Dopo la Dichiarazione sottoscritta da 13 Ministri dell’Ambiente dei Paesi membri dell’UE affinché la Commissione UE prosegua con il Green Deal europeo che i Paesi dell’Est-Europa vorrebbero bloccare, una Alleanza di politici, imprenditori, parlamentari europei e attivisti ambientali rivolgono un Appello per aumentare gli investimenti verdi per la ripresa economica dopo la pandemia di Covid-19 e rafforzare gli obiettivi climatici dell’UE per il 2030.
Un’Alleanza di 180 Policy maker, Dirigenti d’azienda, Parlamentari europei e Attivisti ambientali europei hanno sottoscritto il 14 aprile 2020 un Appello per esortare la Commissione UE ad aumentare gli investimenti verdi per sviluppare “un nuovo modello di prosperità” basato sulla sostenibilità, la protezione della biodiversità e la trasformazione del sistema agroalimentare dell’UE.
“Covid-19 non farà scomparire i cambiamenti climatici e il degrado della natura[…] – si legge nell’AppelloGreenRecovery. Reboot & Reboost our economies for a sustainable future”, promosso dal deputato liberale francese,Pascal Canfin, Presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo –non vinceremo la lotta contro Covid-19 senza una solida risposta economica“.
L’iniziativa fa seguito ad un’altraDichiarazione, proposta qualche giorno prima dal Ministro danese per Clima, Energia e Utility,Dan Jørgensen a cui si sono associati altri12 Ministri dell’Ambiente europei(quasi tutti dell’Europa Centro Occidentale, tra cui il Ministro italiano Costa che ha sottoscritto anche l’Appello) in cui sichiede alla Commissione di andare avanti con il Green Deal europeo e di rafforzare gli obiettivi climatici dell’UE per il 2030, come richiesto dall’Accordo sul clima di Parigi.
Peraltro, la scorsa settimana, la Commissione UE, avviando unaconsultazionesulla sua “Strategia rinnovata di finanziamento sostenibile rinnovata“, parte di un pacchetto da 1.000 miliardi di euro per rendere l’economia europea più verde entro il 2030, ha inviato un chiaro messaggio sulla sua volontà di proseguire sul percorso tracciato,nonostante i Paesi dell’Est Europa, capeggiati ancora da Polonia e Repubblica ceca hanno chiesto di accantonare tale progettoper concentrare gli sforzi sulla crisi economica indotta dalla pandemia di Covid-19.
Ecco il testo dell’Appello
“La crisi del coronavirus sta scuotendo il mondo intero, con conseguenze devastanti in tutta Europa. Siamo messi alla prova. Stiamo soffrendo e piangendo le nostre vittime, e questa crisi sta mettendo alla prova i limiti del nostro sistema. È anche una prova della nostra grande solidarietà europea e le nostre istituzioni, che hanno agito rapidamente all’inizio della crisi per attuare misure per proteggerci. La crisi è ancora in atto, ma vedremo la luce alla fine del tunnel e combattendo insieme, batteremo il virus.
Non abbiamo mai affrontato una situazione così difficile in tempo di pace. La lotta contro la pandemia è la nostra massima priorità e tutto ciò che è necessario per fermarlo ed eliminare il virus deve essere fatto. Accogliamo con favore e sosteniamo fortemente tutte le azioni sviluppate da governi, istituzioni dell’Ue, autorità locali, scienziati, personale medico, volontari, cittadini e attori economici.
In questa situazione tremendamente difficile, stiamo anche affrontando un’altra crisi: uno shock per la nostra economia più duro della crisi del 2008. Il grande shock per l’economia e i lavoratori creato dalla pandemia richiede una forte risposta economica coordinata. Accogliamo pertanto con favore la dichiarazione dei leader europei in cui si afferma che faranno ‘qualunque cosa occorra’ per affrontare le conseguenze sociali ed economiche di questa crisi. Tuttavia, quel che ha funzionato per la crisi finanziaria del 2008 potrebbe non essere sufficiente per superare questa. La ripresa economica arriverà solo con ingenti investimenti per proteggere e creare posti di lavoro e per sostenere tutte le società, le regioni e i settori che hanno sofferto per l’arresto improvviso dell’economia.
