Una ricerca del World Weather Attribution (WWA), una collaborazione internazionale di climatologi, ha rilevato che le ondate di calore estive da record stanno amplificando la siccità in Europa, perché fanno evaporare l’acqua dal suolo più rapidamente di quanto possa essere reintegrata.
Il caldo estremo di origine antropica in Europa sta accelerando l’evaporazione dai suoli – situazione oggi 80 volte più probabile rispetto al passato – prosciugando le risorse idriche anche a parità di precipitazioni e causando perdite di raccolti agricoli, magre fluviali e criticità energetiche.
IlWorld Wearher Attribution (WWA), gruppo di ricerca internazionale che analizza il legame tra il cambiamento climatico e gli eventi meteorologici estremi, che ha pubblicato il 23 luglio 2026 ilRapporto“Increasingly hot Europe faces more severe droughts and growing challenges for water and land management”, analizzando le condizioni da gennaio a giugno 2026 in un’area dell’Europa occidentale e in una orientale, ha scoperto chel’attuale siccità nel vecchio Continente è causata da una combinazione di deficit di precipitazioni e un’atmosfera molto più calda e arida.
Come attestato da Servizio Copernicus sui Cambiamenti Climatici (C3S)l’estate europea del 2026 è stata finora caratterizzata da caldo eccezionale e siccità diffusa. Tra aprile e giugno, ampie zone del continente, dal Portogallo a sud-ovest alla Finlandia meridionale a nord-est, hanno registratoprecipitazioni inferiori alla media. In combinazione consuccessive ondate di calore, queste condizioni hanno intensificato la siccità in tutta Europa, con conseguenti impatti diffusi sull’agricoltura e sull’idrologia,livelli fluviali insolitamente bassiegravi incendi, in particolare in Spagna e Francia, dove sono già andati in fumo rispettivamente 152.000 e 98.000 ettari, e la situazione è tuttora in evoluzione.
Sebbene l’Europa occidentale abbia avuto un inizio d’anno relativamente umido, i persistenti deficit di precipitazioni nell’Europa orientale, ereditati dal 2025, hanno portato allo sviluppo di diversi tipi e stadi di siccità in tutto il continente. Con previsioni che indicano scarso miglioramento a breve termine,l’estate del 2026 si sta profilando come uno degli eventi di caldo e siccità più significativi in Europa degli ultimi anni.
La siccità può essere definita in diversi modi:
-lasiccità meteorologica è caratterizzata da precipitazioni inferiori alla media;
– mentre lasiccità agricola si verifica quando la mancanza di pioggia o il terreno arido compromettono l’agricoltura e la crescita delle colture e viene misurata in base all’umidità del suolo o stimando il bilancio tra precipitazioni ed evapotraspirazione nel tempo.
Poiché l’aumento dell’evapotraspirazione dovuto al riscaldamento regionale può intensificare sostanzialmente gli impatti della siccità,i ricercatori del WWA valutano separatamente il contributo sia delle scarse precipitazioni che dell’evapotraspirazione potenziale (PET), nonché dell’umidità del suolo. Dato che la durata della siccità è molto diversa nella parte occidentale dell’Europa rispetto a quella orientale, sono state considerate due scale temporali differenti:la siccità di 3 mesi nella regione occidentalee lasiccità di 6-12 mesi nella regione orientale.
“Il clima europeo sta cambiando rapidamente– ha affermato la climatologaSarah KewdelRoyal Netherlands Meteorological Institute(KNMI), co-autrice del Rapporto –Mentre gli schemi delle piogge restano irregolari, le nostre analisi mostrano che il caldo estremo è diventato il principale motore della siccità nel nostro continente.Stiamo vedendo le riserve d’acqua evaporare da suoli e fiumi più rapidamente di quanto accadrebbe in un mondo senza cambiamento climatico, trasformando quelli che sarebbero stati periodi secchi gestibili in siccità gravi”.

