18 Agosto 2022
Biodiversità e conservazione Fauna

Tartarughe marine: in calo la mortalità nel Mar Mediterraneo

In occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, il Progetto europeo “TartaLife” per la riduzione della mortalità di Caretta caretta, la specie tipica del Mediterraneo, ha annunciato che le catture accidentali di tartarughe marine, che in un caso su 5 determinano la morte degli esemplari, si sono ridotte del 20%.

di Nicoletta Canapa

A determinare la morte delle tartarughe marine non c’è solo la plastica, ma anche la distruzione delle covate a riva e l’intrappolamento tra le reti da pesca.

Le stime di TartaLife http://www.tartalife.eu/it, il Progetto europeo per la riduzione della mortalità di Caretta caretta, la specie più diffusa del Mediterraneo, ma anche la più minacciata tanto da essere inclusa nella Lista Rossa della IUNC tra le specie vulnerabili, , parlano di circa 50mila esemplari di tartarughe marine catturate accidentalmente nei mari italiani, di cui 10 mila non riescono a sopravvivere.

Ma il dato che emerge dalla fotografia scattata in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine (16 giugno 2019) è positivo, dal momento che dopo 5 anni di ricerca e di campagna di sensibilizzazione verso i pescatori, è stata registrata una significativa riduzione delle catture e quindi della loro mortalità. I pescatori professionisti sono stati invitati ad adottare sistemi di pesca selettivi per evitare le catture accidentali, come ami circolari, dissuasori luminosi o reti speciali. Questi accorgimenti hanno determinato un calo di almeno il 20% delle catture accidentali.

Più di cento fra operatori e volontari del WWF, inoltre, sono dislocati sulle spiagge di Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Toscana per individuare e mettere in sicurezza i nidi e permettere alle tartarughine di raggiungere indisturbata il mare alla schiusa delle uova.

Il Progetto Tartarughe marine del WWF Italia, attivo da ormai 20 anni, ha permesso di censire decine di nidi e di individuare le spiagge più sensibili per la nidificazione delle tartarughe in Italia.

In particolare grazie al progetto “TartAmar Calabria”, verrà effettuato un monitoraggio delle coste dell’alto Tirreno e Ionio cosentino, sia tramite il pattugliamento mattutino delle spiagge, sia per mezzo di droni, bici elettriche e, in via sperimentale, anche con una vela a motore.

Attività di salvaguardia delle tartarughe marine infine sono previsti nel corso dell’estate nei centri di Policoro, Torre Guaceto, Torre Salsa e Crotone.

 

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1 commento

Anna rita 25 Giugno 2019 at 12:49

Molto bello avere delle notizie positive in cui finalmente si parla di qualcosa di buono ed anche se sembrano dei piccoli numeri sono in realtà dei grandi numeri

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