Cambiamenti climatici Energia Inquinamenti e bonifiche Territorio e paesaggio

Emissioni settori non EU-ETS: debbono raddoppiare gli sforzi

Secondo il briefing dell’AEA, i tagli alle emissioni nei settori non EU-ETS degli sforzi condivisi (piccola-media industria, trasporti, edilizia, agricoltura, rifiuti) devono accelerare considerevolmente dal 2018 in poi per raggiungere gli obiettivi previsti al 2030. 

Sulla base del recente Rapporto Tendenze e proiezioni in Europa. Monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi climatici ed energetici”, nonché sulle comunicazioni degli Stati membri sulle politiche e misure intraprese o pianificate per la riduzione dei gas ed effetto serra, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il 10 marzo 2020 il briefingNational action across all sectors needed to reach greenhouse gas Effort Sharing targets” che mette in evidenza la necessità che gli Stati membri dell’UE riducano le emissioni in tutti i settori se si vuole conseguire gli obiettivi al 2030.

Secondo l’AEA, gli Stati membri dell’UE (nell’analisi è compreso anche il Regno Unito) hanno ridotto dell’11% dal 2005 al 2018 le emissioni di gas a effetto serra nei settori della condivisione degli sforzi parte dei settori ovvero quelle prodotte dalla maggior parte dei settori che non rientrano nel sistema di scambio delle quote di emissione EU-ETS, quali PMI, trasporti, edilizia, agricoltura, rifiuti.

Se gli Stati membri (e Regno Unito) dovessero attuare pienamente le loro attuali e previste politiche e misure, come indicato nel regolamento del meccanismo di monitoraggio nel marzo 2019, le emissioni di condivisione degli sforzi potrebbero ulteriormente diminuire entro il 2030 a un livello del 27% inferiore a quello del 2005, mentre con l’attuale ritmo annuale dovrebbero dal 2018 in poi raddoppiare per raggiungere l’obiettivo UE della riduzione del 30% dal 2005 al 2030. L’obiettivo di condivisione degli sforzi fa parte dell’impegno dell’UE di ridurre tutte le emissioni di gas a effetto serra almeno del 40% dal 1990 al 2030.

Da riscaldamento e raffrescamento degli edifici residenziali e commerciali sono derivate circa la metà delle riduzioni, soprattutto per il passaggio a combustibili più puliti, comprese le fonti energetiche rinnovabili, contribuendo a realizzare tali tagli, si afferma nel briefing, e dovrebbero continuare in questo settore.

Al contrario, dai settori dei trasporti e dell’agricoltura, che coprono insieme  circa la metà delle emissioni dei sforzi condivisi, sono derivate riduzioni molte limitate tra il 2005 e il 2018. Le emissioni dei trasporti sono, addirittura aumentate ogni anno dal 2014 a causa della crescente domanda di trasporto passeggeri e merci.

Riduzioni passate e previste di emissioni degli sforzi condivisi nei settori non EU-ETS (Fonte: AEA)

Gli Stati membri prevedono grandi riduzioni future delle emissioni dai trasporti, ma tali riduzioni si basano principalmente su misure che devono ancora essere adottate e attuate integralmente. È preoccupante, per l’AEA, che le attuali proiezioni indicano che gli Stati membri dell’UE prevedono riduzioni piuttosto basse delle emissioni dal settore agricolo entro il 2030.

Tutto ciò presuppone chiaramente come siano necessari il monitoraggio e la valutazione continui degli effetti delle misure previste per la riduzione delle emissioni, al fine di individuare le misure più efficaci per raggiungere la neutralità climatica nell’UE al 2050, secondo quanto prevede la nuova Legge europea sul clima.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.