Cibo e alimentazioneRisorse e rifiuti

Spreco alimentare l’EEA chiede misure di contrasto più efficaci

Un Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) nell’attestare che nell’UE sono stati generati nel 2022 circa 132 chilogrammi di spreco alimentare a persona, con conseguenti elevati impatti ambientali ed economici, sottolinea la necessità che gli Stati membri affrontino il problema più efficacemente, anche in vista degli obiettivi vincolanti al 2030 per la riduzione degli sprechi alimentar, previsti dall’imminente entrata in vigore della nuova Direttiva sui Rifiuti.

Prevenire lo spreco alimentare è sia urgente che necessario, dati gli elevati impatti dello spreco alimentare sul cambiamento climatico, ma anche per proteggere la biodiversità, ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza alimentare. Sono necessari sforzi più efficaci a livello nazionale per affrontare il problema.

La sollecitazione viene dalRapporto“Preventing waste in Europe – Progress and challenges, with a focus on food waste”, con cadenza biennale, pubblicato il 31 marzo 2025 dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), che fornisce un aggiornamento sulle misure di prevenzione dello spreco in tutta l’UE, a supporto della Direttiva quadro sui rifiuti dell’UE che ha imposto agli Stati membri l’obbligo giuridico di adottare programmi di prevenzione dei rifiuti e affidato all’EEA le attività di monitoraggio.

Il Report evidenzia che nell’UE sono stati generati nel 2022 circa 132 chilogrammi di spreco alimentare a persona, pari a poco più di 59 milioni di tonnellate di spreco alimentare con impatti ambientali ed economici elevati, nonostante gli Stati membri dell’UE abbiano adottato misure per prevenire lo spreco alimentare, investendo in campagne di monitoraggio e sensibilizzazione ed educazione.

L’uso di misure normative o misure basate sul mercato, come sussidi e incentivi finanziari per prevenire lo spreco alimentare, rimane limitato. Per accelerare i progressi, sottolinea l’Agenzia, è necessaria una migliore comprensione dell’efficacia delle azioni di prevenzione e del monitoraggio dei progressi, afferma il rapporto dell’EEA.  

Spreco alimentare 2020-2022 in percentuale e kg pro capite nell’UE-27 (sulla base dei dati Eurostat 2024). Fonte: EEA, 2025

Per accelerare i progressi la Commissione UE, nell’ambito della proposta di revisione dellaDirettiva sui Rifiutisulla quale c’è già l’accordo del Trilogo, ha fissato  due obiettivi vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari che gli Stati membri dell’UE dovranno raggiungere entro il 2030:
–10% nella lavorazione e nella produzione e  alimentare;
–30% pro capite nel commercio al dettaglio, nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nelle famiglie. livello di vendita al dettaglio e consumatore.  
Questi obiettivi saranno calcolatiin confronto alla quantità generata come media annuale tra il 2021 e il 2023.

Il rapporto sottolinea, inoltre, che le strategie di prevenzione degli sprechi dovrebbero essere meglio integrate nelle politiche e nelle misure relative al clima e alla biodiversità, sostenendoche la riduzione degli sprechi alimentari può ridurre le emissioni di gas serra, nonché il consumo di terra, acqua e materiali utilizzati nella produzione alimentare.  

Gli Stati membri dovrebbero anche seguire leLinee guidadella cosiddetta“gerarchia dell’uso alimentare”,  sviluppata dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE, che sottolinea un uso e un riutilizzo più efficienti dei prodotti alimentari. Ad esempio, il cibo in eccesso dovrebbe essere donato o trasformato in mangime per animali anziché essere riciclato.  

Secondo il rapporto, lo spreco alimentare rimane ostinatamente elevato ed è stato difficile ridurlo o prevenirlo lungo l’intera filiera alimentare, dalla produzione alla trasformazione, dalla fabbricazione alla vendita al dettaglio, ai servizi di ristorazione e alle famiglie. Ciò suggerisce la necessità di intensificare le misure di prevenzione.  

Lospreco alimentare è responsabile di circa il 16% delle emissioni totali di gas serra del sistema alimentare dell’UE. Secondo la UE, le perdite economiche sono stimate in 132 miliardi di euro all’anno a causa dello spreco di cibo.Sprecare cibo significa che vengono sprecate anche tutte le risorse necessarie per la sua produzione, come suolo, acqua ed energia.

Inoltre, significa che l’onere ambientale della produzione alimentare, comel’elevato apporto di pesticidi chimici necessari per garantire una produzione alimentare stabile e una produzione efficiente, è ancora più problematico, poiché questi impatti dannosi su suolo, acqua e aria si verificano senza che il cibo venga mai utilizzato. Il cibo nonconsumato minaccia anche inutilmente la biodiversità. L’agricoltura, guidata da pratiche di produzione alimentare non sostenibili, rimane la causa principale della perdita di biodiversità, mettendo in pericolo migliaia di specie. 

Altri risultati chiave sui rifiuti totali
– Tra il 2010 e il 2022, la quantità totale di rifiuti generati nell’UE è aumentata, ma notevolmente meno dell’economia. Più specificamente, la quantità di rifiuti generati divisa per la produzione economica dell’UE è diminuita del 13%, con la maggior parte della riduzione avvenuta tra il 2020 e il 2022. 

– Mentrele riduzioni nei rifiuti da combustionesono strettamente collegate al calo dell’uso di combustibili fossili, il disaccoppiamento è più evidente nei settori manifatturiero e dei servizi. Al contrario, laproduzione di rifiuti nei settori dei rifiuti e dell’acqua continua ad aumentareindipendentemente dalle tendenze economiche. Sono necessarie ulteriori analisi per comprendere i driver specifici del settore alla base di queste tendenze. 

– Lemaggiori riduzioni nella produzione di rifiuti sono state determinate principalmente da fattori quali la pandemia di COVID-19 e le misure di politica climatica, piuttosto che da azioni specifiche volte alla prevenzione dei rifiuti. 

Accompagna il Rapporto dell’EEA ilRapportodell’European Topic Centre on Circular Economy and Resource Use (ETC CE) che valuta le ambizioni dell’UE verso unamaggiore prevenzione degli sprechi alimentari anziché una loro gestione, esaminando le azioni e le misure politiche contro gli sprechi alimentari a partire dal 2023 e categorizzandole in base alla gerarchia dei rifiuti sviluppata come modello dal JRC. 

Schede informative sui singoli Paesi membri dell’UE (Quiquella dell’Italia) illustrano i progressi da loro compiuti nella prevenzione dei rifiuti e nel disaccoppiamento tra produzione di rifiuti e crescita economica.

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