6 Ottobre 2022
Agroalimentare Territorio e paesaggio

Vendemmia 2022: l’analisi di Coldiretti prevede -10%

In occasione dell’avvio il 1° agosto della vendemmia in Italia con il distacco del primo grappolo nella Franciacorta bresciana, Coldiretti traccia una prima analisi della Campagna 2022, anticipata ancora di 7 giorni rispetto all’anno precedente per effetto del clima, che si prevede in calo del 10%, seppure di ottima qualità. A frenare la corsa del vino italiano, c’è pure la crescita esponenziale dei costi con un +35% in media, a causa delle tensioni su energia e materie prime generate dalla guerra in Ucraina.

Al via con almeno sette giorni di anticipo rispetto allo scorso anno la vendemmia 2022 in Italia, con la siccità e il caldo oltre i 40 °C gradi che taglieranno la produzione del 10% a livello nazionale. 

È la previsione di Coldiretti che in occasione dell’inizio della raccolta che tradizionalmente parte con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay nella Franciacorta bresciana (in anticipo di 7 giorni rispetto al 2021, fa un’analisi della Campagna 2022.

Secondo la più grande Associazione agricola italiana, i vigneti oltre ad essere messi a dura prova dalla siccità eccezionale di quest’anno e da temperature di 40 °C, hanno sopportato afa e temperature elevate anche di notte, che non hanno permesso ai grappoli di prendere un po’ di “respiro” climatico con il tradizionale sbalzo termico.

La produzione italiana quest’anno viene stimata in calo del 10%, per un quantitativo intorno ai 45,5 milioni di ettolitri, ma molto dipenderà sia dall’evoluzione delle temperature, che influiscono sulla maturazione, sia dall’assenza di nubifragi e grandinate, che hanno un impatto devastante sui vigneti e sulle quantità prodotte. In Italia si attende comunque una annata di buona/ottima qualità, anche se l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre, per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo.

Nonostante il calo a livello nazionale l’Italia si mantiene 1° produttore mondiale di vino, mentre per il 2° posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna, paesi che hanno subito entrambi i danni causati dalla siccità e dagli incendi.

La produzione tricolore può contare su 607 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.

“Con la vendemmia ha spiegato il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini in Italia si attiva un sistema che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio”.
Per tutelare l’enorme patrimonio enogastronomico italiano occorre però superare al più presto i vincoli burocratici che rallentano l’assunzione dei lavoratori stagionali. Ad oggi in agricoltura secondo Coldiretti appena 10mila stagionali sui 42mila previsti dal decreto flussi 2021 hanno iniziato a lavorare nelle campagne. Dal Trentino al Veneto passando per l’Emilia fino ad arrivare in Basilicata la situazione è divenuta drammatica.

“Non è possibile che per colpa della burocrazia – ha sottolineato il Presidente Coldiretti – le imprese perdano il lavoro di una intera annata agraria dopo aver affrontato peraltro i danni della siccità e un pesante aumento dei costi di produzione determinato dalla guerra in Ucraina”.

Si tratta di assicurare, ha osservato Coldiretti, i nulla osta soprattutto ai lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. Occorre introdurre un contratto di lavoro occasionale per consentire anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi.

A frenare la corsa del vino italiano, c’è pure la crescita esponenziale dei costi con un +35% in media a causa delle tensioni su energia e materie prime generate dalla guerra in Ucraina con aumenti unilaterali da parte dei fornitori di imballaggi che arrivano a pesare sui bilanci per oltre un miliardo di euro con anche difficoltà a reperire materiali per l’imbottigliamento.
Una bottiglia di vetro costa oltre del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali.
Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%, secondo l’analisi Coldiretti.
Problemi sussistono anche per l’acquisto di macchinari, soprattutto quelli in acciaio, prevalenti nelle cantine, per i quali è diventato impossibile persino avere dei preventivi.
È rincarato anche il trasporto su gomma del 25% al quale si aggiunge la preoccupante situazione dei costi di container e noli marittimi, con aumenti che vanno dal 400% al 1000%.

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