Circular economyEdilizia e urbanistica

Riciclo e riuso materiali edili: Guida per un approccio più circolare

Una Guida strategica per accelerare l’economia circolare nell’edilizia, pubblicata da ARUP in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation e il Circular Leaders Group, fornisce soluzioni operative per superare le barriere legate alle prestazioni e all’incertezza dei materiali di recupero.

Le pratiche edilizie efficienti che privilegiano il riutilizzo dei materiali rappresentano una strategia fondamentale dell’economia circolare per ridurre gli sprechi e le emissioni di carbonio nell’ambiente costruito. Tuttavia, sebbene ciò sia interessante dal punto di vista dei costi e della sostenibilità, spesso risulta difficile capire come integrare il riutilizzo dei materiali nei programmi di progetto e nelle strutture di team esistenti.

Per illustrare come il settore immobiliare possa riutilizzare e riciclare una maggiore quantità di materiali da costruzione e adottare un approccio più circolare all’edilizia,ARUP, Società di consulenza globale specializzata nel settore edile, ha pubblicato il 5 maggio 2026The Reuse Playbook” , una nuovaguida pratica per il settore immobiliare sull’integrazione di approcci circolari nei progetti di nuova costruzione e ristrutturazione.

Sviluppata in collaborazione con laEllen MacArthur FoundationEMF) e ilBuilt Environment Circular Leaders Group(CLG) che che comprende importanti organizzazioni del settore pubblico e privato attive lungo l’intera catena del valore dell’ambiente costruito, tra cuiAxa, Biomimicry 3.8,Bjarke Ingels Group,Cemex,Danone,Dorte Mandrup Architects,Holcim, ICLEI,Metsä Group,Peiner Träger GmbH,Saint Gobain, Urban Partners eVELUX, la Guida affronta uno degli ostacoli più persistenti del settore:l’incertezza sulle prestazioni e sul potenziale di riutilizzo delle strutture esistenti e dei materiali di recupero.

Oggi costruiamo più velocemente che mai– scrivono nella PrefazioneJoe MurphyeSarah Dodge, rispettivamenteExecutive LeadeStrategic Design Managerdella EMF –Entro il 2060, si prevede che il patrimonio edilizio globale raddoppierà, con l’equivalente della costruzione di una nuova New York ogni mese per i prossimi 40 anni. Questa portata riflette l’ambizione umana, ma serve anche da monito. L’ambiente costruito è già responsabile del 50% dell’estrazione globale di materiali e di circa il 40% delle emissioni globali. Eppure, in questa sfida si cela un’opportunità. L’economia circolare, eliminando gli sprechi, facendo circolare i materiali al loro massimo valore e rigenerando la natura, offre una strada per sfruttare al meglio gli edifici esistenti, scegliere materiali più intelligenti e potenzialmente ridurre le emissioni derivanti dai materiali edili del 38% entro il 2050”.

La guida fornisce una tabella di marcia pratica per sviluppatori, progettisti, appaltatori e assicuratori al fine direintrodurre nel ciclo produttivo una maggiore quantità di materiali e ridurre la quantità destinata alle discariche. In particolare, vengono definite:
– le modalità con cui i team di progettazione possonoutilizzare strumenti come i passaporti digitali dei materiali e metodi di test avanzati per rendere il riutilizzo, il riciclo e il riciclo creativo più prevedibili e commercialmente redditizi;
– lasalvaguardia del valore che spesso si perde a causa del deprezzamento dei materiali e della demolizione prematura;
– le procedure perintegrare il valore futuro dei componenti, sia attraverso il recupero, il riutilizzo o il riciclo, nei piani dei costi e nelle analisi di sensitività, trasformando un costo percepito in unbeneficio misurabile a lungo termine;
– le pressioni esterne, tra cuile tasse sul carbonio, i sussidi, i mandati governativi e gli impegni ambientali, sociali e di governance (ESG), che creano incentivi per rafforzare la convenienza finanziaria del riutilizzo e del riciclo.

La demolizione non dovrebbe più essere la soluzione predefinita– ha affermatoStephen Fernandez, responsabile globale per gli interventi di ristrutturazione presso ARUP– I progressi nell’intelligenza artificiale e negli strumenti di valutazione digitale ci offrono ora una certezza di gran lunga maggiore sulle condizioni e sul potenziale degli edifici esistenti e dei loro componenti, rendendo la ristrutturazione, il riutilizzo e il riciclo creativo più prevedibili e commercialmente redditizi. In un periodo di instabilità energetica, ridurre la dipendenza da materiali ad alta intensità energetica non è solo una questione di sostenibilità, ma anche un imperativo commerciale per gli sviluppatori immobiliari”.

Vengono delineate 9 azioni fondamentali che facilitano il riutilizzo, organizzate secondo un programma di progetto standard, in modo dapoter visualizzare con precisione chi deve intraprendere quale azione e in quale fase del progetto.
1.Valutare la fattibilità del riutilizzo delle risorse
2.Elaborare un business case per il riutilizzo
3.Estrazione di materiali e componenti
4.Criteri di accettazione e test
5.Stoccaggio, rigenerazione e azionisti
6.Mercati
7.Assicurazioni
8.Progettare con prodotti riciclati e progettare per il riutilizzo
9.Gestione dei dati e passaporti digitali

Dal punto di vista assicurativo, una maggiore diffusione del riutilizzo dipenderà da chiare raccomandazioni professionali, da dati più solidi sulle prestazioni e da standard più uniformi sul mercato– ha sottolineatoAnne-Sophie Duret, Responsabile dell’impatto ambientale presso AXA GroupGuidepratiche come questa di ARUP possono aiutare sviluppatori, progettisti e assicuratori a prendere decisioni più consapevoli sul riutilizzo di materiali e strutture esistenti, soprattutto in progetti complessi dove la fiducia e la chiarezza sono essenziali“.

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