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Trasporti: l’inverdimento del settore creerebbe fino a 15mil di posti di lavoro

Un Rapporto congiunto UNECE-ILO sostiene che la ripresa economica post- Covid-19 non può essere un ritorno al “business-as-usual”, ma deve costituire un’opportunità per una trasformazione strutturale “verde” del settore dei trasporti capace di creare milioni di nuovi posti di lavoro e contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

di Fabio Bastianelli

Se scritta in cinese, la parola crisi è composta da due caratteri: uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità“.

Così si espresse in uno storico discorso del 1959 in piena guerra fredda, il Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy.
Gli studiosi, nel confermare che la parola cinese weiji (crisi) può scomporsi in pericolo (wei), hanno confutato che ji significhi opportunità, pur riconoscendo che l’artificio retorico utilizzato fu funzionale a suscitare energie collettive e alimentare le speranze di superamento delle difficoltà.

Anche il RapportoJobs in green and healthy transport. Making thla trasformazione e green shift”, pubblicato il 19 maggio 2020 da UNECE (Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite) e ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) sottolinea che la ripresa dall’attuale crisi del settore dell’auto che rappresenta oltre 60 milioni di posti di lavoro a livello globale non deve costituire un ritorno al “business-as-usual”, ma, al contrario, essere l’occasione di uno sforzo collettivo per renderlo più rispettoso dell’ambiente e contribuire allo sviluppo sostenibile.

Perseguire l’obiettivo di una società ecologicamente sostenibile e inclusiva richiede una trasformazione strutturale dell’economia, compresi i cambiamenti nei prodotti e servizi offerti e nei processi di produzione – ha affermato Catherine Saget, Team Leader dell’ILO – Questa trasformazione strutturale, che includerebbe il settore dei trasporti, ha il potenziale per creare un lavoro dignitoso e proteggere i lavoratori e le loro famiglie, se accompagnata da politiche adeguate”.

Il Rapporto esamina le implicazioni occupazionali di 4 scenari di “trasporto verde” che prevedono un’espansione accelerata del trasporto pubblico e l’elettrificazione del trasporto privato di passeggeri e merci in 56 Paesi del Nord America, Europa, Caucaso e Asia centrale, che sono membri della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE), confrontandoli con un approccio “business-as-usual”.

Dallo Studio emerge che in tutto il mondo potrebbero essere creati 10 milioni di posti di lavoro aggiuntivi2,9 milioni nella regione UNECE – se il 50% di tutti i veicoli prodotti fosse elettrico. Inoltre, quasi 5 milioni di nuovi posti di lavoro potrebbero essere creati in tutto il mondo2,5 milioni nella regione UNECE – se Paesi UNECE raddoppiassero gli investimenti nel trasporto pubblico.

Altri fattori che potrebbero sostenere la creazione di posti di lavoro al di fuori del trasporto includono l’aumento della spesa per beni e servizi derivante da una riduzione della spesa per il petrolio e misure relative alla produzione e all’uso di energia. Anche l’elettrificazione del trasporto privato di passeggeri e merci creerebbe posti di lavoro, in particolare se l’elettricità provenisse da fonti rinnovabili.

Il Rapporto afferma che i sistemi di trasporto più ecologici prodotti da tali cambiamenti comporterebbero anche una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, dell’inquinamento atmosferico e acustico e della congestione del traffico, il che potrebbe portare a un minor numero di incidenti stradali.

Per sfruttare al massimo le opportunità di lavoro associate all’inverdimento del settore dei trasporti, il Rapporto raccomanda l’attuazione di una gamma completa di politiche. Tra questi figurano lo sviluppo delle competenze, la protezione sociale, le politiche del mercato del lavoro e la promozione del dialogo sociale e dei diritti fondamentali sul lavoro.

Il settore dei trasporti interni è fondamentale nelle economie della nostra regione, sia per quanto riguarda la sua quota di PIL che per l’occupazione – ha sottolineato a sua volta il segretario esecutivo dell’UNECE, Olga Algayerova – Questo studio evidenzia alcune delle opportunità chiave per trasformare il settore e renderlo più verde, più sano e più sostenibile e costituisce anche un appello ai Governi e al settore stesso a fare le scelte giuste e investire massicciamente nel trasporto pubblico e nelle tecnologie verdi per cogliere queste opportunità“.

Le cifre del settore dei trasporti

– I trasporti sono un settore chiave nell’economia globale (UNEP, 2017). In particolare, il trasporto terrestre rappresenta oltre 60 milioni di posti di lavoro diretti in tutto il mondo, che rappresentano oltre il 2% dell’occupazione globale. Consentendo la mobilità e la connettività di persone e merci, i trasporti sostengono l’attività di molti altri settori dell’economia, creando posti di lavoro, aggiungendo valore economico e promuovendo l’inclusione sociale. Pertanto, il settore dei trasporti è un attore chiave nel portare avanti l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
– Negli Stati Uniti, il trasporto ha rappresentato il 9% del PIL nel 2015 e ha impiegato circa 13 milioni di persone, ovvero il 9% della forza lavoro, nel 2016 (Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti, 2018). 
– Nell’UE, circa 12 milioni di persone, o più del 5% della forza lavoro totale, hanno lavorato nei settori dei servizi di trasporto e stoccaggio nel 2016. Rappresenta il 6,8% del PIL.
– In media, le famiglie europee hanno speso il 13% delle loro spese totali in articoli relativi ai trasporti in quell’anno.
– Il trasporto pubblico urbano rappresenta circa il 20% della produzione del settore dei trasporti e circa 13 milioni di persone in tutto il mondo sono impiegate nei servizi di trasporto pubblico.
– Anche il settore dei trasporti ha vari effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. Pertanto, contribuisce in modo determinante all’emissione di gas a effetto serra (GHG) responsabile dei cambiamenti climatici e contribuisce anche all’inquinamento atmosferico, alle piogge acide, all’eutrofizzazione, al danno delle colture e delle foreste, all’esaurimento delle risorse naturali, alla frammentazione dell’habitat e alla generazione di rifiuti. Il settore dei trasporti comporta anche rischi significativi per la salute umana a causa di lesioni stradali, inquinamento atmosferico e acustico e congestione del traffico, le emissioni dirette di gas a effetto serra provenienti dal settore dei trasporti rappresentano almeno il 25% delle emissioni totali.Secondo l’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europa dell’Ambiente (AEA) Tendenze e proiezioni in Europa. Monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi climatici ed energetici”, le emissioni dei trasporti sono aumentate ogni anno dal 2014 a causa della crescente domanda di trasporto passeggeri e merci.
– In tutti i Paesi UNECE, la quota di trasporto delle emissioni nazionali di gas a effetto serra varia da meno del 10% in Kazakistan a oltre il 50% in Svezia e Lussemburgo.

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