Un paper dell’OCSE e del Programma Sviluppo delle Nazioni Unite, presentato al Petersberg Climate Dialogue (Berlino, 25-26 marzo) dove si sono riuniti i Ministri di 40 Paesi per discutere lo stato dell’arte della prossima COP30 in Brasile, dimostra che investire in una solida azione climatica promuove una crescita migliore per tutti.
La lotta contro il cambiamento climatico non riguarda solo la prevenzione di impatti catastrofici sugli ecosistemi e sulla vita umana, ma costituisce anche un’importante opportunità per la crescita economica a medio e lungo termine.
A sottolinearlo, questa volta non sonostudi di accademici, bensì di organismi internazionali quali l’OECD(Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che ha tra i suoi obiettivi la cooperazione economica e finanziaria tra i maggiori Paesi con un’economia di mercato, e l’UNDP(Programma Sviluppo delle Nazioni Unite), l’organismo che supporta i Paesi a sviluppare politiche, capacità di leadership e istituzionali nel costruire resilienza al fine di sostenere i risultati dello sviluppo, nelPaper“Investing in Climate for Growth and Development. The Case for Enhanced NDCs”.
L’analisi è stata presentata in occasione del16° Petersberg Climate Dialogue(Berlino, 25-26 marzo 2025), l’incontro di alto livello di 40 Ministri, organizzato ogni anno nella capitale tedesca su iniziativa del Ministero federale degli esteri, del Ministero federale per gli affari economici e la lotta per il clima e del Presidente designato della prossima Conferenza delle Parti sul Clima (COP30) che avrà luogo in Brasile (Belem, 10- 21 novembre 2025), per discutere sui progressi e sulle sfide nell’attuazione dell’Accordo di Parigi e rafforzare il dialogo multilaterale su questioni chiave quali ilfinanziamento per il clima,l’adattamento, icontributi determinati a livello nazionale(NDCs) e ilbilancio globale(Global Stocktake).
L’azione climatica ha guadagnato slancio nell’ultimo decennio, generando reali opportunità economiche. Tuttavia, gli sforzi attuali non tengono il passo con i crescenti rischi. Il Pianeta è pericolosamente vicino a superare il limite di temperatura di 1,5 °C e le azioni attuali non sono abbastanza rapide da prevenire i peggiori impatti del cambiamento climatico. I Paesi rimangono riluttanti ad aumentare le loro azioni e ambizioni per il clima, temendo danni alle loro economie. Ciò mette a repentaglio il futuro sia del Pianeta che della sua gente. Così, i nuovi NDCs che avrebbero dovuto essere presentatientro febbraio, sono stati inoltrati al Segretariato dell’UNFCCC dasoli 19 Paesi.
Il paper OECD-UNDP fornisce la prova cheun’azione climatica più ambiziosa non è solo realizzabile, ma ha anche senso economico.incrementando il PIL globale dello 0,2% entro il 2040 rispetto alle politiche attuali. investire in energia pulita e migliorare l’efficienza energetica aumenterebbe la produttività e l’innovazione. In particolare,reinvestire i ricavi della tassazione sul carboniopotrebbe ulteriormentestimolare la crescita economica, garantendo al contempo giusta transizione e sostegno sociale. Al contrario,politiche climatiche poco chiare potrebbero ritardare gli investimenti privati e deprimere l’economia, riducendo potenzialmente il PIL globale dello 0,75% già al 2030.
Il ciclo di NDCs del 2025, secondo il paper, è un’opportunità percostruire approcci collaborativi attorno alle priorità climatiche, di sviluppo e di crescita, ampliare e rafforzare la titolarità delle strategie di mitigazione che migliorano lo sviluppo e informare piani e strategie di investimento efficaci per mobilitare fonti di finanziamento pubbliche e private per realizzare azioni.
I benefici saranno particolarmente significativi per i Paesi a basso reddito, dove investire nella riduzione delle emissioni potrebbefar uscire dalla povertà 175 milioni di persone entro il 2030. Anche leeconomie avanzate assisteranno a un’espansione economica a lungo termineper effetto delle ambiziose politiche climatiche. Il paper prevede cheentro il 2050, il PIL pro capite aumenterà del 60% nei Paesi più ricchi rispetto ai livelli del 2025, mentre quelli a basso reddito sperimenteranno un aumento del 124%.

“Il ciclo NDCs del 2025– ha dichiarato il Segretario esecutivo dell’UNDPAchim Steiner, sottolineando l’importanza di questa analisi durante la Conferenza di Berlino –è un’opportunità per costruire approcci collaborativi attorno alle priorità del clima, dello sviluppo e della crescita, ampliare e rafforzare la titolarità delle strategie di mitigazione che migliorano lo sviluppo e informare piani e strategie di investimento efficaci per mobilitare fonti di finanziamento pubbliche e private per realizzareazioni. La schiacciante evidenza è che non si regredisce se si investe nelle transizioni climatiche. Il modesto aumento della crescita del PIL che può sembrare piccolo all’inizio… ma cresce rapidamente”.
