11 Agosto 2022
Biodiversità e conservazione Inquinamenti e bonifiche Territorio e paesaggio

Plastiche in mare: troppi animali muoiono per la loro ingestione

Dopo il caso della balena trovata morta sulle spiagge delle Filippine per aver ingerito grandi quantitivi di plastiche, nei giorni scorsi sulle coste della Sardegna è stato rinvenuto un capodoglio femmina in gestazione con 22Kg di plastiche nello stomaco.

di Nicoletta Canapa

Gli ultimi rinvenimenti di cetacei morti per aver scambiato plastiche in mare come cibo, ripropongono in modo evidente il problema degli impatti sull’ambiente marino determinati dalla presenza di varie tipologie e grandezze dei rifiuti di plastica che raggiungono con diverse modalità anche gli angoli più reconditi degli oceani.

Il mese scorso nelle Filippine è stata ritrovata una balena spiaggiata, morta a causa della enorme quantità di plastica contenuta nel suo stomaco. Le Associazioni ecologiste nell’occasione hanno denunciato l’ingente quantità di materiale plastico, in special modo quello “usa e getta”, che viene abbandonato senza controllo dagli stessi abitanti delle Filippine, come peraltro di tante altre aree del mondo.

C’è da chiedersi se valga la pena utilizzare dei prodotti per un uso rapido e provvisorio, che impiegano decenni per degradarsi, qualora diffusi colpevolmente nell’ambiente.

Altri casi si sono registrati negli ultimi tempi, come il capodoglio ritrovato morto in Indonesia alla fine del 2018, con 115 bicchieri di plastica nello stomaco, o la balena rinvenuta sulle coste della Thailandia, che aveva commesso l’errore di scambiare 80 buste di plastica per meduse.

A fare le spese di questa marine litter di plastiche, oltre ai cetacei, ci sono anche le tartarughe e le foche, nonché gli uccelli marini.

Ha fatto scalpore ed ha avuto grande risonanza mediatica, almeno in Italia, il caso del capodoglio di 7tonn trovato morto qualche giorno fa su una spiaggia vicino a Porto Cervo in Sardegna, che nel suo ventre, oltre ad un feto di 2,5m, aveva 22 kg di plastiche, tra cui reti da pesca, piatti e shopper.

Con lo stomaco pieno gli animali si sentono sazi e non si alimentano più, con il rischio di morire per una dieta insufficiente.

C’è ancora qualcuno che dice che questi non sono problemi importanti? Per me sí, e sono prioritari – ha scritto in un post su Facebook il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa dopo il ritrovamento del capodoglio in Sardegna – Il marine litter, la poltiglia di rifiuti in mare affligge tutto il mondo marino, non solo l’Italia, certo, ma ogni Paese nel mondo ha il dovere di applicare le politiche per contrastarlo: non oggi mai ieri“.
E ancora: “Abbiamo usato in un modo spensierato la ‘comodità’ dell’usa-e-getta in questi anni e oggi ne stiamo pagando le conseguenze, anzi le stanno pagando soprattutto gli animali“.

Il disegno di legge #SalvaMare, che proprio nei prossimi giorni arriverà al Consiglio dei Ministri – ha sottolineato il Ministro – aiuterà queste creature marine perché troveranno molta meno plastica nei mari, grazie ai pescatori che finalmente potranno portare a riva tutta la plastica pescata, mentre adesso sono praticamente obbligati per legge a ributtarla in mare“.

Il 23 marzo 2019, il Parlamento europeo ha approvato definitivamente, con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti, la Direttiva che vieta, tra altro, dal 2021 alcuni articoli di plastica monouso che costituiscono la frazione principale dei rifiuti presenti nel mare.

 

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.