8 Agosto 2022
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Qualità dell’abitare: al via le domande per i finanziamenti

Per accedere ai finanziamenti previsti dal Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, per riqualificare e rigenerare il patrimonio edilizio e gli spazi pubblici, secondo il modello urbano della città intelligente, inclusiva e sostenibile, gli Enti interessati potranno presentare domanda entro il 16 marzo 2021 (15 aprile per le proposte “Pilota”).

È stato pubblicato sulla G.U. n. 285 del 16 novembre 2020,  il Decreto 16 settembre 2020 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) “Procedure per la presentazione delle proposte, criteri per la valutazione e modalita’ di erogazione dei finanziamenti per l’attuazione del «Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare»”, che assegna 853,81 milioni di euro per riqualificare e incrementare il patrimonio residenziale sociale, rigenerare il tessuto socio-economico, incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

Gli interventi e le misure finanziati devono mirare a soluzioni durevoli in un’ottica di sostenibilità e densificazione, senza consumo di nuovo suolo e secondo i principi e gli indirizzi adottati dall’Unione europea, secondo il modello urbano della città intelligente, inclusiva e sostenibile (Smart City).

I fondi spettano alle Regioni, anche come soggetti aggregatori, alle Città Metropolitane, ai Comuni sede di Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Provincia, alla città di Aosta, ai Comuni con più di 60.000 abitanti.
Sono escluse la Regione Trentino Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano con i relativi Comuni.

Gli interventi e le misure devono essere riconducibili alle seguenti linee principali d’azione:
riqualificazione e riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e incremento dello stesso;
rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico e all’uso temporaneo;
miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano-locali;
rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione;
individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.

Le proposte dovranno avere carattere di significatività e connotarsi per la presenza di soluzioni ecosostenibili, di elementi di infrastrutture verdi, di Nature Based Solutions, di de-impermeabilizzazione e potenziamento ecosistemico delle aree, di innovazione tecnologica e tipologica dei manufatti; prevedere soluzioni di bioarchitettura atte al riciclo dei materiali, al raggiungimento di elevati standard prestazionali, energetici per la sicurezza sismica, appositi spazi per la gestione della raccolta dei rifiuti, il riciclo dell’acqua.

Tutti i soggetti possono presentare fino a 3 proposte per il proprio territorio per un massimo finanziabile di 15 milioni di euro per ogni proposta e le attività possono essere realizzate anche attraverso soggetti attuatori, individuati dalle amministrazioni proponenti.

Verrà assicurato il finanziamento di almeno una proposta per ciascuna Regione di appartenenza del soggetto proponente e il 34% delle risorse complessive sarà prioritariamente destinato a interventi collocati nelle regioni del Mezzogiorno.

Sono ammesse a finanziamento Proposte definite “Pilota”, ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi anche con eventuali ulteriori risorse, ivi comprese quelle di cui al Recovery Fund, come da eventuali indicazioni europee e nazionali, in quanto orientati all’attuazione del Green Deal europeo e della Digital Agenda. Le proposte “Pilota” possono essere cofinanziate fino a 100 milioni di euro ciascuna, per le annualità dal 2021 al 2027, nei limiti degli stanziamenti.

Gli Enti interessati potranno registrarsi sul portale applicativo dedicato al Programma, accessibile dalla pagina.

Sono previste due fasi per la valutazione.
1. Proposta preliminare (Fase 1), da presentare entro il 16 marzo 2021, indicante la strategia nel suo complesso e l’insieme di interventi atti a raggiungere le finalità prescritte. Per le proposte Pilota è il 15 aprile 2021.  
Le proposte presentate nella Fase 1 sono esaminate e valutate da un’Alta Commissione nominata con decreto del Ministro, applicando i criteri stabiliti dallo stesso Decreto, che formula l’elenco delle proposte ammissibili a finanziamento con eventuali prescrizioni. Per le proposte “Pilota”, alla luce di eventuali indicazioni europee sull’utilizzo delle risorse di cui al Recovery Fund, gli indicatori potranno essere integrati e modificati con le medesime modalità del presente decreto.

2. Proposta complessiva finale (Fase 2). I soggetti proponenti la cui proposta è stata inserita nell’elenco delle proposte ammesse al finanziamento trasmettono il successivo livello di progettazione definitivo, ovvero esecutivo, della proposta nel suo complesso e dei singoli interventi previsti di cui alla Fase 1, entro e non oltre 240 giorni dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione dell’elenco.

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