14 Agosto 2022
Cambiamenti climatici Circular economy Sostenibilità

La Moda per il Clima: firmata la Carta con 16 impegni e obiettivi

Alla Conferenza sul Clima (COP24) 43 grandi marchi dei settori tessile, abbigliamento, pellami e calzature, dalla produzione alla distribuzione, hanno sottoscritto una Carta con cui si impegnano alla decarbonizzazione dell’intera catena di valore entro il 2050.

Tra i numerosi Rapporti presentati ed Eventi collaterali, svoltisi a Katowice (2-15 dicembre 2018) nel corso della Conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici (COP24), dei quali abbiamo offerto ampia documentazione attraverso singoli post nel corso delle ultime settimane, merita segnalazione anche la sottoscrizione il 10 dicembre 2018 della “Fashion Industry Charter for Climate Action” da parte di CEO e Presidenti di alcuni grandi marchi della moda.

Con la sottoscrizione di questa Carta 43 aziende dei settori tessile, abbigliamento, pellami e calzature, dalla produzione di materie prime alla produzione di prodotti, alla loro distribuzione e consumo, compresa una grande compagnia di navigazione, si impegnano ad affrontare i cambiamenti climatici, riaffermando la propria volontà di intensificare la collaborazione all’interno e all’esterno del settore della moda per un futuro più pulito e a basse emissioni di carbonio.

Se è vero che negli ultimi 10 anni, l’industria mondiale della moda è stata un motore per lo sviluppo globale e ha fatto progressi sulla sostenibilità, per l’aumentata consapevolezza della necessità di ottimizzare le pratiche produttive e commerciali, l’attuale ritmo non è quello che sarebbe necessario.

In linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, la Carta della Moda per il Clima prevede che il settore raggiunga le emissioni nette zero entro il 2050 e definisce un’ampia varietà di questioni che i firmatari dovranno affrontare al fine di realizzare ciò.

Il settore della moda è sempre due passi avanti quando si tratta di indicare la strada del cambiamento, quindi sono lieta constatare ora che sono all’avanguardia anche in termini di azione per il clima – ha affermato la Segretaria esecutiva dell’UNFCCC, Patricia Espinosa Mi congratulo con i firmatari di questa importante Carta che rappresenta un impegno e una collaborazione che non hanno eguali da parte di una serie di leader della moda. La Carta, come le famose passerelle di moda del mondo, costituisce un esempio che spero che altri seguiranno”.

Sono 16 gli impegni e gli obiettivi della Carta della Moda per il Clima , tra cui :
– la decarbonizzazione della fase di produzione;
– la selezione di materiali sostenibili e rispettosi del clima;
– l’utilizzo di mezzi di trasporti a basse emissioni di carbonio;
– il miglioramento del dialogo e della consapevolezza dei consumatori;
la collaborazione con i responsabili delle politiche e con le istituzioni finanziarie per catalizzare soluzioni scalabili ed esplorare modelli di business circolari.

Per realizzare progressi concreti su questi impegni, sono stati istituiti 6 gruppi di lavoro in cui i firmatari collaboreranno per organizzare le prossime fasi. Comunque iI firmatari stanno anche prendendo provvedimenti immediati, fissando un obiettivo iniziale per ridurre le loro emissioni aggregate di gas serra del 30% entro il 2030 e hanno definito misure concrete, come l’eliminazione graduale di caldaie a carbone e altre fonti di calore e generazione di energia a carbone nelle proprie aziende, sia  nelle proprie aziende che in quelle dei fornitori entro il 2025.

Tra i firmatari: adidas, Aquitex, Arcteryx, Burberry Limited, Esprit, Guess, Gap Inc., H & M Group, Hakro Gmbh., Hugo Boss, Inditex, Kering Group, Lenzing AG, Levi Strauss & Co., Mammut Sports Group AG , Mantis World, Otto Group, Pidigi spa, Puma SE, re: newcell, Schoeller Textiles AG, Peak Performance, PVH Corp., Salomon, Skunkfunk, SLN Textil, , Sympatex Technologies, Stella McCartney, Target e Tropic Knits Group, la società di logistica globale Maersk  e il WWF International .

Hanno aderito anche le associazioni tessili come Business for Social Responsibility (BSR), China National Textile and Apparel Council (CNTAC), China Textile Information Center (CTIC), Global Fashion Agenda (GFA), Global Organic Textile Standard (GOTS), International Finance Corporation (IFC), Outdoor Industry Association (OIA), Sustainable Apparel Coalition (SAC), Sustainable Fashion Academy (SFA), Textile Exchange, ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals Foundation).

La Carta della Moda per il Clima è aperta all’adesione di altre aziende e organizzazioni che riconoscano il ruolo cruciale che la moda gioca su entrambi i membri dell’equazione climatica: come importante emettitore di gas serra e come settore dalle grandi opportunità per la riduzione delle emissioni, contribuendo nel contempo allo sviluppo sostenibile.

I cambiamenti climatici sono senza dubbio uno, se non il più grande, degli problemi che dobbiamo affrontare nel corso della nostra vita e influenzerà tutti su questo pianeta e sul nostro futuro – dichiarato Stella McCartney Questo è il motivo per cui sono orgogliosa di essere tra i firmatari della Carta della Moda per il Clima. Voglio invitare i miei colleghi del settore, da altri marchi ai rivenditori e fornitori, ad aderire a questo documento e ad adottare le misure necessarie per affrontare questione reale dei cambiamenti climatici nelle loro attività e lungo tutta la catena di valore. Collettivamente abbiamo la voce e la capacità di fare la differenza”.

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