L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha presentato la “Relazione Annuale sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta, riferita all’anno 2025, il documento istituzionale più importante che analizza l’andamento dei mercati, dei prezzi, dei consumi e degli investimenti legati ai cinque macro-settori regolati (elettricità, gas, acqua, rifiuti e telecalore).
Il 1° luglio 2026 l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha presentato al Parlamento e al Governo laRelazione annuale 2025, la prima del nuovo Collegio di ARERA insediatosi il 1° gennaio 2026 e composto dal PresidenteNicola Dell’Acquae dai componentiAlessandro Bratti,Lorena De Marco,Livio de SantolieFrancesca Salvemini. Al contempo, sul suo sito ARERA sono stati pubblicati i due volumi dellaRelazione Annuale sullo Stato dei servizie sull’Attività svolta nel 2025.
Quadro internazionale e nazionale
Nel 2025 i mercati internazionali hanno continuato a mostrare una forte sensibilità agli eventi di carattere geopolitico. Dopo una fase iniziale caratterizzata da condizioni relativamente favorevoli, il quadro macroeconomico ha mostrato un progressivo deterioramento nel corso dell’anno, in particolare a causa delledecisioni di politica commerciale adottate dagli Stati Unitia partire dalla primavera, che hanno determinato un marcato aumento dell’incertezza e una revisione al ribasso delle aspettative di crescita globale. Al contesto internazionale, caratterizzato dalprotrarsi dei conflitti in Ucraina e nell’area israelo-palestinese, si è aggiunto l’acuirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, culminate nell’escalation militare tra Israele e Iran nell’estate del 2025, con riflessi significativi sui mercati energetici e un aumento della volatilità dei prezzi.
In Italia il quadro energetico e ambientale è stato caratterizzato da segnali contrastanti. Nel settore elettrico si è registrata un’inversione di tendenza nel mix di produzione con le rinnovabili in calo dell’1,5%, e il termoelettrico che, tornato a crescere (+5,2%), traina la crescita della produzione complessiva (+2,4%). Nel settoregasda segnalare iconsumi in ripresa, che salgono del 2%. Inaumento anche l’import sostenuto dal raddoppio dei flussi provenienti dagli Usa e dall’incremento rilevante di gas in arrivo dal Nord(Norvegia e Olanda). IlGNL, che rappresentacirca un terzo dell’import complessivo è cresciuto del 44% in un anno. In entrambi i settori, lefamiglie nel mercato libero pagano di più rispetto a quelle nei servizi di tutela. Sul fronte della tutela dei consumatori, l’ampio ricorso ai bonus sociali, che hanno raggiunto 4,3 milioni di famiglie, testimonia quantoil sostegno economico resti centrale per molte famiglie italiane.
Bonus sociali
Per l’anno 2025, l’erogazione dei bonus sociali per disagio economico ha riguardatoi nuclei familiari con soglia ISEE inferiore o uguale a 9.530 euro e inferiore o uguale a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico. In aggiunta all’erogazione del bonus sociale ordinario, il decreto-legge 28 febbraio 2025, n. 19, all’art. 1, comma 1, ha previsto,per il solo anno 2025, l’erogazione di un contributo straordinario del valore di 200 euro sulle forniture di energia elettrica dei clienti domestici con ISEE fino a 25.000 euro, come misura temporanea di sostegno economico per i nuclei familiari aventi diritto.
Sportello per il consumatore
Nel 2025, il call center dello Sportello ha ricevuto786.647 chiamate in orario di servizio per tutti i servizi regolati, in ribasso del 30% rispetto al 2024, con un tempo medio di conversazione di 214 secondi (erano 233 nel 2024). In linea con gli anni precedenti,il 95% delle chiamate ha interessato i settori dell’energia elettrica e del gas, mentre la “modalità di risoluzione delle controversie” risulta la tematica più ricorrente per le chiamate (39%).
Oltre all’analisi dei dati trasmessi dai venditori, ogni anno ARERA effettua un’indagine dicustomer satisfaction sulla qualità delle risposte ai reclami scritti e alle richieste di informazioni, intervistando i clienti che sono risultati destinatari di una risposta scritta. I risultati mostrano che, per i reclami,il 66% dei clienti è complessivamente soddisfatto della risposta ricevuta, mentre il 34% è insoddisfatto. Tra i fattori di qualità, i più rilevanti sono stati quelli afferenti alla risoluzione del problema e, in particolare, la “chiarezza sui tempi” e la “completezza delle indicazioni sulle modalità”.