Mappe SPEI (Standardized Precipitation Evapotraspiration Index) per periodi di accumulo di 3 e 6 mesi con termine a giugno 2026 sulla regione 33-60N, 15W-30E. Il dominio occidentale è evidenziato in blu e il dominio orientale in rosso.
In basso: Mappe di classificazione della siccità categorizzate secondo il sistema US Drought Monitor (USDM). Le categorie si basano sui valori SPEI a n mesi di giugno 2026, calcolati da ERA5 utilizzando lo schema di Hargreaves per PET (Fonte: WWA).
Principali risultati
– Lasiccitàin Europa è una crisi complessa, causata da prolungati deficit di precipitazioni e caldo estremo, i cui effetti sono già evidenti, nonostante l’estate sia appena iniziata. Anche l’attività degli incendi boschivi si è intensificata rapidamente nell’Europa occidentale. La siccità sta mettendoa dura prova l’agricoltura:perdite storiche di raccolti, tra cui il raccolto di mais più basso degli ultimi 50 anni inFranciae la perdita di oltre un milione di ettari di mais inRomania, unite ai conflitti globali in corso, potrebbero far aumentare i prezzi dei prodotti alimentari e colpire in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito. Molti paesi europei stanno già attuando restrizioni di emergenza o divieti temporanei sull’uso non essenziale dell’acqua potabile. A livello domestico,il razionamento dell’acqua può creare un maggiore onere e difficoltà finanziarie, soprattutto per le famiglie a basso reddito. Allo stesso tempo,i bassi livelli dei fiumi stanno interrompendo il trasporto merci, mentre lascarsità d’acqua minaccia la produzione di energia nelle regioni dipendenti dall’energia idroelettrica.
– L‘umidità del suolointegra gli effetti combinati di precipitazioni anomale ed evaporazione ed è un indicatore chiave della siccità agroecologica. Nella regione occidentale, si stima che le condizioni di siccità del periodo aprile-giugno si verifichino circa ogni 5 anni nel clima attuale. La sintesi di modelli e stime basate sulle osservazioni suggerisce cheuna tale siccità del suolo è diventata circa 5 volte più probabile rispetto a un clima 1,4 °C più freddo. I deficit di umidità del suolo da gennaio a giugno nella regione orientale sono attualmente previsti all’incirca ogni 15 anni esono diventati circa 11 volte più probabili a causa dei cambiamenti climatici indotti dall’uomo.
– Le condizioni di scarse precipitazioni e di elevata evapotraspirazione potenziale (PET) erano entrambe relativamente rare nel clima odierno. Per quanto riguarda la PET, la regione occidentale aveva un periodo di ritorno stimato di 50 anni, mentre la regione orientale di cinque anni. Per quanto riguarda le precipitazioni, lescarse piogge rappresentavano un evento con una probabilità di verificarsi di 1 su 25 anni a ovest e di 1 su 30 anni a est.
– Nel complesso, il forte aumento dell’evapotraspirazione potenziale (PET) basato sui dati osservati ha spostato le soglie di siccità, in modo tale che deficit di precipitazioni che in precedenza non avrebbero causatosiccità ora si traducono in condizioni di siccità. Per entrambe le regioni di studio, il cambiamento climatico ha aumentato la gravità della siccità osservata. La combinazione di scarse precipitazioni e alta PET è caratteristica di condizioni di siccità “estrema” ed “eccezionale” rispettivamente nelle regioni orientale e occidentale, nel clima attuale.Un evento di simile rarità avrebbe comportato condizioni di siccità “moderata” e “grave” relativamente più miti in un clima più freddo di 1,4 °C, nelle rispettive regioni.
– Nellaregione occidentale, né le osservazioni né i modelli climatici mostrano un cambiamento a lungo termine nelle scarse precipitazioni del periodo aprile-giugno, suggerendo che il cambiamento climatico non abbia avuto un ruolo nella siccità meteorologica a livello regionale. Tuttavia, per quanto riguarda l’evapotraspirazione potenziale (PET), sia le osservazioni che i modelli climatici mostrano forti aumenti nella regione, portando auna siccità agricola ed ecologica sempre più probabile e intensa. La sintesi di queste evidenze suggerisce checondizioni di elevata evaporazione come quelle osservate nel periodo aprile-giugno 2026 sono diventate circa 80 volte più probabili, o equivalentemente circa il 7% più intense.