Dopo la crisi, verrà il momento di ricostruire. Questo momento di ripresa sarà un’opportunità per ripensare la nostra società e sviluppare un nuovo modello di prosperità. Questo nuovo modello dovrà rispondere alle nostre esigenze e priorità. Questi ingenti investimenti devono innescare un nuovo modello economico europeo: più resiliente, più protettivo, più autonomo e più inclusivo.
Tutti questi requisiti risiedono in un’economia costruita attorno ai principi Green. In effetti, la transizione verso un’economia climaticamente neutrale, la protezione della biodiversità e la trasformazione dei sistemi agroalimentari hanno il potenziale per fornire rapidamente posti di lavoro, crescita e migliorare il modo di vivere di tutti i cittadini di tutto il mondo e contribuire a costruire società più resilienti.
Non si tratta di creare una nuova economia da zero. Abbiamo già tutti gli strumenti e molte nuove tecnologie. Negli ultimi dieci anni sono stati compiuti enormi progressi nella maggior parte dei settori della transizione, sviluppando nuove tecnologie e la catena del valore e riducendo drasticamente il costo della transizione (tra cui, tra l’altro: energia rinnovabile, mobilità a emissioni zero, agroecologia, efficienza energetica … ). Dieci anni fa, i veicoli a emissioni zero erano solo un prototipo. Dieci anni fa, l’energia eolica era tre volte più costosa di oggi e l’energia solare sette volte. Dieci anni fa, non avevamo ancora effettuato lavori di ristrutturazione di edifici dimostrando che questa azione è redditizia.
La volontà politica c’è. Abbiamo già dei piani e una strategia. Progetti come il Green Deal europeo e altri piani nazionali di sviluppo a zero emissioni di carbonio hanno un enorme potenziale per ricostruire la nostra economia e contribuire alla creazione di un nuovo modello di prosperità. Riteniamo pertanto che dobbiamo preparare l’Europa al futuro e progettare piani di risanamento, sia a livello locale, nazionale che a livello Ue, facendo della lotta ai cambiamenti climatici come il fulcro della strategia economica. E’ giunto il momento di trasformare questi piani in azioni e investimenti che cambieranno la vita dei cittadini e contribuiranno alla rapida ripresa delle nostre economie e delle nostre società.
Riconosciamo anche che l’impatto sociale dell’epidemia di Covid-19 è già enorme e la resistenza a ulteriori investimenti nella transizione verso un’economia climaticamente neutrale non è la strada da percorrere. Affinché iniziative, come il Green Deal europeo, continuino ad essere ampiamente accettate, devono più che mai rispondere ai bisogni sociali della nostra società. Sono stati compiuti progressi nell’individuare le potenziali sfide sociali della transizione e sono stati, e possono ancora essere ulteriormente sviluppati, strumenti per garantire una transizione equa e giusta.
Chiediamo un’alleanza globale, di decisori politici di ogni partito, leader imprenditoriali e finanziari, sindacati, ONG, think tank, stakeholder, per sostenere e attuare l’istituzione di ‘Green Recovery Investment Packages’ che fungano da acceleratori della transizione verso la neutralità climatica ed ecosistemi sani. Pertanto ci impegniamo a lavorare insieme, condividere conoscenze e competenze e creare sinergie per fornire le decisioni di investimento di cui abbiamo bisogno.
Covid-19 non farà sparire i cambiamenti climatici e il degrado della natura. Non vinceremo la lotta contro il covid-19 senza una solida risposta economica. Non ci opponiamo in queste due battaglie, ma combattiamole e vinciamole allo stesso tempo. In questo modo, insieme ce la faremo”.
