cambiamenti climatici. Il graduale passaggio dal gas all’elettricità – quale fonte energetica principale degli impianti di riscaldamento – rappresenta la trave portante del progetto: tale misura, assieme alla razionalizzazione dei nostri consumi, contribuirà a diminuire sia le emissioni di gas serra, sia la dipendenza della Banca da fonti energetiche importate più soggette a variazioni impreviste di prezzo”.

Le principali misure previste dal Piano
Decarbonizzazione degli edifici istituzionali: sostituzione dei sistemi di riscaldamento a gas con impianti a pompa di calore alimentati da energia elettrica rinnovabile, per una riduzione significativa dell’utilizzo e della dipendenza dai combustibili fossili.
Energia Rinnovabile: acquisto esclusivo di energia elettrica da fonti rinnovabili (avviato già nel 2013); incremento dell’autoproduzione di energia da impianti fotovoltaici (6 gli impianti già installati, il più grande dei quali è presso il Centro Donato Menichella di Frascati); ricorso a strumenti innovativi per l’approvvigionamento di energia elettrica, come gli Accordi di lungo termine (PPA, Power Purchase Agreement). Questi strumenti mitigano gli effetti di potenziali aumenti di prezzo sulla spesa energetica della Banca e, assicurando certezze ai fornitori come investitori, stimolano la costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sul territorio italiano.
Efficienza Energetica: incremento delle prestazioni energetiche degli immobili e dei macchinari con interventi di efficientamento mirati su impianti e involucri edilizi.
Ottimizzazione dell’assetto logistico: progressivo utilizzo del desk sharing negli uffici e riduzione a regime del fabbisogno di spazi, con vantaggi in termini di diminuzione di consumi di energia e costi operativi.
Ciclo di vita delle banconote: ulteriore riduzione dell’impronta ambientale delle fasi di produzione e selezione del contante (con l’utilizzo di materiali più ecosostenibili e macchinari a basso consumo di energia) e di trasporto delle banconote (con mezzi di trasporto a più basso impatto sull’ambiente).
Catena di fornitura: stimolo alla decarbonizzazione della catena di fornitura privilegiando l’acquisto di beni e servizi a minore impatto sull’ambiente e coinvolgendo i fornitori.
Resilienza infrastrutturale: rafforzamento, con interventi mirati, della resilienza delle infrastrutture operative agli impatti climatici, al fine di garantire la continuità operativa.
Metodologie: implementazione, nella valutazione delle iniziative progettuali, di una metodologia messa a punto dalla Banca per la valutazione del costo ombra delle emissioni di gas serra (prezzo interno del carbonio) che, insieme a quello finanziario, permette di effettuare scelte di acquisto e di investimento più consapevoli.
Aspetti trasversali
Governance chiara: individuazione di ruoli e responsabilità interne, in cui il Vertice aziendale definisce la strategia e le Strutture interne realizzano le diverse iniziative; integrazione del Piano di transizione nella pianificazione strategica e finanziaria triennale della Banca.
Monitoraggio continuo: utilizzo di metriche interne calcolate secondo gli standard internazionali (come quello del GHG Protocol che la Banca contribuisce a revisionare).
Cooperazione: collaborazione rafforzata con le istituzioni pubbliche italiane e le altre banche centrali sui temi della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Per una attuazione efficace del Piano, sono previste attività di formazione professionale e sensibilizzazione per il personale.
Il Piano sarà aggiornato ogni 3 anni alla luce dei risultati conseguiti e dei possibili cambiamenti nel contesto di riferimento. La Banca darà conto dei risultati raggiunti nell’ambito dell’aggiornamento annuale della Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità.