Elettricità
In Italia si è registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%), che è sceso a 35,12 c€/kWh, ma nel nostro Paese, diversamente da Francia, Germania e Spagna, la discesa del prezzo medio per i clienti domestici era cominciata già nel 2024. Analizzando la dinamica delle componenti, si nota che la componente energia è rimasta praticamente invariata (-0,1%: da 19,69 a 19,68 c€/kWh) dopo il forte calo registrato nel 2024 (-20,7%), mentre sono diminuiti del 5,8% i costi di rete (da 6,23 a 5,87 c€/ kWh) e la componente fiscale (-2,1%).Nel 2025 i consumatori domestici in Italia, quindi, risultano pagare un prezzo superiore del 13% a quelli all’Area euro, con un differenziale di 4,03 c€/kWh che deriva quasi esclusivamente dalla componente energia, il cui valore in Italia è 5,68 c€/kWh maggiore di quello dell’eurozona.
I prezzi dei clienti non domestici sono diminuiti dell’1%,ma restanopoco competitivi a causa della componente oneri, imposte e tasse (+24,1%) su area euro. Dal dettaglio delle componenti emerge che laparte energia è aumentata del 2%, unico caso tra i Paesi analizzati.
Dopo la Germania, ilsecondo Paese con i prezzi maggiori è l’Italia: nel 2025, infatti, i prezzi risultano superiori rispetto a Francia, Spagna (che si confermano i Paesi più competitivi), e Area euro in tutte le classi di consumo considerati.
Iconsumi di energia elettrica in Italia si sono mantenuti per lo più stabilie la domanda è stata soddisfatta per l’85% dalla produzione nazionale netta (escludendo l’energia destinata ai pompaggi) e per il restante 15% dal saldo con l’estero. La produzione nazionale lorda è cresciuta del 2,4% e si attesta a 277,4 TWh, marispetto al 2024 si assiste a un’inversione di tendenza con le rinnovabili, che coprono il 48% del mix, ancora in diminuzione (-1,5%) e il termoelettrico in ripresa (+5,2%).Nel dettaglio, a crescere sono state lagenerazione da gas naturale è aumentata del 7%e quellafotovoltaica del 25%mentre eolico e idroelettrico hanno segnato un calo rispettivamente del 3% e del 21%.
Nel 2025 il numero dipunti di prelievo domestici ha superato di poco i 30,5 milioni(+0,2% rispetto al 2024), di cui 3,2 milioni in Maggior Tutela (10,4% del totale), 3 milioni nel Servizio a Tutele Graduali (9,9%) e circa 24,3 milioni nel mercato libero (79,7%). In termini di consumi, la quota di energia acquistata dal settore domestico nelmercato libero ha raggiunto l’83%; quella delServizio a Tutele Graduali è salita dal 5,5% al 9,9%mentre quella dellaMaggior Tutela è scesa all’8,2% dal già esiguo 14,4% osservato nel 2024.
Gas
Nel 2025 per i consumatori domestici italiani il prezzo del gas risulta del 7% superiore rispetto alla media dell’Area euro, con un differenziale di 0,90 c€/kWh. Lacomponente energia(con un differenziale di +0,80 c€/kWh) e icosti di rete(con un differenziale di +0,33 c€/kWh) presentano divari analoghi in termini percentuali (+12,8% e +12,7%), mentre lecomponenti fiscali italiane si collocano su un livello leggermente inferiore alla media europea (-5,8%). Rispetto allaFrancia, il consumatore domestico italiano paga un prezzo inferiore del 3%. Il confronto con la Germania mostra invece un differenziale a sfavore dell’Italia: il prezzo per i clienti domestici italiani è superiore del 12,6% rispetto a quello dei consumatori tedeschi.
Per iclienti non domestici le imprese italiane hanno pagato un prezzo più basso rispetto alla media dell’Area euro, con la Germania che ha registrato l’aumento più elevato (7,5%),ma più di quelle spagnole.
Nel 2025 il consumo di gas naturale in Italia è aumentato quasi del 2%, passando da 61 a 62,1 miliardi di m3. Dopo il forte calo registrato nel 2022 e nel 2023 (-10% in entrambi gli anni) e il lieve recupero del 2024 (+1,2%), questo incremento rappresenta un ulteriore segnale positivo per il settore. La ripresa è stata sostenuta pressoché interamente dai consumi del settore termoelettricoche sono aumentati del 6,6%. Nel 2025il 94,3% del gas disponibile in Italia è arrivato dall’estero, con le importazioni le importazioni, salite da 59,5 a 61,6 miliardi di m3 (+3,6%), per effetto del raddoppio dei flussi provenienti dagli Stati Uniti e un notevole aumento di quelli dal Nord Europa (+43% sia dalla Norvegia sia dall’Olanda).
Acqua
Con riferimento al campione, composto da170 gestioni per le quali la proposta di aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie è stata trasmessa all’Autorità(che servono complessivamente 53.969.154 abitanti),la variazione media(rispetto all’anno precedente) dei corrispettivi applicati all’utenza nel 2025 risultapari a +6,3%con una certaeterogeneità a livello geografico: +5,03% nell’area Sud e Isole, a +5,60% nel Centro, a +7,57% nel Nord-Est, e a+7,19% nel Nord-Ovest.
