6 Ottobre 2022
Consumi e risparmio Energia

Risparmio gas: modifiche e deroghe del Consiglio UE al Piano

Con l’Accordo politico, raggiunto a maggioranza nel Consiglio UE straordinario sul Piano proposto dalla Commissione per il risparmio di gas (15%) dal 1° agosto 2022 al 31 marzo 2023, che ha introdotto modifiche e deroghe rispetto alla proposta originaria, sono rientrate le opposizioni annunciate da vari Paesi membri, eccetto quella dell’Ungheria.

Il Consiglio Energia straordinario del 26 luglio 2022 ha raggiunto un accordo politico sulla proposta di Piano della Commissione UE “Risparmiare gas per un inverno sicuro“, presentata la scorsa settimana per garantire una riduzione ordinata e coordinata del consumo di gas in tutta l’UE.

Rispetto alla proposta originaria, il Piano ha subito modifiche e deroghe:
– gli eventuali obiettivi vincolanti saranno decisi dal Consiglio e non dalla Commissione;
– l’obiettivo di riduzione volontaria del 15% del fabbisogno di gas tra il 1º agosto 2022 e il 31 marzo 2023, verrà adattato alle specifiche situazioni di ogni Paese, attraverso delle deroghe:
– gli Stati membri che non sono interconnessi con le reti del gas di altri Stati membri sono esentati dalle riduzioni obbligatorie di gas in quanto non sarebbero in grado di liberare ingenti volumi di gas da gasdotto a beneficio di altri Stati membri;
– sono esentati gli Stati membri le cui reti elettriche non sono armonizzate con il sistema europeo dell’energia elettrica e dipendono fortemente dal gas per la produzione di energia elettrica;
– sono esentati anche gli Stati membri che hanno superato i loro obiettivi di stoccaggio del gas, se dipendono fortemente dal gas come materia prima per le industrie critiche o se il loro consumo di gas è aumentato di almeno l’8% nell’ultimo anno rispetto alla media degli ultimi cinque anni.  

Inoltre, si è convenuto che sia il Consiglio, su proposta della Commissione, ad attivare uno “stato di allarme dell’Unione”, in caso di rischio sostanziale di grave penuria di gas o di domanda di gas eccezionalmente elevata, oppure su richiesta di almeno 5 Stati membri che abbiano dichiarato lo stato di allarme a livello nazionale.

Riguardo alla scelta delle misure di riduzione della domanda, gli Stati membri hanno convenuto che dovrebbero dare la priorità a misure che non incidano su clienti protetti, come le famiglie, e su servizi essenziali per il funzionamento della società, come i soggetti critici, l’assistenza sanitaria e la difesa. Tra le possibili misure figurano la riduzione del consumo di gas nel settore dell’energia elettrica, misure volte a incoraggiare l’industria a passare ad altri combustibili, campagne di sensibilizzazione nazionali, obblighi mirati di riduzione del riscaldamento e del raffrescamento e misure basate sul mercato, come la vendita all’asta tra imprese.

Gli Stati membri aggiorneranno i loro piani di emergenza nazionali, che definiscono le misure di riduzione della domanda che stanno prevedendo, e riferiranno periodicamente alla Commissione in merito all’avanzamento di tali piani.

Con queste modifiche e deroghe sono rientrate le opposizioni e le perplessità, annunciate dopo la proposta della Commissione, di alcuni Paesi come Spagna e Portogallo che non hanno interconnessioni, di quelli collegati con la rete elettrica russa (Paesi Baltici), le isole (Irlanda, Cipro e Malta).
È rimasta contraria l’Ungheria che, secondo quanto riportato dall’ANSA, ritiene “la proposta ingiustificabile, inutile, inapplicabile e dannosa” – ha affermato il Ministro degli Esteri ungherese Peter SzijjartoSiamo stati gli unici a votare no, dato che la decisione ignora completamente gli interessi del popolo ungherese“.  
L’Ungheria aveva annunciato nei giorni scorsi di aver raggiunto un accordo con la Russia per l’acquisto di circa un miliardo di m3 di gas in più, dopo che aveva deciso all’inizio del mese di vietare l’esportazione di gas verso altri Paesi.

Soddisfazione per l’Accordo raggiunto, ha espresso il Ministro della Transizione Ecologica: “Con i numeri e le regole convenute, noi dovremmo risparmiare circa il 7% rispetto alla media ‘ponderata’ annuale degli ultimi cinque anni – ha dichiarato Roberto Cingolani, commentando l’intesa raggiunta tra i ministri europei – Quando abbiamo fatto il piano di differenziazione del gas spostando i 30 miliardi di metri cubi russi su altri fornitori abbiamo già previsto un risparmio che è uguale o superiore a questo numero. Le nostre azioni sono già compatibili con questo piano, per cui ci riteniamo soddisfatti”.

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