2 Dicembre 2021
Cibo e alimentazione Salute

SOFA 2021: sistemi agroalimentari resilienti per contrastare shock

Lo Stato dell’Alimentazione e dell’Agricoltura (SOFA) 2021, la pubblicazione di punta della FAO, focalizza la sua attenzione quest’anno sulla necessità di rendere i sistemi agroalimentari più resilienti agli shock e ai fattori di stress, come quelli osservati in occasione della pandemia, che mettono a rischio la sicurezza alimentare globale.

Rendere i propri sistemi agroalimentari più resilienti agli shock improvvisi, come quelli osservati durante la pandemia da COVID-19, che si è rivelata uno dei fattori principali della crescita recente dei livelli di insicurezza alimentare nel mondo.

È il messaggio dello Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura (SOFA 2021), una delle principali pubblicazioni annuali di punta della FAO, l’Organizzazione della Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, che mira a portare a un pubblico più vasto valutazioni basate sulla scienza di importanti questioni nel campo dell’alimentazione e dell’agricoltura. 

Ogni edizione del rapporto contiene una panoramica completa, ma facilmente accessibile, di un argomento selezionato di grande rilevanza per lo sviluppo rurale e agricolo e per la sicurezza alimentare globale. Il Rapporto 2021 si focalizza sula necessità di rendere i sistemi agroalimentari più resilienti agli shock e ai fattori di stress l’utilizzo delle risorse idriche, come quelli osservati durante la pandemia da COVID-19, che si è rivelata uno dei fattori principali della recente crescita dei livelli di insicurezza alimentare nel mondo.

Il Rapporto SOFA 2021 stima che ci siano circa 3 miliardi di persone che non possono permettersi una dieta sana, cifra che potrebbe aumentare di un miliardo, qualora lo shock dovesse ridurre di un terzo i redditi. Inoltre, fino a 845 milioni di persone potrebbero assistere a una crescita del costo del cibo, laddove i fondamentali collegamenti di trasporto dovessero subire interruzioni. Il rapporto definisce “shock”: una “deviazione di breve periodo di trend di lungo periodo, con effetti negativi sostanziali su un sistema, sullo stato di benessere delle persone, sui loro beni, mezzi di sostentamento, sicurezza, e capacità di resistere a futuri eventi simili”. Esempi di tali shock includono fenomeni climatici estremi, il diffondersi di malattie e infestazioni animali o delle piante.

Anche prima della pandemia da COVID-19, il mondo era in ritardo rispetto agli obiettivi dell’Agenda ONU di sconfiggere la fame e la malnutrizione entro il 2030. Mentre la produzione di cibo e le filiere alimentari sono sempre state storicamente vulnerabili agli eventi climatici estremi, ai conflitti armati o all’aumento dei prezzi delle derrate alimentari globali, la frequenza e la gravità di tali shock continua a crescere.

La rappresentazione di come il verificarsi di uno shock nei sistemi alimentari possa influenzare tutti i componenti. (Fonte: SOFA 2021)  

La pandemia ha evidenziato sia la resilienza che le debolezze dei nostri sistemi alimentari – ha affermato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, presentando il rapporto nel corso di un evento virtuale, a cui ha fatto seguito un panel di discussione presieduto dal Capo Economista della FAO, Maximo Torero Cullen, con decisori politici e del mondo accademico – Il rapporto SOFA riflette gli sforzi della FAO volti ad aumentare la resilienza e stabilisce nuovi indicatori per aiutare i Paesi membri a misurare la capacità di resilienza dei loro sistemi agroalimentari e identificare le lacune per volgere al miglioramento”.

I sistemi agroalimentari – una rete complessa di attività coinvolte nella produzione, stoccaggio, lavorazione, trasporto, distribuzione e consumo di beni alimentari e non – producono 11 miliardi di tonnellate di cibo all’anno, offrendo lavoro, direttamente o indirettamente, a miliardi di persone. È pertanto evidente l’urgenza di rafforzare la loro capacità di affrontare gli shock.  

Il rapporto presenta indicatori sulla resilienza dei sistemi agroalimentari a livello nazionale di oltre 100 Paesi, analizzando fattori come la rete di trasporti, i flussi commerciali, la disponibilità di alimenti sani e diete diversificate.

Nonostante i Paesi a basso reddito debbano affrontare, generalmente, sfide maggiori, il rapporto indica che anche i Paesi a reddito medio sono a rischio. In Brasile, per esempio, il 60% del valore dell’export nazionale è legato ad un unico partner commerciale. Questo non lascia molte alternative, in caso di shock vissuto da un Paese partner. Anche i Paesi ad alto reddito, come l’Australia o il Canada, sono a rischio, a causa delle lunghe distanze previste per la distribuzione degli alimenti. Per quasi la metà dei Paesi analizzati dagli esperti della FAO, la chiusura delle fondamentali vie di collegamento potrebbe aumentare i tempi di trasporto del 20% o più, facendo così lievitare i costi e i prezzi al dettaglio.

Sulla base delle evidenze del rapporto, la FAO raccomanda ai Governi di rendere la resilienza dei propri sistemi agroalimentari parte integrante della risposta strategica alle sfide presenti e future.

La strategia chiave è “diversificare”: dalle fonti di input, produzione, mercati e filiere di approvvigionamento, fino agli attori. Perché la diversità fornisce percorsi alternativi per assorbire gli shock. Sostenere lo sviluppo di piccole e medie imprese agroalimentari, cooperative, consorzi e cluster contribuisce a mantenere la diversità nelle filiere agroalimentari domestiche.

Un altro fattore chiave è la connettività. Una rete agroalimentare ben connessa permette di superare le difficoltà più rapidamente, cambiando fonti di approvvigionamento, canali per il trasporto, commercializzazione, risorse e mano d’opera.

Infine, rafforzare le capacità di resilienza delle famiglie vulnerabili è fondamentale per assicurare un mondo libero dalla fame.  Questo può essere fatto attraverso un migliore accesso alle risorse, a fonti di reddito diversificate e programmi di protezione sociale in caso di shock.

La complessità dei sistemi alimentari che devono essere tenuti in considerazione quando si applicano strategie e principi di resilienza e le loro relazioni (Fonte: SOFA 2021).

In occasione del Vertice ONU sui Sistemi Alimentari (23 settembre 2021), indetto daI Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, l’IFAD, l’Agenzia specializzata dell’ONU, il cui mandato è di eliminare la povertà e la fame nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, ha pubblicato un Rapporto in cui si evidenzia la necessità che gli attuali sistemi alimentari debbano essere stravolti e riformulati per renderli più resilienti, equi e sostenibili, visto che con l’agricoltura industriale non si è ridotta la malnutrizione, sono aumentati gli sprechi alimentari e i costi ambientali si sono rivelati ingenti.



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