25 Settembre 2021
Cambiamenti climatici Clima

Appello per investimenti più ambiziosi per il clima nel Recovery Fund

Cento imprese e associazioni di imprese hanno rivolto un Appello ai membri del Governo e del Parlamento italiani e ai membri italiani del Parlamento europeo, per rendere gli investimenti europei del Pacchetto UE per la ripresa più ambiziosi e adeguati alla sfida di una transizione ecologica e climatica.

Cento esponenti di importanti Imprese e Associazioni di impresa italiane hanno lanciato un Appello ai membri italiani del Parlamento europeo, ai Parlamentari Italiani e ai membri del Governo italiano per sostenere che le proposte europee per il clima e l’ambiente siano rese più incisive, in vista della negoziazione relativa alla versione finale del pacchetto di ripresa europeo post Covid-19, prevista per il mese di novembre.

La transizione verso un’economia ambientalmente sostenibile e climaticamente Neutrale – si legge nell’ Appello – rappresenta una sfida epocale che cambierà il sistema energetico e i modelli di produzione e consumo in tutti i settori”.

Per rendere gli investimenti europei più ambiziosi e adeguati alla sfida di una transizione ecologica e climatica nell’Appello vengono indicate 3 direttrici:

Ambizione climatica: per portare dal 37% al 50% la quota di investimenti del Recovery and Resilience Facility Fund, il più importante strumento di finanziamento del pacchetto Next Generation EU – destinati a progetti favorevoli al clima, sia per realizzare il taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e puntare sulla neutralità climatica al 2050 che per contribuire a mobilitare i 350 miliardi di euro all’anno di investimenti per il clima e l’energia a livello europeo, stimati dalla Commissione Europea;
Criteri climatici per gli investimenti: adottare una metodologia chiara per riconoscere gli investimenti favorevoli al clima, come quella definita dal Regolamento europeo per la “Tassonomia per la finanza sostenibile”;
Lista di esclusione”: introdurre una lista di attività economiche che non possono accedere ai finanziamenti del Recovery and Resilience Facility perché incompatibili con il taglio delle emissioni al 2030 e con l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050.

Queste tre direttrici climatiche sono presenti negli emendamenti al Recovery and Resilience Facility approvati il 12 ottobre scorso dalla Commissione ambiente (ENVI) del Parlamento europeo.

Questo appello italiano si sposa con numerose iniziative simili, attualmente in corso in Europa, promosse dalla comunità civile e dal mondo economico, e segue il solco tracciato dal Manifesto per un green deal, firmato da 110 rappresentanti del mondo delle imprese.

“Puntiamo ad avere un buon piano per la ripresa quindi ad evitare che, da una parte, si spenda per tutelare il clima e l’ambiente e, dall’altra, si finanzino, con le risorse europee, anche misure che danneggino il clima e l’ambienteha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – Gli investimenti nelle misure per il clima  vanno aumentati  perché hanno anche un grande potenziale di trascinamento economico e occupazionale in vari settori: della produzione di energia rinnovabile, del risparmio energetico negli edifici e nell’industria con l’economia circolare, nel cambiamento per una mobilità più sostenibile. Senza trascurare di finanziare anche misure di adattamento climatico che riducano la vulnerabilità delle città alle alluvioni e alle ondate di calore”.

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