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Terre e rocce da scavo: da riutilizzo 241 miliardi di $ al 2050

Un Position paper dell’AIS (Associazione Infrastrutture Sostenibili), che sarà presentato e discusso a RemTech (Ferrara, 17-19 settembre 2025) nel corso della sessione “La gestione delle terre e rocce da scavo. Novità normative e casi studio”, evidenzia come il recupero, la gestione e la valorizzazione delle terre e rocce da scavo, tradizionalmente considerate scarti, costituiscano una risorsa strategica nell’ambito dell’economia circolare e una vera e propria leva per la sostenibilità ambientale.

Come previsto dall’art. 48 del DL 13/2023, convertito in Legge n. 41/2023 (PNRR ter), il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE), di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (MIT ) e sentito il Ministro della Salute, deve adottare un provvedimentoavente ad oggetto la disciplina semplificata per la gestione delle terre e delle rocce da scavo al fine di assicurare il rispetto delle tempistiche di attuazione del PNRR per la realizzazione degli impianti, delle opere e delle infrastrutture ivi previste, nonché per la realizzazione degli impianti necessari a garantire la sicurezza energetica, in sostituzione del DPR 120/2017 che aveva introdotto una disciplina semplificata per la gestione delle terre e rocce da scavo, qualificate come sottoprodotti o rifiuti. 

Lo schema di Regolamento approntato dal MASE era stato sottoposto alla fase di consultazione pubblica enotificato lo scorso marzo alla Commissione UE e si attendeabreve la pubblicazione ufficiale

Mercoledì 17 settembre (ore 14.30-18.30)aRemTech Expo, Conferenza ed esposizione internazionale sui mercati e le tecnologie per la bonifica di terreni e acque (Ferrara 17 -19 febbraio 2025) è in programma la sessione “La gestione delle terre e rocce da scavo. Novità normative e casi studio”, nel corso della quale sarà presentato e discusso “Il Recupero delle Terre e Rocce da Scavo. Soluzioni per una maggiore sostenibilità economica e ambientale”, ilPosition paperdell’AIS(Associazione Infrastrutture Sostenibili), think tank scientifico d’eccellenza che si pone come un autorevole interlocutore per le istituzioni e per gli stakeholder del mercato, per affermare la cultura della progettazione, realizzazione e gestione di oltre 100 aziende ed enti tra stazioni appaltanti, società di ingegneria, imprese di costruzioni, produttori di materiali e tecnologie, società di servizi, impegnate nella realizzazione delle più importanti infrastrutture in Italia, e che esprimono complessivamente oltre il 2% del PIL nazionale.

Attraverso studi, ricerche e seminari, l’AIS sensibilizza l’intera filiera delle infrastrutture nell’applicazione di metodologie innovative, fondando la propria attività su un ampio coinvolgimento dei soci attraverso alcuni specifici gruppi di lavoro. L’obiettivo è di approfondire i temi d’interesse e di definire proposte tecnologiche, procedurali e normative da mettere sul tavolo dei decisori e da offrire al mercato, per migliorare la qualità e i livelli di sostenibilità dei sistemi infrastrutturali territoriali.

Il riutilizzo delle terre e rocce da scavo (TRS) assume sempre più rilevanza nell’ambito di una crescita dell’economia circolare. Secondo il Position paper, a cui hanno contribuito gli esperti e i tecnici dei principali player nazionali, qualiFS,Italferr,ADR,ASPI,SnameTecne, ilriciclo dei principali materiali da costruzione potrebbero generare un valore economico di 60 miliardi di dollari entro il 2030 e arrivare a 241 miliardi di dollari entro il 2050, e, al contempo, ridurre le emissioni di CO2, migliorare la competitività delle imprese e favorire la crescita sostenibile del settore.

Fonte: AIS, Position paper n. 10, 2025

“Il recupero delle terre e rocce da scavo rappresenta una delle sfide più rilevanti per la sostenibilità delle infrastrutture – ha commentato il Presidente AIS, Lorenzo Orsenigo–Con questo Position Paper vogliamo offrire al mercato criteri chiari e condivisi per trasformare un materiale spesso percepito come un problema in una risorsa strategica. Ridurre sprechi, tutelare il territorio e abbattere i costi significa costruire valore per l’ambiente, per le imprese e per le comunità. Solo con un approccio innovativo, digitale e trasparente possiamo garantire infrastrutture davvero sostenibili”.

Una delle principali proposte del Position paper riguarda l’uso della digitalizzazione per migliorare la gestione delle TRS.L’adozione di tecnologie avanzate consente una maggiore trasparenza e tracciabilità dei materiali, facilita l’incrocio tra domanda e offerta di materiali da scavo, e ottimizza la pianificazione dei flussi. Questo approccio digitale rappresenta un passo avanti significativo rispetto alle pratiche tradizionali, rendendo l’intero processo più efficiente e sostenibile.

Inoltre, il Position paper dedica attenzione a casi complessi, come le gallerie di grande diametro, dove la gestione di grandi volumi di terre scavate richiede soluzioni specifiche, e lapresenza di amianto naturale, che impone regole rigorose di caratterizzazione e possibilità di riutilizzo sotto il controllo delle autorità competenti. Questi approcci specialistici rispondono a sfide concrete che, se non gestite correttamente, potrebbero rallentare l’avanzamento dei lavori.

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