Biodiversità e conservazione

Uccelli migratori: il 45% di tutte le specie è in declino

In occasione del Global Flyways Summit, Birdlife International ha pubblicato la VI edizione del Rapporto “State of the World’s Birds” che per la prima volta si concentra interamente sugli uccelli migratori e sulle loro rotte migratorie, fornendo la valutazione più completa finora realizzata sul loro stato, sulle minacce che devono affrontare e sulle possibili misure di conservazione.

Delle 1.843 specie di uccelli migratori presenti nel mondo, il 45% presenta un trend demografico in declino e già 200 specie sono considerate minacciate a livello globale, con gli uccelli costieri e marini particolarmente colpiti.

È quanto emerge dalRapporto“State of the World’s Birds”, diBirdlife International(rete globale di associazioni per la protezione degli uccelli, di cui fa parte anche laLIPUin Italia) che viene redatto ogni 4 anni e che è stato presentato in occasione delGlobal Flyways Summit di Nairobi(8 -11 settembre 2026), il vertice co-organizzato conNature Kenyache ha riunito leader mondiali, istituzioni, governi, esperti e partner finanziari per affrontare le minacce globali alla biodiversità e dedicato alla tutela degli uccelli migratori e delle rotte di volo da cui dipendono.

Gli uccelli migratori intraprendono viaggi straordinari, attraversando continenti e oceani tra le aree di produzione e di svernamento. Questi viaggi sono fondamentali per la loro sopravvivenza e li rendono patrimonio naturale condiviso, esponendoli tuttavia a molteplici minacce lungo le rotte migratorie.

Combinando i dati di Birdlife con la sintesi della più ampia letteratura scientifica,il Rapporto fornisce la valutazione più completa finora realizzata sullo stato di conservazione degli uccelli migratori, sulle cause che ne causano il declino e sulle azioni necessarie per affrontarle.

Fonte: BirdLife International, 2026

I risultati del rapporto sono allarmanti:il 45% delle specie di uccelli migratori è in declino. Una specie su 9 è minacciata di estinzione. L’estinzione delChiurlo dal becco sottile(Numenius tenuirostris) decretata dalla IUNC (Unione internazionale per la conservazione della natura) nel 2025, considerando che l’ultimo avvistamento registrato in una laguna marocchina risale al febbraio del 1995, si aggiunge adaltre 6 specie migratorie confermate di essere scomparse negli ultimi 150 anni(Anatra del Labrador(Camptorhynchus labradorius),Procellaria giamaicana(Pterodroma caribbaea),Colomba migratrice(Ectopistes migratorius),Uccello delle tempeste di Guadalupe((Hydrobates macrodactylus),Chiurlo boreale(Numenius borealis) eParula di Bachman(Vermivora bachmanii), segnandola prima estinzione globale di uccelli nell’Eurasia continentale e in Africa negli ultimi secoli. In particolare,sono le specie che dipendono da habitat marini, foreste e zone umide costiere ad essere le più minacciate.

Tuttavia, il Rapporto documenta anche un barlume di speranza. Questi declini derivano da fattori ben noti, causati dall’uomo:specie invasive,intensificazione dell’agricoltura,cambiamenti climaticiecacciainsostenibile. Quando si interviene sulle pratiche agricole, di pesca e di gestione del territorio lungo l’intera rotta migratoria, anziché in singoli siti, le popolazioni di uccelli rispondono positivamente. Ad esempio, l’azione congiunta di diversi Paesi a favore delCapovaccaio(Neophron percnopterus), denominato ancheAvvoltoio egizianoha arrestato il declino della popolazione nidificante nei Balcani.

L’Indice della Lista Rossa della sopravvivenza delle specie per gli uccelli migratori, con esempi di specie passate a una categoria di rischio superiore o inferiore in diversi periodi di tempo e i principali fattori alla base di tali cambiamenti. Foto Nick Athanas, Brian Woolman, Lars Petersson, WildMedia, Edmond Sham, Wang LiQiang, John Burnside, LouieLea (Fonte: BirdLife International, 2026).

“Gli uccelli migratori sono sentinelle, e il loro declino rivela la crescente pressione sui sistemi naturali che ci sostengono– ha dichiaratoStuart Butchart, Membro della Royal Society e Responsabile scientifico di BirdLife International–Ma la scienza è altrettanto chiara: la conservazione funziona, e un’azione coordinata previene le estinzioni e aiuta le popolazioni a riprendersi. Le soluzioni esistono: ora serve metterle in pratica su vasta scala lungo le rotte migratorie”.

Nel corso del vertice è stata firmata laDichiarazione di Nairobi sulle rotte migratorieda parte di importanti stakeholders, tra cui governi, scienziati, ONG, ambientalisti e istituzioni finanziarie, che si sono impegnati ad intensificare gli sforzi e la cooperazione per proteggere le rotte migratorie intercontinentali degli uccelli (corridoi di volo) e i relativi ecosistemi interconnessi.

Impegni chiave
– Cooperazione transfrontaliera
: riconosce che gli uccelli non rispettano i confini nazionali; auspica una protezione congiunta delle rotte migratorie a livello locale, nazionale e globale.
–Protezione degli habitat: salvaguardia di foreste, praterie, zone umide, coste e oceani che immagazzinano carbonio, forniscono acqua pulita e sostengono i mezzi di sussistenza.
–Finanziamento integrato: La Banca Mondiale, la Banca Asiatica di Sviluppo e la Banca di Sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi hanno stanziatooltre 6 miliardi di dollari per la conservazione delle rotte migratorie.
– IlFondo per l’ambiente globale(GEF) ha approvato un meccanismo di sovvenzioni per le rotte migratorie globali, che prevede 8,97 milioni di dollari in sovvenzioni dirette e 107 milioni di dollari in cofinanziamenti, per il ripristino di 9 milioni di ettari di zone umide.
–Allineamento con i quadri di riferimento globali: collegamenti con le principali convenzioni (CBD,UNFCCC,UNCCD, CMS,RamsareGBF di Kunming-Montreal) per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.

“Il rapporto sullo stato degli uccelli nel mondo è inequivocabile: stiamo perdendo uccelli migratori a un ritmo allarmante– ha affermatoMartin Harper, Amministratore Delegato di BirdLife International –Ma la Dichiarazione di Nairobi segna una svolta. Abbiamo bisogno che tutti si impegnino e facciano la loro parte. Ciò significa coinvolgere governi, imprese e società civile. Le banche di sviluppo stanno raccogliendo la sfida. La BirdLife Partnership è pronta ad agire. Ora abbiamo bisogno che altri si facciano avanti per invertire la tendenza al declino e salvare la meraviglia della migrazione”.

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