– Nellaregione orientale, le variazioni delle precipitazioni osservate sono sensibili all’arco temporale considerato. Per il periodoaprile-giugno si osserva una tendenza all’aridità, mentre nel periodo gennaio-giugno si registrano poche variazioni a lungo termine, e i totali dei 12 mesi da luglio a giugno mostrano una leggera tendenza all’aumento. Considerando gli accumuli semestrali, i modelli climatici indicano un aumento maggiore rispetto a quello osservato, suggerendouna tendenza all’aridità complessiva, seppur statisticamente non significativa. Al contrario, le tendenze delle condizioni di evapotraspirazione potenziale (PET) sono in forte aumento in tutti gli intervalli temporali. Per i totali semestrali, la sintesi delle osservazioni e dei modelli climatici suggerisce checondizioni di elevata evaporazione come quelle osservate nel periodo gennaio-giugno 2026 sono diventate circa 40 volte più probabili, ovvero circa l’8% più intense.
– Con un ulterioreriscaldamento di 1,4 °C, nella regione occidentale i modelli climatici prevedono una leggera diminuzione delle precipitazioni da aprile a giugno, sebbene questa non sia probabilmente omogenea in tutta la regione. Si prevede che talicondizioni di PET intense diventeranno circa 10 volte più probabili e che la probabilità di un deficit di umidità del suolo raddoppierà. Nellaregione orientale, imodelli prevedono un ulteriore aumento delle precipitazioni semestrali, con totali così bassi che diventeranno solo circa un terzo più probabili rispetto al clima attuale. Tuttavia, si prevede anche che il riscaldamento causerà unaPET molto più elevata, con un ulteriore aumento della probabilità di circa 2 volte e una probabilità di deficit di umidità del suolo da gennaio a giugno che aumenterà di circa 1,7 volte.
– I risultati sono aggregati per le regioni e i periodi di tempo selezionati. Di conseguenza, potrebbero non cogliere la variabilità locale o i periodi più brevi all’interno delle singole regioni. Pertanto, i periodi di ritorno,le variazioni di entità e i rapporti di probabilità riportati si riferiscono agli indici aggregati e non riflettono necessariamente le condizioni locali.
– In tutta Europa, gliimpatti della siccitàvengono sempre più gestiti attraversoassicurazioni agricole,sistemi di protezione sociale reattivi agli shockeaiuti finanziari di emergenza. L’UE ha rafforzato la resilienza mobilitando i fondi di riserva agricoli per sostenere gli agricoltori colpiti dalla siccità legata ai cambiamenti climatici e da altri eventi meteorologici estremi.
– La risposta alla siccità rimane disomogenea in tutta Europa. Sebbene la Direttiva quadro sulle acque dell’UE promuova la gestione sostenibile delle risorse idriche,i piani di gestione della siccità non sono obbligatori, il che si traduce in una preparazione incoerente tra gli Stati membri dell’UE. A livello europeo, una politica unificata di governance della siccità potrebbe contribuire ad attenuare i potenziali impatti futuri, unitamente allaStrategia per la resilienza idrica.
“Finché l’umanità continuerà a bruciare enormi quantità di carbone, petrolio e gas, queste dure siccità innescate dal clima diventeranno solo più gravi e più costose per le famiglie e per intere economie– ha commentatoSimon Stiell, Segretario esecutivo dell’UNFCCC –Ma le soluzioni sono altrettanto chiare: muoversi molto più rapidamente verso le energie rinnovabili, oggi più economiche dei combustibili fossili inquinanti, elettrificare le economie e investire nella resilienza, così che comunità, imprese ed economie siano meglio protette”.
In copertina: Campi aridi vicino a La Chavanne e Sainte-Hélène-du-Lac, in Savoia, Francia, l’8 luglio 2026. Foto: Florian Pépellin Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
