In occasione dell’approvazione definitiva da parte del Senato della Legge in materia di reati contro gli animali, Legambiente e WWF Italia, con un comunicato congiunto sottolineano che si tratta di un passo in avanti a dieci anni dall’approvazione dei delitti ambientali nel Codice penale, e che ora completi la riforma recependo efficacemente i delitti contro la fauna selvatica e gli ecosistemi, previsti dalla nuova direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente.
“A dieci anni dall’approvazione della legge sugli ecoreati che prevede i delitti ambientali nel Codice penale, ora arriva un altro importante passo di civiltà, grazie all’approvazione definitiva del Ddl sui i reati contro gli animali. Finalmente, nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione, la legge riconosce gli animali quali vittime dirette dei reati e vengono inasprite le pene contro l’uccisione e il maltrattamento, gli spettacoli e le competizioni non autorizzate tra animali, anche con nuove procedure, in tema di sequestro e confisca. Un passo in avanti significativo che auspichiamo venga rafforzato dalla giurisprudenza”.
Con un Comunicato congiunto del 29 maggio 2025,LegambienteeWWF Italiahanno commentato l’approvazione definitiva in Senato delDdL“Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”.
“Questa legge, però, non coglie l’importante occasione di attuare la nuova Direttiva europea 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente– aggiungono Legambiente e WWF –nella parte in cui impone ai Paesi membri di stabilire sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive anche per il contrasto dei crimini a danno degli animali selvatici, a partire dalla previsione di un minimo di 3 anni di reclusione per bracconieri e trafficanti e dal rafforzamento degli strumenti investigativi e di prevenzione. La riforma va completata quanto prima attraverso il recepimento di questa direttiva, introducendo nel nuovo titolo del Codice penale dedicato ai delitti contro gli animali anche il delitto di bracconaggio e traffico illecito di specie protette ed eliminando tutti gli ostacoli che oggi impediscono una repressione efficace del fenomeno”.
Allo stesso tempo le due Associazioni lanciano un monito al Governo Meloni.
“Se da un lato l’approvazione del DdL per i reati contro gli animali rappresenta un passo importante, dall’altro lato l’intenzione del Governo di presentare un DDL caccia che di fatto legalizza il bracconaggio, eliminando le principali tutele per gli animali selvatici, svuoterebbe di significato le norme oggi approvate aumentando le diseguaglianze, in termini di tutela, tra gli animali d’affezione e gli animali selvatici e calpestando l’art. 9 della Costituzione”.
Entrando nel merito della legge, Legambiente e WWF sottolineano che per quanto riguardal’uccisione di animali(544-bis), l’arresto passa dalla forbice tra 4 e 24 mesi a quella tra 6 e 36 mesie l’ammenda va da 5.000 a 30.000 euro; per ilmaltrattamento degli animali(544-ter),l’arresto passa da 3 a 18 mesi a 6-24 mesi; glispettacoli e le manifestazioni vietate(544-quater), vengono sanzionati conl’ammenda che passa da 3mila a 15mila euro a 15mila-30mila euro; icombattimenti clandestini(544-quinquies), prevedonol’arresto da 24 a 48 mesi(era da 12 a 36 mesi).
Sono state anche inserite circostanze aggravanti che determinano, per questi reati,un aumento della pena se i fatti sono commessi alla presenza di minori, nei confronti di più animali oppure se l’autore diffonde i reati commessi attraverso strumenti informatici o telematici, immagini, video o altre rappresentazioni. In tema diresponsabilità amministrativadelle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica, la legge introducela sanzione pecuniaria fino a 500 quote per l’ente, in relazione ai delitti previsti dagli articoli 544-bis e seguenti e all’articolo 638 del Codice penale,commessi a suo profitto o vantaggio dai dirigenti o dalle persone sottoposte alla loro vigilanza.
In copertina: Foto di Alvan Nee su Unsplash