Gliinvestimenti programmati per il periodo 2024-2029– al lordo delle previsioni in ordine alla disponibilità di finanziamenti pubblici per la realizzazione di infrastrutture idriche – risultano, in termini pro capite, pari a541 euro/abitante a livello nazionale, con il valore più elevato che si riscontra nell’area del Centro, con 802 euro/abitante. L’analisi del fabbisogno di investimenti per il periodo 2024-2029 a livello nazionale conferma, anche per il quarto periodo regolatorio, ilpeso maggiore degli investimenti è destinato alla riduzione delle perdite idriche.
Nel 2025,la spesa media sostenuta da una famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 m3, risulta a livello nazionale pari a388 euro/anno(2,59 euro per metro cubo consumato). Il dato vede un valore più contenuto nel Nord-Ovest (299 euro/anno) epiù elevato nel Centro(479 euro/anno) mentreSud e Isole e Nord-Estsono più vicini alla media nazionale (rispettivamente: 393 euro/anno e 386 euro/ anno).
Rifiuti
Ad aprile 2026 risultano iscritti all’Anagrafica Operatori dell’Autorità 8.152 soggetti (erano 8.386 nel 2025), a conferma di unprocesso di organizzazione territoriale del servizio ancora incompleto, i soggetti iscritti comeEnti territorialmente competenti permangono in numero elevato(pari a 2.698), sebbene in calo del 19% rispetto all’anno precedente. Nel 2024 laproduzione nazionale dei rifiuti urbani è stata pari a circa 30 milioni di tonnellate(+2,3% sul 2023).
Si conferma iltrend di crescita della raccolta differenziata, che aumenta più di un punto percentuale rispetto al 2023, passandodal 66,6% al 67,7%(in termini quantitativi oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti differenziati). A livello territoriale, le regioni delNord-Este delNord-Ovestmantengono alti livelli di raccolta differenziata,pari rispettivamente al 77,8% (+1%) e al 71,3% (+0,7%), mentre ilCentro si attesta al 63,2%(+0,9%), ilSud al 59,9%(+1,7%) e leIsole al 60,8%con un lieve incremento rispetto allo scorso anno (+0,3%).
Per quanto riguarda le predisposizioni tariffarie relative all’aggiornamento biennale 2024-2025, si registraun positivo incremento del numero di soggetti adempienti alla regolazione tariffaria: rispetto alle 5.332 proposte tariffarie rilevate nel 2024, risultano trasmesse 5.699 – di cui 5.672 comunali e 27 pluricomunali – relative a 6.125 Comuni (il 78% dei Comuni italiani), per un totale di quasi 51 milioni di abitanti serviti pari all’86% della popolazione nazionale.
Laspesa media annua TARIstimata per un’utenza domestica tipo (composta da tre componenti il nucleo famigliare in un’abitazione di superficie 100 mq), risulta pari, nel 2023, a311 euro a livello nazionale, evidenziando significative differenze tra le varie aree geografiche.
Teleriscaldamento
In Italia la diffusione dei sistemi di telecalore è ancora limitata ma con un trend che risulta storicamente crescente.Le 5 Regioni del Nord(Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Veneto)rappresentano, da sole, oltre il 95% dell’energia termica erogata, ma la dimensione delle reti risulta piuttosto eterogenea.
Il gas naturale si conferma la fonte energetica nettamente prevalente con il70,5%del consumo energetico complessivo, tra le altre fonti portano un contributo significativo irifiuti(14,9%) e lebioenergie(biomasse, biogas e bioliquidi, all’11%).
L’energia distribuita dalle reti di telecalore è utilizzata principalmente per laclimatizzazione ambientale(riscaldamento e raffrescamento) e la produzione diacqua calda a uso igienico-sanitario, mentre èmarginale l’utilizzo in processi industriali. Una quota significativa del mercato è costituita dautenze di tipo residenziale(65%) eterziario(32%).
L’andamento dei prezzi del servizio di teleriscaldamento è naturalmente influenzato dalle quotazioni di mercato delle fonti energetiche, in particolare del gas naturale. Per questa ragione a un picco del prezzo nell’anno 2022, risultato in media pari a 155 €/MWh, è seguito un calo a 116 €/MWh nel 2023 e, anche per effetto dell’introduzione del vincolo ai ricavi, a 113 €/MWh nel 2024. Seppure i prezzi non siano ad oggi rientrati al livello precrisi, a causa del perdurare di tensioni sui mercati internazionali, si nota una importante riduzione, dopo il 2022, del valore medio e della variabilità tra le diverse offerte:il prezzo medio applicato dagli operatori nel 2024 varia tra 105 e 137 €/MWh.
