20 Settembre 2021
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Anie Rinnovabili: fotovoltaico e idroelettrico in aumento, in calo l’eolico

Il report di Anie Rinnovabili su dati del sistema Gaudì-Terna indica che nei primi 11 mesi dell’anno la nuova capacità ha raggiunto complessivamente 864 MW, con un trend simile a quello dello scorso anno, ma le performance delle singole fonti sono differenti.

Anie-Confindustria ha diffuso il 9 gennaio 2019 i dati relativi ai primi undici mesi del 2018 sulle energie rinnovabili, elaborati dall’Osservatorio FER su Dati del sistema di Gestione delle Anagrafiche Uniche Degli Impianti di produzione e delle relative unità (GAUDÌ) di Terna, l’azienda che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica.

Dal report di Anie Rinnovabili si evince che le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 836 MW (+9% rispetto al 2017), con un trend in diminuzione rispetto alla stessa rilevazione dello scorso anno (+13% sul 2016). Tuttavia, considerando la nuova capacità da impianti a bioenergie, il totale arriverebbe a 864 MW, e considerando i dati di dicembre 2018 si dovrebbe eguagliare complessivamente il risultato del 2017, seppur con differenti dinamiche per le singole fonti (positivo per fotovoltaico e idroelettrico, probabilmente negativo per eolico e bioenergie).

Sarà però necessario – sottolinea la nota stampa di Anie-Confindustria – uno sforzo maggiore per il raggiungimento del target al 2030 confermato dall’Unione Europea al 32%; un primo passaggio importante è costituito dall’approvazione della Commissione Europea relativo allo schema di Decreto Ministeriale sulle fonti rinnovabili e della sua pubblicazione in gazzetta ufficiale”.

Il giorno prima, il MiSE ha comunicato di aver trasmesso alla Commissione UE la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)/ che, salvo aggiustamenti a seguito dei miglioramenti tecnologici, limita al 30% la produzione di energia da FER nei consumi finali lordi di energia al 2030.

Guardando la situazione settore per settore si registra un vero e proprio exploit per il fotovoltaico che nel solo mese di ottobre supera i 71 MW e con i 30 MW di novembre raggiunge quota 402 MW complessivi (+6% rispetto allo stesso periodo del 2017). In aumento il numero di unità di produzione connesse (+8%), frutto delle politiche di autoconsumo e di defiscalizzazione, vale a dire la detrazione fiscale per il cittadino ed il super ammortamento per le imprese.

Si segnala che nei mesi di ottobre e novembre c’è stato un incremento del 33% (in potenza) degli impianti tra i 20 ed i 1.000 kW attribuibile all’incertezza della proroga del super ammortamento – prosegue la nota – Difficile quantificare l’impatto dell’abolizione dei dazi antidumping su moduli e celle fotovoltaiche, sta di fatto che il prezzo dei moduli fotovoltaici ha subito nell’ultimo quadrimestre un ulteriore ribasso che sicuramente ha consentito una maggior diffusione di tale tecnologia”.

Gli impianti di tipo residenziale (fino a 20 kW) costituiscono il 50% della nuova potenza installata nel 2018. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Calabria, Liguria, Piemonte e Sardegna, mentre quelle con il maggior decremento sono Campania, Lazio e Valle d’Aosta. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Abruzzo, Liguria e Umbria, mentre quelle con il maggior decremento sono Basilicata e Molise. Da segnalare l’attivazione di un impianto di 26 MW in market parity nel mese di ottobre 2018 in provincia di Cagliari (ndr: un impianto fotovoltaico in market parity vende energia sulla borsa elettrica ad un prezzo inferiore a quella prodotta dalle fonti convenzionali, diventando competitivo anche sul mercato all’ingrosso).

Per l’eolico, nonostante i risultati molto positivi dei mesi di ottobre (oltre 69 MW) e di novembre (oltre 29 MW), complessivamente le installazioni risultano comunque in calo del 9% (297 MW complessivi), rispetto allo stesso periodo del 2017.

Per questo comparto si registra un notevole decremento (-95%) anche delle unità di produzione dovuto al fatto che lo scorso 31 dicembre 2017 si è chiusa la finestra per l’accesso diretto degli impianti di piccolissima taglia. I nuovi impianti fanno parte di quelli entrati nelle graduatorie dei registri e delle aste previsti dal DM del 23 giugno 2016 recante “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico”.

Per quanto riguarda la diffusione territoriale, la maggior parte della potenza connessa (88%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia. In riferimento alla taglia, le richieste di connessione di impianti di potenza inferiore ai 60 kW sono soltanto lo 0,2% del totale installato fino a novembre 2018, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 99% del totale. Da segnalare l’attivazione di alcuni impianti eolici di grande taglia: nel mese di ottobre 2018 ben 39,8 MW in Basilicata, 12,5 MW in Puglia e 8 MW nel Lazio, mentre nel mese di novembre 2018 un impianto da 15 MW in Sicilia e uno da 13 MW in Abruzzo.

Risulta notevolmente migliorato il trend dell’idroelettrico che ha raggiunto complessivamente 137 MW complessivi (+92% rispetto ai valori registrati nei primi undici mesi del 2017), mentre si registra un decremento per le unità di produzione (-69%).

Le regioni che hanno registrato il maggior incremento di potenza rispetto all’anno precedente sono Lombardia e Piemonte. Gli impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi nel 2018 costituiscono l’8% del totale installato fino a novembre 2018. Da segnalare l’attivazione nel mese di ottobre 2018 di un impianto idroelettrico da circa 6,3 MW in Lombardia.

Per quanto riguarda gli impianti a bioenergie, nell’ultimo bimestre non ci sono state variazioni significative, pertanto la potenza installata nel 2018 resta ferma a 28 MW corrispondenti a 25 impianti.

Sui sistemi di accumulo non ci sono dati ufficiali, ma dalle elaborazioni di Anie Rinnovabili si stima che nel corso del 2018 siano state installate circa 10.000 unità di sistemi di accumulo abbinati a impianti fotovoltaici residenziali (+25% rispetto al 2017). Nel quadriennio 2015-2018 l’Associazione stima in 26.000 i sistemi di accumulo residenziali in esercizio, grazie alla misura della detrazione fiscale e a due bandi promossi dalla Regione Lombardia.

Per incrementare le installazioni di tali dispositivi che giocheranno un ruolo sempre più importante anche per i servizi di rete che sono in grado di svolgere – secondo Anie Rinnovabili – saranno necessari ulteriori e meccanismi di supporto a livello nazionale”.

Focalizzandosi sulle grandi taglie, il report segnala che in Italia sono presenti i progetti realizzati da Terna con innovativi sistemi di controllo.:
– lo Storage Lab di tipo Power intensive (12,5 MW di potenza e 18,5 MWh di capacità);
– il Large scale energy storage di tipo Energy intensive( 35 MW e 232 MWh).

Esistono, inoltre, almeno sei installazioni di sistemi di accumulo non residenziali abbinati a generazione rinnovabile e non, basate su iniziative di privati, per una potenza complessiva di circa 14 MW e una capacità di 10,5 MWh.

 

In copertina: L’impianto fotovoltaico da 26 MW in market parity di Assemini (CA)

 

 

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