Economia e finanza Società

Tasse: i super-ricchi pagano meno dei normali lavoratori

Un Rapporto commissionato dalla Presidenza brasiliana del G20, evidenziando che i sistemi fiscali contemporanei non riescono a tassare in modo efficace i super ricchi, presenta una proposta per uno standard coordinato a livello internazionale che garantisca tasse adeguate per coloro che hanno un patrimonio netto ultra-elevato.

Gli individui con una ricchezza superiore a 1 miliardo di dollari dovrebbero pagare un importo minimo di tasse ogni anno, pari al 2% della loro ricchezza, standard che potrebbe essere implementato in modo flessibile dai Paesi attraverso una serie di strumenti nazionali, tra cui una imposta presunta sul reddito, un’imposta sul reddito su una nozione ampia di reddito o un’imposta sul patrimonio.

È la proposta per uno standard coordinato a livello internazionale che garantisca una tassazione efficace degli individui con un patrimonio netto ultra-elevato contenuto nel RapportoA blueprint for a coordinated minimum effective taxation standard for ultra-high-net-worth individuals”, pubblicato il 25 giugno 2024 e redatto da Gabriel Zucman, Professore di  Economia all’École normale supérieure dell’Università di Parigi (PSL) e all’Università di California Berkeley, nonché Direttore dell’EU Tax Observatory, un laboratorio di ricerca indipendente dedicato allo studio dell’evasione e dell’elusione fiscale nell’UE a cui nel febbraio 2024 la Presidenza brasiliana del G20 aveva

commissionato tale rapporto per esplorare le opzioni per rendere più efficace la tassazione degli individui con patrimoni molto elevati.

Il rapporto presenta prove del fatto che isistemi fiscali contemporanei non riescono a tassare in modo efficace gli individui con patrimoni molto elevati, chiarendo che c’è la necessità di un coordinamento internazionale per affrontare questo problema, analizzando le sfide dell’implementazione e fornendo stime sulle entrate.

Le principali conclusioni sono che:
(i) sulla base dei recenti progressi nella cooperazione fiscale internazionale, tale standard comune è diventato tecnicamente fattibile;
(ii) potrebbe essere applicata con successo anche se tutti i Paesi non la adottassero, rafforzando le attuali tasse di uscita e implementando meccanismi di “esattore di ultima istanza” come nell’imposta minima coordinata sulle società multinazionali;
(iii) una tassa minima sui miliardari pari al 2% della loro ricchezza farebbe raccogliere tra i 200 e i 250 miliardi di dollari all’anno a livello globale da circa 3.000 contribuenti, e l’estensione della tassa ha chi possiede cento milioni di dollari  aggiungerebbe 100-140 miliardi di dollari;
(iv) questo standard internazionale affronterebbe efficacemente le caratteristiche regressive dei sistemi fiscali contemporanei ai vertici della distribuzione della ricchezza;
(v) non sostituirebbe, ma sosterrebbe le politiche fiscali progressive nazionali, migliorando la trasparenza sulla ricchezza di fascia alta, riducendo gli incentivi a impegnarsi nell’elusione fiscale e prevenendo una corsa al ribasso;
(vi) il suo impatto economico deve essere valutato alla luce del tasso di rendimento della ricchezza al lordo delle imposte osservato per gli individui con patrimoni netti elevatissimi, pari al 7,5% in media annuo (al netto dell’inflazione) negli ultimi quattro decenni e dell’attuale aliquota fiscale effettiva dei miliardari, pari allo 0,3% della loro ricchezza.

Il grafico riporta le stime delle aliquote fiscali effettive per gruppi di reddito al lordo delle imposte e per i miliardari in dollari statunitensi in Francia, Paesi Bassi, Italia e Stati Uniti. Queste stime includono tutte le tasse pagate a tutti i livelli di governo e sono espresse come percentuale del reddito prima delle imposte. P0-10 indica il 10% degli adulti nella fascia più bassa della distribuzione del reddito al lordo delle imposte, P10-20 il decile successivo, e così via.
La tassazione progressiva è un pilastro fondamentale delle società democratiche - scrive nell’Executive Summary, Zucman - Un sistema fiscale progressivo rafforza la coesione sociale e la fiducia nei governi affinché operino per il bene comune. È fondamentale finanziare i beni e servizi pubblici come l’istruzione, l’assistenza sanitaria, le infrastrutture pubbliche, che sono motori della crescita economica, nonché gli investimenti necessari per affrontare la crisi climatica. Cambiamenti nella progressività della tassazione è stata storicamente uno dei principali motori dell’evoluzione della concentrazione del reddito e della ricchezza. Come mostrano chiaramente tutte le recenti ricerche, i sistemi fiscali contemporanei, invece di essere progressivi, non riescono a tassare effettivamente gli individui più ricchi. Gli individui con un patrimonio netto molto elevato pagano meno tasse in relazione al loro reddito rispetto ad altri gruppi sociali, indipendentemente dal modello fiscale specifico e dalle pratiche di applicazione dei singoli Paesi”.

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